Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Qual è la Juve più bella?

Ne ho viste di belle Juventus. Ero bambino quando scendeva in campo quella robusta di Bettega, Benetti, Furino, Cuccureddu e Causio. Ero adolescente quando arrivò quella scintillante di Platini e Rossi e Tardeli e Cabrini che vinse molto, ma meno di quanto valesse. E poi quella perfettina di Michelino Laudrup, il giocatore che Platini definiva [...] Continua...

Abbiamo vinto la medaglia d’oro al Premio Internazionale dell’Infografica

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Ieri sera, unico giornale italiano, abbiamo vinto a Pamplona la medaglia d'oro al Premio Internazionale dell'Infografica malofjei con il Portfolio di SiPremium, la rivista realizzata da IL - Idee e lifestyle del Sole 24 Ore per i clienti Premium di CartaSi.
Qui tutti i vincitori

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Dove nascono i guai con la Russia

A settembre del 2009, quasi 5 anni fa, scrissi un articolo su come si stava delineando la politica estera di Obama (sì, mi occupavo di queste cose), allora entrato da pochi mesi alla Casa Bianca.

Be', l'articolo spiega tutto e come siamo finiti qui. Ecco come iniziava:

"Milano. A che punto è la politica estera di Barack Obama? E’ ancora troppo presto per trarre conclusioni definitive, ma l’approccio pragmatico promesso dal nuovo presidente americano per il momento sembra costellato da una serie di mosse azzardate senza la certezza di contropartite valide e da un’assenza di visione strategica globale che denota la difficoltà di formulare un’alternativa multilaterale seria ed efficace, dotata di un linguaggio chiaro e coerente, da contrapporre alla chiarezza morale dell’unilateralismo di George W. Bush.
La sintesi, perfetta, è di un editoriale del Wall Street Journal: “Il presidente Obama ha promesso che avrebbe conquistato amici dell’America laddove a causa di George W. Bush aveva solo antagonisti. La realtà è che l’America sta lavorando sodo per creare antagonisti laddove prima aveva amici”. Il riferimento è alla decisione della Casa Bianca di smantellare il progetto di scudo spaziale formalmente anti iraniano, ma nella sostanza a protezione da eventuali politiche espansioniste russe, che avrebbe dovuto essere installato in Polonia e Repubblica ceca. La cosiddetta “new Europe” dell’era Bush, quella parte di giovane Europa affrancatasi dal comunismo e dalla sfera d’influenza moscovita, si era legata all’America e aveva chiesto protezione a Washington. Bush gliel’ha garantita, e quelle orientali erano le uniche piazze europee dove veniva accolto da eroe. Con Obama alla Casa Bianca, questa relazione speciale non c’è più. Non solo per lo sgarbo a polacchi e cechi, ma anche per una maggiore diffidenza nei confronti di Ucraina e Georgia, altri due paesi vicini all’America ai tempi di Bush e più tiepidi adesso.
La politica di Obama, ispirata alla scuola di pensiero realista, è di assecondare le esigenze di Mosca, anche al costo di sacrificare gli interessi dei paesi alleati, per ottenere il sostegno russo nella più ampia partita per fermare il nucleare iraniano. L’esito di questa svolta nella politica estera americana è ancora tutto da verificare e da questo dipenderà il successo o meno della presidenza Obama, ma la cosa certa per adesso è che laddove ai tempi di Bush c’erano amici dell’America, ora c’è gente infastidita e preoccupata".
(Il Foglio, 19 settembre 2009).

Il fegato di Wall Street

C’è una storia formidabile sfuggita incomprensibilmente alle prime pagine dei giornali italiani occupate da toto nomine, operazioni politiche di Civati e altre cose inutili. La stampa americana invece si è guardata bene dal sottovalutarla perché, nonostante abbia origine e sviluppo italiani, rappresenta l’essenza del sistema capitalistico statunitense che non è la caricatura che ne fa [...] Continua...

Mo che il tempo si è avvicinato

Cinque anni fa, nell’aprile 2009, un gruppo di ventenni, trentenni e giovani quarantenni, genericamente liberal e di sinistra, si è incontrato a Piombino con l’idea ambiziosa e folle di darsi da fare e sconfiggere il flagello del fatalismo generazionale, perché, come diceva il loro slogan, è inevitabile: «Le cose cambiano». Il giorno dopo, uno dei [...] Continua...

Pillole di Gommalacca/Noah Gundersen

È molto bello questo disco, Ledges, di Noah Gundersen di Seattle. Per capirci: è la cosa più vicina a Damien Rice che abbia sentito negli ultimi tempi. Ascoltate First Defeat, ma anche tutto il resto.

Che cosa c’è su #IL59

La cover story è dedicata alla generazione di trentenni e quarantenni che, piaccia o no, con Matteo Renzi e i suoi ha incredibilmente conquistato il potere. Il problema è che ora non sa che cosa farsene. Articoli, riflessioni e proposte di Michele Masneri, Claudio Cerasa, Francesco Pacifico e Nicola Lagioia.

La prima pagina è dedicata a reportage, scusando la parola, di viaggio. Con un incredibile viaggio di un mese a bordo di una nave cargo dall'Inghilterra al Brasile, con tappe in Africa, di Vincenzo Latronico, passeggero unico. Poi un altro Pacifico in Vietnam e Arianna Giorgia Bonazzi in Albania, più sette tappe scelte dalla redazione.

Il Tabloid di questo numero è in edizione speciale "Errori giudiziari", nuove firme nelle Rane, una storia pazzesca chiamata Il fegato di Wall Street, una critica di Sofia Ventura allo stile retorico di Renzi, molta Ucraina, molta moda, uno speciale hamburger (con Francesco Costa, tra gli altri) e Guia Soncini su serie tv, talk show e politica che "salta lo squalo".

In edicola venerdi 21 marzo in allegato obbligatorio con Il Sole 24 Ore e su iPad.

La nuova copertina #IL59

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Ecco la nuova copertina di IL: esce venerdì prossimo 21 marzo con Il Sole 24 Ore. Va vista e toccata dal vivo, col colore Pantone metallizzato e la finitura soft touch.

Due o tre cose, in ritardo, sulla falsa battaglia per la parità di genere

Anche se spesso vengono confuse, la parità di genere non è la stessa cosa delle quote riservate alle donne o ad altre minoranze. Continua...

Le sanzioni di Obama sui russi

Statement by the Press Secretary on Ukraine Continua...

Che fare con Putin

Non possiamo fare niente, è la risposta breve. La colpa è nostra, dell’Occidente, dell’Europa e dell’America di Obama. La risposta lunga è più articolata. Tutto nasce da un errore geopolitico americano, quasi integralmente attribuibile a Obama, ma anche dal pessimismo dietrologico della leadership russa. Continua...

Il nuovo stile paranoico della politica italiana

Cinquant’anni fa, nel 1964, il professore della Columbia University Richard J. Hofstadter scrisse per la rivista Harper’s un saggio così influente e fortunato che ancora adesso non si può fare a meno di citarlo durante le discussioni colte sulla politica americana. L’articolo di Hofstadter, poi diventato un libro, è Lo stile paranoico della politica americana, [...] Continua...

Perché non mi piace il primo mezzo governo Renzi

No, non mi è piaciuta questa squadra di governo. E non per quello che dicono tutti: perché c’è gente troppo giovane, inesperta, senza carisma. No, quella è la parte che mi piace di più: quasi un governo di staff, di donne e uomini preparati e competenti impegnati come un sol uomo ad aiutare il governo del Presidente del consiglio. Quella parte lì mi piace. Continua...

Che cosa c’è su #IL58

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La copertina è dedicata al potere del glamour, una riflessione su quello che è erroneamente considerato un aroma artificiale che insaporisce il nulla e invece è uno scudo protettivo della creatività. Articoli di Francesco Pacifico e schede da un libro di Virginia Postrel a cura di Antonio Sgobba. Il grande Michele Masneri ritrae Wes Anderson, che abbiamo fotografato a Londra, quale simbolo purissimo del glamour contemporaneo.

C'è poi l'esordio italiano di Ferdinando Giugliano, editorial writer del Financial Times, che per una volta invece che indirizzare governi su questo o quel punto dell'agenda globale abbiamo mandato nei sotterranei di Londra a visitare la più grande opera ingegneristica in costruzione in Europa, Crossrail. Sul tema del fare e del costruire ci sono altri articoli e infografiche su un grattacielo romano, sulla metropolitana europea, sui cantieri italiani e sulle villette abusive al mare in Sicilia (Mario Fillioley al suo meglio).

Ci sono Alberto Mingardi contro l'ideologia del chilometro zero, Guia Soncini sulla meravigliosa Matilde Gioli (piace pure alla Soncini, go figure!) e molte altre cose. Segnalazione speciale per la nuova, ampia e ridisegnata sezione moda, per l'intervista larga a... non vi dico chi, e per i consigli gratuiti alle case editrici italiane sui libri che usciranno in America nei prossimi mesi.

Ah, abbiamo cambiato la carta della copertina, ora è una meravigliosa #SoftTouch.

#IL58 esce in edicola venerdì 21 febbraio con il Sole 24 Ore. Resta in edicola fino a esaurimento scorte nei giorni successivi. Si può prendere anche su iTunes, su Zinio e da questo numero anche attraverso l'app del Sole 24 Ore (gratis per i clienti Business Class).

Rifare l’Italia, senza rifare gli italiani (di @andrearomano9 e @giulianode)

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L'articolo di oggi di Aldo Cazzullo sul Corriere si conclude con una frase-chiave di Matteo Renzi (così almeno la definisce Cazzullo): "La sinistra ha sempre voluto cambiare gli italiani. Io voglio cambiare l'Italia".

Mi è ovviamente tornata in mente la copertina di IL di quasi un anno fa, era il maggio del 2013, intitolata "Rifare l'Italia, senza rifare gli italiani". L'articolo principale, ma ce n'erano altri molto interessanti (Piperno, Baresani, Pascale, Pacifico), era un manifesto sul punto citato da Cazzullo e attribuito a Renzi: basta pretese di cambiare gli italiani, piuttosto va cambiata l'Italia.

Gli autori di quella riflessione sono Andrea Romano e Giuliano da Empoli, l'uno poi diventato capogruppo di Scelta Civica e l'altro ex assessore e consigliere di Renzi. Io quell'articolo me lo sono riletto.

articoli

Qual è la Juve più bella?

Il fegato di Wall Street

Mo che il tempo si è avvicinato

Il nuovo stile paranoico della politica italiana

Come Davide Serra cambierebbe l’Italia

The Money Issue

Bush, ultima bozza

Obama e il mito del declino americano (con Datagate)

The food issue

Non proprio un endorsement di Bill de Blasio

Perché Rohani non ha riconosciuto l’Olocausto

Il mondo è ingovernabile

Prima di fare il Nobel per la pace a Putin

Ma a Renzi conviene dire ciao a Firenze?

La televisione è la nuova letteratura

L’antialvearismo e la funzione civile della letteratura

Quando finirà l’Europa

L’illusione di trovare tutto sul web

Elogio della Super Casta del Palazzo della Casta

Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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