Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Eccolo, IL sito

IL si è fatto un sito, ed è bellissimo. Guardatelo, è ancora in versione Preview, lo trovate qui. L'indirizzo è 24ilmagazine.com
Qui la presentazione. Poi rifaremo anche questo blog.

Ho conosciuto Francesca Balzani

Ieri sera ho conosciuto Francesca Balzani, in corsa alle primarie del PD per scegliere il candidato sindaco di Milano (si vota il 6 e il 7 febbraio, gli altri candidati sono Beppe Sala, Pierfrancesco Majorino e un altro di cui non ricordo il nome) Continua...

George W. Bush si è fatto un magazine

Si chiama The Catalyst, A Journal of Ideas, ci sono articoli molto interessanti. Qui il primo numero.

Altri dischi dell’anno

Ok, come tutti gli anni, a leggere le classifiche pubblicate dai giornali mi accorgo in ritardo di un bel po' di dischi che non avevo ascoltato o che mi erano sfuggiti. Ne segnalo tre formidabili:

Kamasi Washington, The Epic: uno che debutta con un ellepì triplo di jazz, ma che è anche un triplo ellepì soul e hip hop, va già ascoltato con attenzione. E poi se lo ascolti con attenzioni incontro il nuovo jazz. Kamasi Washington è anche uno degli arrangiatori dell'album di Kendrick Lamar, To Pimp a Butterfly, da gran parte delle classifiche dei grandi giornali internazionali il miglior disco dell'anno (a me, a parte King Kunta, non mi dice nulla).

Cassandra Wilson, Coming Forth By Day: non avevo ascoltato il disco perché l'enneismo tributo alla grandissima Billie Holiday mi aveva già annoiato ancora prima di finire di leggere la segnalazione. Invece è un disco formidabile, le canzoni di Billie Holiday passano attraverso il filtro rock dei Bad Seeds di Nick Cave, tornano jazz con la voce di Cassandra Wilson e diventano nuove, potenti, contemporanee. Gran disco.

Joey Alexander, My favorite things: standard del jazz, ma suonati da un pianista di 11 anni, nato nel 2003. Wow.

Li aggiungo nelle playlist.

ECCO LA PLAYLIST, su Apple music
Ecco la playlist di Jazz (senza Vijay Iyer, non presente su Music)

I migliori angeli di Roma

Nel nuovo disco dei Coldplay c’è una canzone, Birds, che finisce con un verso lezioso e affettato come solo quelli dei Coldplay; eppure è un verso potentissimo: «In this world so cruel, I think you’re so cool», «In questo mondo così crudele, penso che tu sia molto cool». Ecco, Roma è così: è l’emblema di [...] Continua...

De Gregori canta Dylan e De Gregori

Sono senza dubbio canzoni di Dylan, affrontate con devozione e umiltà. Ed è già una cosa sorprendente, visto che sia Bob Dylan sia Francesco De Gregori sono noti per destrutturare i loro brani per il continuo tormento, misto a orgoglio, dei rispettivi fan. Ma la cosa sbalorditiva è che i brani di Amore e Furto [...] Continua...

Come Brad Mehldau ha salvato il jazz

Brad Mehldau è il pianista più influente degli ultimi venti anni, ha scritto il New York Times. I puristi del jazz tendono a dissentire, ma in realtà hanno ragione entrambi, fan e critici. Mehldau è la cosa migliore capitata al jazz da parecchio tempo a questa parte proprio perché si è allontanato dalla polverosa sacralità [...] Continua...

Che cosa c’è su #IL77


Va bene, Roma è in crisi, senza sindaco, senza guida, senza idee. Ma siamo sicuri che sia anche senza speranza? Siamo sicuri che sia tutto schifoso, che sia una citta irredimibile? Abbiamo provato a raccontare una Roma diversa, una Roma cool, anzi molto cool, senza retorica stantia da capitale corrotta, con articoli di Michele Masneri, Annalena Benini, Annalisa De Simone, Stefano Pistolini e Andrea Minuz, e con una super guida ai posti imperdibili di Roma, monumenti esclusi. Roma oltre Roma, dunque.

C'è molto altro: Giuliano da Empoli su Parigi, Paul Berman su Christopher Hitchens, Vincenzo Latronico inviato in un centro spaziale nella Guyana francese, un focus su Isis e altre bande criminali in Libia, un ritratto del leader spagnolo che ci piace, la cultura pop di Yolo e le polemiche culturali di Explicit. E tutto il resto.

In edicola venerdì 18 dicembre con Il Sole 24 Ore.

Best music of 2015 (sì, il listone, anche quest’anno: sono 34 dischi, con playlist)

Una classifica degli album che mi sono piaciuti di più nell'anno in cui è uscito un disco di Sufjan Stevens ha un esito prevedibile: Carrie & Lowell di Sufjan Stevens è il disco che mi è piaciuto di più nel 2015. Eppure nella lista ci sono cose molto sorprendenti, almeno per me, e che sfuggono alla categoria singer-songwriter, cioè all'unica che mi appassiona da qualche anno. C'è The Weekend, disco dell'anno extra Sufjan, e anche i Tame Impala e Lana Del Rey e Taylor Swift (Taylor Swift è un genio).

Aggiungo un paio di italiani, i meravigliosi Jova e De Gregori canta Dylan, anzi anche un terzo: Calcutta. Qualcosina di jazz, ma poco, ne ho ascoltato poco di jazz, e una sincera delusione per gli altri miei guilty pleasure Adele e i Coldplay e gli U2 (dischi deboli, eppure con un paio di brani strepitosi each).
Un disco dei Decemberists, e ne hanno fatti due, ce lo metto sempre anche se nessuno dei due è tra i loro migliori.
La delusione più grande è il disco di Jonny Greenwood, un'infatuazione per le strutture musicali raga in ritardo di una quarantina d'anni da George Harrison e poi da tutto quello che è seguito: se vuoi fare l'intellettuale colto e visionario, trova altre strade, questa è già stata asfaltata.
(Nel cambio da Spotify a Music di Apple, potrei essermi perso qualcosa che mi era piaciuto molto ma a pensarco bene se non me lo ricordo forse non mi sono perso niente).
Update: su Twitter mi fanno giustamente notare che il disco di Taylor Swift è uscito alla fine del 2014. Ops, vero, ma come ha scritto l'anno scorso un critico del NYT proprio a proposito di Taylor Swift se non è su Spotify o, adesso, su Music, per me non esiste. E su Music, a fatica, è arrivato solo nel 2015. Ciao 

Comunque ecco (in fondo la playlist):
Sufjan Stevens - Carrie & Lowell
The Weeknd - Beauty behind madness
Tame Impala - Currents
Taylor Swift - 1989
Ryan Adams -1989
Mumford & Son - Believe
Alabama Shakes - Sound and color
My morning Jacket - The Waterfall
This is the kit - Bashed out
Kurt Vile - B'lieve I'm going down
Jill Andrews - The war inside
Seth Avett and Jessica Lea Mayfield sing Elliot Smith
Halsey - Badlands
Villagers - Darling Arithmetics
Stranger cat - In to the wilderness
Natalie Prass - Natalie Prass
Watkins Family Hour - Watkins Family Hour
The Maccabees - Marks to Prove it
Courtney Barnett - Sometimes I sit and think, and sometimes i just sit
The Decembrists - What a terrible world, what a beautiful world
The Decemberists - Florasongs
Father John Misty - I love you, honeybear
Flo Morrissey - Tomorrow will be beautiful
Shawn Colvin - Uncovered
Samantha Crain - Under branch & thorn & tree

Italiani
Jovanotti - 2015 cc
De Gregori canta Dylan
Calcutta - Mainstream

Jazz
Kamasi Washington – The Epic
Brad Mehldau - 10 Years Solo
Cassandra Wilson - Coming Forth By Day
Joshua Redman & The Bad Plus - The Bad Plus Joshua Redman
Matthew Shipp - The conduct of jazz
Christian Scott aTunde Adjuah - Stretch music
Revive Music Presents: Supreme Sonacy Vol. 1
Vijay Iyer Trio - Break Stuff
Joey Alexander - My favorite things


Canzoni che ho ascoltato molto, oltre a quelle dei dischi sopra:
Strangers di Israel Nash
Up & up dei Coldplay
Hello di Adele
Adrenaline di Matt Nathanson
U2 - Every breaking wave

ECCO LA PLAYLIST, su Apple music
Ecco la playlist di Jazz (senza Vijay Iyer, non presente su Music)

Lorenzo al Forum di Milano, in questi giorni impazziti

Un altro concerto di Jovanotti. Un nuovo concerto di Jovanotti. Un diverso concerto di Jovanotti. Continua...

Lo sfuggente sogno americano

Il paradosso è che l’uomo che predicava la speranza, Barack Obama, è finito con l’assestare un colpo possente all’American Dream. ll sogno americano è l’idea, anzi la certezza, che le cose possano migliorare, che lavorando sodo si riesca a crescere e progredire, che sia ineluttabile guardare al futuro con fiducia e [...] Continua...

Che cosa c’è su #IL76

Ci sono molte novità, ma davvero tante. cominciamo dalle novità tecniche: da questo numero la carta è più pregiata, più bianca, più pesante e l'effetto finale sulle pagine, sulle illustrazioni, sulle fotografie e sulle pubblicità è sorprendente. Ma anche la copertina è più pregiata, più bianca, più pesante eccetera. Ci sono anche due nuove sezioni:  una è EXPLICIT nel doppio significato latino di "ultime parole" e inglese di "esplicito" (da qui il sottotitolo: Le ultime parole lampanti) ed è la nuova sezione di polemiche culturali, più che di recensioni, che prende il posto delle tanto amate Rane; l'altra è Extra (Storie ed altri pezzi facili) ed è una sezione di storie di persone, luoghi, esperienze. Questo numero ha 4 copertine diverse e tanti auguri a trovarle tutte, anche se sui social ne vedrete addirittura dodici: sono dodici ritratti di americani rilevanti in questo momento in tutti i campi: politica, spettacolo, sport, musica, cultura, arte eccetera. Gli articoli sono di Paul Berman, Edoardo Nesi, Annalena Benini, Francesco Pacifico, Michele Masneri, Stefano Pistolini, Sofia Silva, Mattia Carzaniga, Francesco Costa, Stefano Graziosi, Sara Deganello e Jason Horowitz. I ritratti, meravigliosi, sono di Andrea Ventura. E poi altre cose, tantissime, e stiamo lavorando anche ad altre novità. Stay IL. In edicola venerdì 20 novembre con Il Sole 24 ORE.           

Guerra, che guerra?

Nessuno, figuriamoci io, sa come affrontare il nuovo mondo uscito dall’ennesima strage islamista di Parigi. Non so se avete notato come le risposte di politici, intellettuali ed editorialisti siano unanimi nel condannare l’ideologia di morte dei terroristi islamici, nel sottolineare l’attacco alle libertà e alla tolleranza occidentale di cui Parigi [...] Continua...

Non si può tornare indietro su Raitre 

  A Pane Quotidiano di Concita De Gregorio. Qui il link alla puntata: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-403ff83f-2bc6-4551-9d79-a707cebbbce2.html#p=

Che cosa c’è su #Il75

  Diciamo che è un tech-issue. Si comincia con una grande inchiesta di Guido De Franceschi sugli investimenti privati e pubblici per dare la banda ultra larghissima a tutti. Una cosa che per noi è fondamentale come un diritto costituzionale. Poi ci sono un reportage di Vincenzo Latronico dai magazzini robotizzati di Amazon e l'ennesimo tentativo di Apple di cambiare un'industria, in questo caso quella editoriale, raccontato da Luca Salvioli. Le foto, non solo quella che in copertina illumina una fibra ottica, sono di Mattia Balsamini.  C'è un ritratto di Michele Masneri del più grande, o meglio della più grande, pensatrice liberale vivente e c'è un fantastico speciale su uno sport, chissà quale, con articoli di Flavio Tranquillo, Mauro Bevacqua, Francesco Pacifico, Sarà Deganello, Alessandro Giberti e Stefano Pistolini.  Con foto originali per IL e le fantastiche illustrazio di Davide Barco. Nuove firme anche su Rane e Yolo. Moda super. Numero super, IL75. In edicola venerdì 23 ottobre con Il Sole 24 Ore

articoli

I migliori angeli di Roma

De Gregori canta Dylan e De Gregori

Come Brad Mehldau ha salvato il jazz

Lo sfuggente sogno americano

Guerra, che guerra?

La tv americana e noi

Le parole sono importanti

Il Grande Romanzo Americano (e la caricatura nostrana)

Il tradimento dei chierici, un’altra volta

Considera i gamberi

Un verista e un Bloomberg a Milano

Siamo solo all’inizio

L’islamismo jihadista e noi

Jovanotti tutto acceso

Il (semi) capolavoro di Renzi e il più grande errore di Berlusconi dopo aver cacciato Pirlo

L’editoria è in crisi, ma non per Tyler Brûlé e le riviste di qualità

Strano, i talk hanno annoiato

Le magnifiche sorti e…progressiste

Forever Pischelli

Date Palazzo Chigi ad Antonio Conte, date la Nazionale a Matteo Renzi

Libri

SULLE STRADE DI BARNEY

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

in libreria oppure online

 
 

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