Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Dalle scuole medie inferiori alla Commissione Esteri

Disarmo globale, governo anti americano, idee di Arrigoni sulla Palestina, ecco il resoconto della politica estera a cinque stelle che due studenti delle medie, momentaneamente vicepresidente e capogruppo della Commissione Esteri della Camera, hanno esposto al viceministro marta Dassù. Solidarietà alla povera Marta.

Meraviglioso, poi, il finale: con l'idea che secondo il principio della democrazia diretta la manifestazione anti guerra in Iraq di Roma avrebbe dovuto impedire legalmente l'invasione decisa dai governi americano, inglese, polacco e di altri.

Bush, Cheney, i neocon e… ops… 99 a 0

Il Senato di Washington ha approvato la risoluzione 65 di sostegno americano al diritto di Israele di difendersi militarmente di fronte alle minacce iraniane. Novantanove senatori hanno votato a favore. Zero i contrari. Ora continuate a leggere Repubblica.

Ed Miliband va ad Amici

Gran discorso (tradotto in italiano da Europa) di Ed Miliband, leader del Labour inglese, ospite di Google. E pensare che quello bravo è il fratello. C'è solo una persona che in Italia potrebbe fare un discorso simile. Fa il sindaco di Firenze.

I Vopos in Parlamento

Beppe Grillo e la Casaleggio Associati hanno deciso di disseminare in Transatlantico, e pure nell'atrio della Camera, un numero imprecisato di controllori, una specie di ronda poliziesca che agisce in nome del popolo della rete (e forse del Pianeta Gaia), per impedire i rapporti dei deputati grillini con i giornalisti. Come nella Germania dell'Est.

I Vopos di Grillo assisteranno alle eventuali interviste, che dovranno tenersi esclusivamente in determinati locali del gruppo e sempre alla presenza di questi oscuri personaggi, e dissuaderanno con la loro presenza gli approcci tra parlamentari e cronisti.

Era dai tempi della trasformazione di Montecitorio in un'aula sorda e grigia pronta a diventare un bivacco dei manipoli (Benito Associati) che non si assisteva a una tale limitazione della libertà dei rappresentanti del popolo e delle istituzioni democratiche. Tutto questo avviene dentro il Parlamento, nel luogo dove le forze dell'ordine non possono entrare e dove si viene eletti, secondo la Costituzione, senza vincolo di mandato. I presidenti Grasso e Boldrini, e i questori, non dicono niente?

Fuori i Vopos dal Parlamento.

Oklahoma, 16 minuti

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La bella e drammatica cover di Time sull'uragano in Oklahoma.

Tennis

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Formidabile cronaca di una semifinale degli US Open del 1968 tra Arthur Ashe e Clark Graebner, raccontata da John McPhee del New Yorker. Un libro strepitoso, edito da Adelphi. Bravi.

Giovedì droni

Il presidente Barack Obama giovedì terrà un major speech su droni e Guantanamo per provare a delineare un modo per far rientrare gli assassinii mirati e il carcere extra territoriale dentro un sistema legale. Auguri. Comunque, se vero, sarà la prima volta che Obama ammetterà di aver usato i droni.

Obama, l’apprendista di Bush (The Economist)

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L'Economist di oggi definisce così, l'apprendista di Bush, il presidente Obama per le sue politiche anti terrorismo. Ricordatevi che qui l'avete letto, e ripetutamente, più di 4 anni fa.

Leadership

Negli ultimi mesi, Barack Obama non è stato un gran che. Non ha portato a casa niente, dal Congresso. La sua incapacità di convincere senatori e deputati, anche del suo partito, anche dopo le roboanti promesse successive alle stragi da armi da fuoco, ha iniziato a far dubitare sulla sua capacità di guidare il paese. Molte cose gli sono sfuggite di mano, a cominciare dalla politica estera: Corea, Medio Oriente, ora la spia arrestata a Mosca. Nel giro di un paio di giorni sono emersi tre episodi capaci di annientare chiunque non avesse, come lui, la stampa sdraiata ai suoi piedi in adorazione (sempre meno adorante, ma pur sempre sdraiata). Si è scoperto che la sua Agenzia delle Entrate tartassava le organizzazioni politiche della destra, i Tea Party.

Poi si è scoperto che avevano ragione i famigerati repubblicani a denunciare gli errori di gestione fatali e soprattutto la manipolazione delle notizie che la Casa Bianca ha diffuso a proposito della strage di Bengasi per evitare che passasse, qual era, come un attacco terroristico islamista all'America (gli obamiani pur sapendo la causa hanno provato a raccontare che la strage fosse una reazione a un video americano anti islamico messo su youtube).

Infine l'Associated Press ha accusato l'Amministrazione Obama di aver controllato illegalmente, e per mesi, i tabulati telefonici dei suoi giornalisti, allo scopo di scoprire quali erano le fonti ciarliere dentro la Casa Bianca sui fatti di sicurezza nazionale.

Se una sola delle tre cose fosse stata fatta da George W. Bush sarebbe scoppiata la guerra civile, almeno sui giornali (anche sui nostri che invece, tranne le solite eccezioni, ora si girano dall'altra parte, minimizzano, sviano).

Senonché la leadership. Oggi, nel giro di un paio d'ore, Obama è riuscito in un'impresa eccezionale, degna dell'eroina della fiction Scandal che si chiama Olivia Pope e che di professione aggiusta problemi. Obama ha fatto dimettere il capo dell'IRS (l'Agenzia delle Entrate), ha pubblicato le email integrali su Bengasi e ha proposto di sostenere un legge a protezione dei giornalisti e delle fonti.

Interventi di facciata, palliativi e tardivi, forse. Ma questo affrontare i problemi e agire di conseguenza si chiama leadership. Domani (o dopo, in Italia) i giornalisti si potranno comodamente risdraiare.

Obama spia segretamente i giornalisti. No buono.

L'Amministrazione Obama ha segretamente spiato i tabulati di due mesi di telefonate dei cronisti dell'Associated Press per cercare di ricostruire l'origine di alcune soffiate all'Agenzia giornalistica su un'operazione anti Al Qaeda in Yemen.

Obama, eh! Siccome non lo leggerete su Repubblica va ripetuto: Obama ha segretamente spiato i tabulati delle telefonate dei giornalisti americani che hanno svelato un'operazione antiterrorismo in Yemen. di occultamento della mala gestione dell'Amministrazione sulla strage di Bengasi.

La follia della sinistra italiana

In sintesi: il Pd si allea con Vendola e la Fiom, attacca le politiche di Monti, accusa l'ala blairiana (Renzi) di essere proto-berlusconiana, propone di smacchiare il giaguaro col suo leader e rappresentante dell'Emilia felix rossa. Questa gran coalizione di super sinistra, con uomini programmi e slogan di sinistra, perde le elezioni, nonostante il gran vantaggio che gli assegnavano i sondaggi grazie al disastro della destra.

Di fronte a questo risultato, qualsiasi persona che abbia superato con merito le elementari si sarebbe data una rinfrescata, avrebbe preso un'aspirina e, dopo aver respirato forte, avrebbe ammesso: "Be', questo spostamento a sinistra agli italiani non è piaciuto. Dovevamo capirlo fin dal 1948, ma tant'è. Forse aveva ragione Renzi. Forse aveva ragione Veltroni, quando con Berlusconi fortissimo parlando di vocazione maggioritaria prese quasi il 34% lasciando i comunisti fuori dal Parlamento".

Invece che succede? Succede che giornali, talk show e politici giovani e anziani - gli stessi che hanno sostenuto la svolta a sinistra di Bersani e diffamato Renzi e Veltroni in quanto corpi estranei alla sinistra - spiegano con la stessa sicumera che ha condotto Bersani al disastro che il PD ha perso ed è nel caos perché è stato poco radicale, troppo inciucista, quasi di destra. Una follia.

Elogio della Super Casta del Palazzo della Casta

A sentire la canea populista, il Parlamento è il simbolo di ogni male, l’emblema della corruzione, il santuario della casta. Vizi. Privilegi. Prebende. Un’aula sorda e grigia che i manipoli devono poter aprire come una scatoletta di tonno e dove possono bivaccare (Occupy) con borracce colme di acqua di rubinetto per poi trasformarla in un [...] Continua...

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Ai siciliani non piace che si parli di loro o della loro isola. Lo so perché sono siciliano. Se ne parli male, si offendono. Se ne parli bene, è anche peggio. Soltanto loro possono prendersi in giro e lamentarsi di se stessi: su questo non sono diversi dagli ebrei. Ma i siciliani detestano soprattutto i [...] Continua...

Amo rivinto in the world

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Dopo il Premio Ferrari Copertina dell'anno, vinto giovedì sera alla Triennale di Milano, ieri notte IL ha vinto un argento alla 48esima edizione degli SPD Awards, gli Oscar del design grafico di New York dove l'anno scorso ha ottenuto 3 ori.

Il premio di quest'anno è per questa infografica sulle operazioni antiterrorismo americane in Africa.

Perdere il New Yorker

Se pure il New Yorker arriva a sostenere che la Casa Bianca ha nascosto le bugie sulla strage di Bengasi, be', vuol dire che per Obama non si mette bene.

articoli

Elogio della Super Casta del Palazzo della Casta

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Il sonno della ragione produce Grillo

Attacco all’Europa

1993, l’inizio della storia

L’invidia sociale non aiuta a vincere le elezioni

Cybertutto

La città visibile

Gommalacca/125

Altro che liste elettorali, il listone del best of 2012 Continua...

Gommalacca/124

Un Victory Lab per la politica

Gommalacca/123

Gommalacca/122

Genio civile

2012, eppure c’è ancora chi rivendica la storia del Pci

Gommalacca/121

Gommalacca/120

Un buon presidente

E ora dodici milioni di posti di lavoro (più o meno)

Obama e il super bilancio del Pentagono

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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