Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Obama ama il neocon, panico a Repubblica

Sappiate che qualsiasi cosa leggete su Repubblica o altrove su Obama e sui neoconservatori (il primo è buono, i secondi sono cattivi) è falso. Sono anni che ripeto qui, sui giornali e in tv, che il presidente democratico - dopo qualche esitazione iniziale - ha abbracciato gran parte delle idee e delle suggestioni neoconservatrici in politica estera (che peraltro hanno origine nella sinistra sindacale anticomunista e realizzazione nelle presidenze Democratiche da Truman a Kennedy). Altrove naturalmente leggete il contrario. A voi la scelta di credere agli altri oppure mica a me, ma a Obama. Oggi si è saputo che, in un briefing a porte chiuse con editorialisti e analisti prima del discorso sullo Stato dell'Unione, Obama ha spiegato a lungo e nel dettaglio di condividere in pieno la tesi (che a Repubblica definirebbero "arrogante") sul ruolo egemonico dell'America contenuta nel nuovissimo libro The World America Made (di cui si è parlato in anteprima qui) scritto da Robert Kagan, l'autore del celeberrimo Paradiso e Potere (l'America viene da Marte, l'Europa da Venere) e massimo teorico neocon sulle questioni di politica estera (la cui moglie, peraltro, è portavoce del Dipartimento di Stato). Devo aggiungere altro? Ora potete tornare a leggere altrove.

Un’altra grande operazione militare di Obama

Ieri notte, mentre Obama parlava al Congresso e al paese, le Forze speciali americane sono andate in Somalia, hanno liberato due ostaggi americani e ucciso nove pirati, da tre a sei i militanti catturati. «Leon. Good job tonight. Good job tonight», ha detto ieri il commander in chief appena ha incontrato al Congresso il capo del Pentagono Leon Panetta.

La risposta di Mitch Daniels a Barack Obama (e agli altri repubblicani)

Ecco perché Mitch Daniels sarebbe il miglior candidato repubblicano alle presidenziali di novembre Continua...

Un’America costruita per durare


Con il discorso dello Stato dell'Unione di ieri notte, Barack Obama ha smesso di accusare gli altri per la crisi economica e ha iniziato a spiegare che l'America sta uscendo dalla crisi. L'accusa, semmai, è a chi continua a non vedere i miglioramenti. Un grande cambiamento, anche rischioso, certamente presidenziale. Per il resto, come anticipato nel discorso rooseveltiano (Theodore) in Kansas, Obama continua sulla linea dell'equità sociale in sintonia con le proteste di OccupyWallStreet (e dei repubblicani anti Romney).
Il programma di Obama è stato riassunto dalla Casa Bianca in otto pagine: «Blueprint for an America Built to Last» (eccole).
Qui il testo del discorso sullo Stato dell'Unione. (Link corretto)

Le prime anticipazioni ufficiali sullo Stato dell’Unione

Ecco che cosa dirà Obama Continua...

La segretaria di Buffett e gli altri ospiti degli Obama allo Stato dell’Unione

Tutti gli ospiti di Michelle Obama nel palco presidenziale al Congresso, compreso il capo delle operazioni speciali che ha ucciso Osama Bin Laden Continua...

Il senso del Post, inteso Washington Post, per Gingrich

Sul Washington Post di oggi, quattro column su cinque sono mooolto critici di Newt Gingrich. Due da sinistra, due da destra. Tra quelli di sinistra, Eugene Robinson ha scritto: "Amid all the excitement, it’s easy to lose sight of the fact that America has known Gingrich for three decades — and really doesn’t like him". Richard Cohen, invece, durissimo: "This Gingrich is a Rorschach test: If you don’t think he’s nuts, you are". George Will, da destra, "With Gingrich defining the GOP brand, the Republicans’ dream ... might become three strikes and they are out". Michael Gerson, infine, "[Newt's] misses are frequent, revealing a pattern of poor judgment. And eccentricities in a candidate become troubling when considered in a president."

Solo sul Sole, oggi sul New York Times

Solo sul Sole, e su Camillo, avete letto perlomeno da dicembre della folle idea di Bill Kristol di ricominciare da capo, di far scendere in campo qualche altro candidato repubblicano eccetera, vista la pochezza degli attuali. Oggi Ross Douthat sul New York Times racconta la storia di Kristol e scrive: ogni volta che il direttore del Weekly Standard diceva che bisognava aspettare qualcun altro sembrava incredibile, improbabile e patetico, ma aveva ragione lui.

La più trasparente Amministrazione della storia

Ricordate l'antica promessa obamiana? Scordatevela. Anche oggi un altro episodio: sotto inchiesta federale un agente Cia che aveva svelato ai giornalisti di aver partecipato all'interrogatorio del terrorista Abu Zubaydah.

Intanto Obama ricomincia a bombardare

In Somalia e in Pakistan

Intervento shock

Considerazioni su uno scivolone ideologico di Repubblica Continua...

Obama meets Monti

FOR IMMEDIATE RELEASE
January 23, 2012
 
Statement by the Press Secretary on the Visit of Prime Minister Monti of Italy
 
President Obama will host Prime Minister Mario Monti of Italy at the White House on Thursday, February 9th.  Italy and the United States are close NATO allies, and coordinate continuously on a full range of regional and global priorities.  The two leaders will discuss the comprehensive steps the Italian government is taking to restore market confidence and reinvigorate growth through structural reforms, as well as the prospect of an expansion of Europe’s financial firewall.  Italy is also a founding member of NATO and the President appreciates Italy’s important contributions to international security, within Europe and beyond, including its continuing leadership in the ISAF mission in Afghanistan. President Obama looks forward to consulting with Prime Minister Monti about preparations for the 2012 G8 and NATO Summits that the United States will host in Chicago, as well as discussing developments in the Middle East and North Africa.

Un presidente cauto

Ecco perché Barack Obama non è riuscito a diventare quel presidente post partisan che aveva promesso. I White House memos, raccontati estesamente da Ryan Lizza sul New Yorker di oggi, spiegano le difficoltà incontrate da Obama nel governare l'America

Run, Mitch Run

Newt Gingrich ha vinto le primarie repubblicane della South Carolina, superando il 40 per cento dei consensi. Secondo è arrivato Mitt Romney con il 27,8 per cento (una settimana fa era avanti anche di venti punti). Terzo Rick Santorum con il 17 per cento. Il risultato della South Carolina – assieme al clamoroso capovolgimento del [...] Continua...

Inevitable no more

Che cosa è successo in pochi giorni a Mitt Romney? Lo spiega questo spot (di parte, ma efficace).

articoli

Run, Mitch Run

Gommalacca/82

Il pareggio in Iowa e il ritiro di Perry

Il nuovo secolo americano

Ora che Robert Kagan ha scritto un libro sul mito del declino dell’America, torna utile questo mio lungo articolo per la rivista IDEM, di ottobre. Continua...

La Right Nation affonda in una tazza di tea

Gommalacca/81

L’America pronta a rispondere se l’Iran chiude lo Stretto di Hormutz

Romney in South Carolina ma con un occhio alla convention dei leader evangelici in Texas

L’accettabile e inevitabile Romney

Huntsman, l’alternativa moderata a Romney e Paul

Due dibattiti in 12 ore, un solo candidato

Santorum, il conservatore solidale

Romney senza avversari

Gommalacca/80

Ci vuole una famiglia per raccontare Santorum

Non è finita, potrebbe arrivare un nuovo candidato. Ecco chi

C’è chi pensa che nessuno dei candidati repubblicani sia adatto ad affrontare Barack Obama a novembre e che ci sia ancora spazio perché qualcun altro scenda in campo a salvare i conservatori dalla sconfitta e l’America dal secondo mandato di Obama. Bill Kristol, direttore del Weekly Standard e opinionista di Fox News, è il più assiduo sostenitore di questa tesi. Continua...

Chi ha vinto e chi ha perso in Iowa

Il giorno in cui l’America ha eliminato il baby pensionato del jihad

L’Iowa, la corsa repubblicana, le mosse di Obama

Gommalacca/79

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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