Camillo - Il blog di Christian Rocca

Il Foglio.it

cose che non resteranno

Green Police

Lo spot ambientalista di Audi presentato al Superbowl. Ci manca solo la Polizia verde, versione western di quella della moralità religiosa saudita o iraniana.
(Grazie a Luca N.)

That’s right/150


"I think that the most important thing for the public to understand is we're not handling any of these cases any different than the Bush administration handled them all through 9/11"
(Barack Obama in un'intervista a Katie Couric, l'altro ieri sera)

La guerra di Palin

Lungo articolo sul Foglio cartaceo, online e stasera sul blog

Superspot

Ecco il tanto atteso spot di Focus on the Family con Tim Tebow, trasmesso durante il Superbowl. La parola aborto non c'è.

New York dreamin’


Oggi a Milano è stata una giornata simil newyorchese. Di mattina sono andato al Manzoni a vedere il più acclamato dei giovani pianisti americani Vijay Iyer (su Camillo acclamato più volte circa otto anni fa). Iyer ha presentato in prima mondiale per i gloriosi Aperitivi in concerto di Gianni Gualberto la sua ambiziosa opera Holding it down. Non male, malgrado la trita retorica pacifista.
Di sera, invece, sono andato al Blue Note a sentire uno strepitoso Joshua Redman con il suo nuovo gruppo James Farm.
Luca Sofri, esponente della vecchia Europa, è andato a vedere il concerto di Glen Hansard, folk irlandese.

Il più bravo

L'editoriale è di un paio di giorni fa, ma Angelo Panebianco è il più bravo di tutti anche quando scrive di affari esteri e di America,

Come si dice teleprompter in alaskese?


La mano di Sarah Palin alla convention dei Tea Party

Licenza di uccidere, obbligo di pregare

Un altro fine settimana terribile per le legioni di obamiani deluse dalle scelte di governo del presidente americano che aveva fatto sognare il mondo progressista di qua e di là dell’Atlantico. Continua...

Il più brutto spot politico di sempre

E' di Carly Fiorina, l'ex presidente della Hewlett Packard che si candida alle primarie repubblicane per il seggio senatoriale della California. Sul blog di Andrew Sullivan una parodia, con musica dei Pink Floyd

Tutti i soldi del presidente

“In politica ci sono due cose importanti, diceva alla fine dell’Ottocento Mark Hanna, lo stratega del presidente repubblicano William McKinley: “La prima sono i soldi e non mi ricordo quale sia la seconda”. Soldi, soldi, soldi. In America non è sconveniente parlare di finanziamenti alla politica, non è tabù mischiare gli interessi speciali delle lobby e le regole della democrazia. Non c’è niente di oscuro, non c’è niente di illecito, a patto che si rispettino le leggi e le convenzioni. Gli intrecci tra partiti e denaro e la regolamentazione pubblica delle attività dei gruppi di pressione sono l’essenza del dibattito politico di Washington, come sintetizzava felicemente Hanna con la sua battuta buona ancora oggi. Continua...

That’s right/149


"Nonostante i suoi continui omaggi al multilateralismo, Obama è stato fin qui altrettanto unilateralista del suo predecessore Bush"
(Angelo Panebianco, Corriere della Sera di oggi. Avvertire Franco Venturini)

Israel day

Ho letto soltanto ieri sera il discorso di Berlusconi alla Knesset. Quando un altro leader italiano, di destra o di sinistra, saprà dire anche solo la metà di quello che ha detto Berlusconi chiamatemi.

Camillo vs. Zucconi

Amorevoli carezze con super Zuc. La 7, Omnibus life, domani mattina, 9.15

Il senso di Barack per la preghiera

Il discorso di Obama al National Prayer Breakfast. La Binetti sarebbe orgogliosa Continua...

La neocon di Obama

Alla corte di Barack Obama è entrata una neocon. Si chiama Victoria Nuland ed è moglie del celebre intellettuale Robert Kagan, nonché nuora dello storico delle guerre del Peloponneso Donald Kagan e cognata dell’architetto del “surge” in Iraq Frederick Kagan. Continua...

articoli

Licenza di uccidere, obbligo di pregare

Un altro fine settimana terribile per le legioni di obamiani deluse dalle scelte di governo del presidente americano che aveva fatto sognare il mondo progressista di qua e di là dell’Atlantico. Continua...

Tutti i soldi del presidente

“In politica ci sono due cose importanti, diceva alla fine dell’Ottocento Mark Hanna, lo stratega del presidente repubblicano William McKinley: “La prima sono i soldi e non mi ricordo quale sia la seconda”. Soldi, soldi, soldi. In America non è sconveniente parlare di finanziamenti alla politica, non è tabù mischiare gli interessi speciali delle lobby e le regole della democrazia. Non c’è niente di oscuro, non c’è niente di illecito, a patto che si rispettino le leggi e le convenzioni. Gli intrecci tra partiti e denaro e la regolamentazione pubblica delle attività dei gruppi di pressione sono l’essenza del dibattito politico di Washington, come sintetizzava felicemente Hanna con la sua battuta buona ancora oggi. Continua...

La neocon di Obama

Alla corte di Barack Obama è entrata una neocon. Si chiama Victoria Nuland ed è moglie del celebre intellettuale Robert Kagan, nonché nuora dello storico delle guerre del Peloponneso Donald Kagan e cognata dell’architetto del “surge” in Iraq Frederick Kagan. Continua...

I love Yoo

Barack Obama stupisce ogni giorno di più. Non tanto chi ha seguito la sua traiettoria politica con attenzione, senza pregiudizi e senza infatuazioni, ma soprattutto chi pensava di aver individuato nel presidente super cool l’uomo della provvidenza, l’unico capace di cancellare l’onta globale delle vergognose politiche di George W. Bush. Continua...

Obama riarma il Pentagono

Milano. Il presidente Barack Obama taglia i finanziamenti alla Nasa, rinuncia a volare alto verso la Luna e preferisce restare con i piedi per terra per affrontare e combattere al meglio i nemici asimmetrici dell’Ameri Continua...

La lezione di Blair su come si fa politica estera a sinistra

Il video della deposizione di Tony Blair alla Commissione d’inchiesta inglese che indaga sulla guerra in Iraq dovrebbe essere trasmesso in ogni sezione del Partito democratico italiano, sul Tg3, su Red tv, YouDem o come si chiamano i canali di un Pd ancora alla ricerca di un’identità. Continua...

Ripensamenti

Milano. Il secondo anno di Barack Obama alla Casa Bianca si è aperto con una decisione scioccante per l’ala sinistra della sua coalizione elettorale, già profondamente delusa da molte delle scelte del presidente sulle questioni di sicurezza nazionale e di politica estera. Continua...

Lo stato della guerra

Barack Obama ha dedicato gran parte del suo discorso sullo stato dell’Unione alle questioni di politica interna, in particolare alle misure per combattere la disoccupazione, ridurre il deficit pubblico, bacchettare le banche, aiutare il ceto medio e riformare la sanità. Continua...

Ben scavato, vecchia mela

E’ nato l’iPad, l’oggetto elettronico ideato dalla Apple e atteso come l’ultimo tentativo tecnologico per salvare il giornalismo e l’industria editoriale. Continua...

Lo staff della disunione

Lo stato dell’Unione non è malaccio, quello di Barack Obama è già più pericolante, ma a essere messo peggio di tutti è lo staff del presidente, il cuore dell’Amministrazione politica del comandante in capo. Continua...

Kiss my Haass

“Il troppo è troppo”, ha scritto Richard Haass sull’ultimo numero del settimanale Newsweek. L’argomento è l’Iran e le solite manfrine degli ayatollah islamici sul nucleare. Haas non è un personaggio qualsiasi. E’ il presidente del Council on Foreign Relations, il salotto buono della politica estera americana. Continua...

Chi è davvero Barack Obama?

Non capita a tutti di essere paragonati, in un solo anno, a presidenti così diversi come Jimmy Carter e Ronald Reagan, Franklin Delano Roosevelt e Bush senior, George W. Bush, Abramo Lincoln, Bill Clinton e John Fitzgerald Kennedy. A super Barack Obama è successo anche questo, a scapito del riconoscimento pubblico di una sua specificità personale e politica Continua...

Il sogno infranto

Il sogno è svanito, ammesso che sia mai stato seriamente sul punto di realizzarsi. L’America non avrà una riforma dell’health care di tipo europeo. Non ci sarà una rivoluzione del suo complicato, costosissimo, ma anche eccellente, sistema sanitario. La salute non diventerà un diritto, ma resterà un servizio a pagamento. Lo stato non gestirà gli ospedali né offrirà ai cittadini giovani e benestanti la sua mutua pubblica. Continua...

I duellanti del Gop

Milano. Esattamente un secolo fa, nel 1910, l’America dei pregiudizi e della segregazione razziale attendeva con impazienza l’avvento di una “grande speranza bianca”, di un pugile capace di sconfiggere sul ring Jack Johnson, il “gigante di Galveston”, il primo campione del mondo di colore dei mediomassimi. Continua...

Come hanno fatto i democratici a perdere giocando in casa

Milano. “Sono Scott Brown, guido un pick up”. Il neosenatore del Massachusetts ha salutato i suoi elettori con la frase manifesto della sua campagna elettorale da americano medio, a commento finale del “miracolo” compiuto martedì notte. Continua...

Il presidente pop(ulista)

Esattamente un anno dopo l’insediamento alla Casa Bianca, Barack Obama ha deciso di brandire i forconi e per il 2010 promette di adottare toni e retorica populisti. A grande richiesta, la strategia della Casa Bianca è cambiata. I sondaggi non sono più entusiasmanti, la magia è svanita, l’opposizione è rinata. A novembre ci saranno le elezioni di metà mandato e il rischio di una clamorosa sconfitta è alto. Da qui la svolta. Continua...

Scott Brown, chi era costui?

Chi diavolo è Scott Brown? Se lo chiede il mondo liberal americano, attonito di fronte alla concreta possibilità che un perfetto sconosciuto al pubblico nazionale possa scippare il seggio senatoriale che appartiene alla famiglia Kennedy da cinquantotto anni (1952-1962 John Fitzgerald, 1962-2009 Edward detto Ted) e violare una delle più solide roccaforti del Partito democratico. Continua...

Essere Loretta a Manhattan

Uno spettro si aggira per l’America, quello di Loretta Napoleoni, la sedicente massima esperta mondiale di terrorismo, talmente competente da sostenere che il macellaio jihadista Al Zarqawi, già decapitatore personale di Nick Berg, fosse soltanto un povero proletario giordano creato da quegli stupidi e ingenui di americani. Continua...

La sincronizzazione dei cervelli

La più ampia riflessione sull’impatto di Internet nella società contemporanea è contenuta in un corposo lavoro curato da Edge, un’organizzazione di pensatori visionari che promuove in America dibattiti intellettuali, filosofici e sociali. Il gruppo ha raccolto 168 saggi brevi intorno a una domanda: “In che modo Internet ha cambiato il modo di pensare?”. Continua...

La leggenda nera di Haiti

New York. Anche questa volta Pat Robertson, il televangelista più famoso d’America, ha trovato una giustificazione all’ira di Dio espressa sotto forma di terremoto ad Haiti. Continua...
 

libri

copertina libro Cambiare Regime La sinistra e gli ultimi 45 dittatori

Cambiare Regime

La sinistra e gli ultimi 45 dittatori

Christian Rocca

Disponibile su:

Libri precedenti:

  • Contro l'ONU

    Il fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di un'alleanza tra le democrazie

  • Esportare l'America

    La rivoluzione democratica dei neo-conservatori

segnalazioni
Copertina del libro The Almanac of American Politics

The Almanac of American Politics

Edizione 2008

Michael Barone & Richard E. Cohen

L'Almanacco della politica americana è una specie di manuale delle giovani marmotte sulla politica americana di Washington e locale. C'è tutto, ma proprio tutto, stato per stato, contea per contea. Chi riesce a leggerlo tutto secondo me indovina chi vincerà le elezioni. Il curatore è Michael Barone.

Disponibile su:

musica

segnalazioni
Copertina del disco Cease to Begin dei Band of Horses

Cease to Begin

Band of Horses

Band of Horses sono di Seattle, ma si sono trasferiti in South Carolina. Pensate ai Coldplay, soprattutto nella penultima canzone, ma meno piscialetti (bedwetters) e più eroicamente alternative country. Cease to Begin è il loro secondo disco. Una canzone si intitola Detlef Schrempf, lo straordinario giocatore tedesco di basket che fece la fortuna dei Seattle Sonics e di Portland.

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