Camillo - Il blog di Christian Rocca

cose che non resteranno

Il tradimento dei chierici, un’altra volta

Quanto ci manca Christopher Hitchens. Una volta, seduto a un tavolo di un ristorante a poche centinaia di metri dal Pantheon, mi disse: «Hanno paura». Sul quotidiano danese Jyllands-Posten erano state appena pubblicate alcune caricature di Maometto, il Profeta dell’Islam, che avevano scatenato proteste violente nel mondo islamico, minacce di morte nei confronti dei vignettisti [...] Continua...

Che cosa c’è su #IL71

La copertina e i titoli e gli autori dicono già tutto.
Di che cosa parliamo quando parliamo di libertà di parola
Duecentoquattro scrittori contestano un premio a Charlie Hebdo, malgrado i suoi vignettisti siano stati decimati da un commando di fanatici islamici.
Dicono che quella satira è eccessiva e diffamatoria, ma dimenticano che essere scandalizzati rientra nella dialettica democratica. Essere uccisi, invece, no.

Ne scrive Ayaan Hirsi Ali, ed è un grande vanto aver iniziato a collaborare con un eroe femminista e antitotalitario come lei. Poi un lungo saggio di Paul Berman e le riflessioni di Raphael Glucksmann, anche lui al debutto su IL, e di Alessandro Piperno. L'artwork è di Maria Corte.
#IL71 è anche un Sex Issue con articoli imperdibili di Annalena Benini, di Paola Peduzzi e di Chiara Lalli (benvenuta anche a lei) e infografiche a cura della redazione sulla più grande ricerca sui comportamenti sessuali dai tempi del Rapporto Kinsey.
Per il resto grandi articoli di Vincenzo Latronico, Andrea Minuz, Michele Masneri e di tutti gli altri. E poi molto altro, a cominciare da serie, film, musica e arte di Yolo fino alla cultura e i libri di Rane.
Infine, un estratto del nuovo romanzo di Guia Soncini (con illustrazioni di Emiliano Ponzi).
In edicola venerdì 22 maggio con Il Sole 24 Ore

La nuova cover #IL71


Di che cosa parliamo quando parliamo di libertà di parola
Duecentoquattro scrittori contestano un premio a Charlie Hebdo, malgrado i suoi vignettisti siano stati decimati da un commando di fanatici islamici. Dicono che quella satira è eccessiva e diffamatoria, ma dimenticano che essere scandalizzati rientra nella dialettica democratica. Essere uccisi, invece, no.

Articoli di Ayaan Hirsi Ali, Paul Berman, Raphaël Glucksmann, Alessandro Piperno, Christian Rocca
Cover's Artwork by @mariacorte

In edicola da venerdì 22 maggio con Il Sole 24 Ore

Pillole di Gommalacca/Mumford & Sons

Il nuovo disco dei Mumford & Sons, Wilder Mind, è bellissimo. Altrove troverete critiche opposte. Diciamo che non si leggevano stroncature così indignate a un gruppo più o meno dalla svolta elettrica di Bob Dylan. Però: i Mumford & Sons non sono Bob Dylan (anche se Sua Bobbità ha suonato con loro e con i veri eroi del neofolk, gli Avett Brothers). Più che Dylan, semmai, le critiche alla "svolta Coldplay" dei Mumford & Sons ricordano le nostalgie civatiane o tsiprasiane o pignete di una sinistra conservatrice, minoritaria e soprrattutto posticcia. Scrivo posticcia perché la sinistra estetica, chiamiamola per comodità hipster, è solo una posa, non un'idea radicata nella tradizione della sinistra (i comunisti agli hipster gli avrebbero menato), così come è una posa estetica anche il neo-folk dei londinesi Mumford and sons. Detto questo, a me piacevano i Mumford & Sons neo-folk e mi piacciono ancora di più in questa nuova versione più pop-rock, più commerciale, alla The National e alla Coldplay. Le nuove canzoni sono elettriche, con batteria e tastiere, si aprono al modo dei Coldplay e già te le immagini nelle arene con le luci bianche tutte accese a illuminare il pubblico che balla e canta. Ascoltate Believe, Snake Eyes, The Wolf, Tompkins Square Park, Just Smoke, Only Love, Hot Gates, vabbè, tutte. A ogni ascolto migliora. Bravi.

 

Considera i gamberi

L’ultimo romanzo di Sandro Veronesi, Terre Rare, si apre con una storia meravigliosa: «Oggi il tema del giorno è l’allarme gamberi. È su tutti i giornali, e non soltanto nelle pagine della cronaca di Roma, anche in quelle nazionali. I gamberi-killer della Louisiana. Ne parlano tutti con preoccupazione perché si tratta di una specie particolare, [...] Continua...

Un verista e un Bloomberg a Milano

Un Verista a Milano «Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c’è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, a restare al lavoro. Ma queste seduzioni istesse sono fomite, eccitamento continuo al lavoro, sono l’aria respirabile perché viva la mente; ed il cuore, lungi da farci [...] Continua...

Pillole di Gommalacca / Villagers

C'è questo piccolo disco che è una meraviglia. Si intitola Darling Arithmetics ed è di Villagers. Villagers, in realtà, è un ragazzo dublinese che si chiama Conor O’Brien (quattro quinti di Damien Rice e un quinto di Bright Eyes). Darling Arithmetics è il diario di un coming out omosessuale. Ascoltate, in particolare, Courage (col formidabile attacco: «Took a little time to get where I wanted. It took a little time to get free. It took a little time to be honest. It took a little time to be me») e Hot Scary Summers («Remember kissing on the cobblestones. In the heat of the night. And all the pretty young homophobes. Looking out for a fight»).

Giovedì sarà presentata la più grande invenzione del secolo, so far

I rumors ormai non si contano più e appare ormai certo che il grande annuncio che farà giovedì Elon Musk, il geniale imprenditore-inventore che guida Tesla, Space X e il progetto di HyperLoop (ricordate la cover di IL?), sarà una mega batteria per abitazioni private e aziende che consentirà di immagazzinare energia da sole o vento (oggi non si può) oppure di fare la scorta di notte (quando l'energia elettrica costa molto meno) per consumarla di giorno (quando collegarsi alla rete elettrica costa di più).

La batteria domestica sembra un frigorifero minimalista (bianco o di colore scuro) e costa 13mila dollari, ma le società elettriche americane sono pronte a coprire il costo per la metà (anche a loro conviene che di giorno i consumatori liberino spazio alla rete elettrica). 

300 famiglie in California stanno provando da un anno la batteria al litio di Musk (tecnologicamente la stessa usata per le auto Tesla). In a evada, intanto, procedono i lavori della mega-fabbrica di batterie di Musk - la Gigafactory - da 5 miliardi di dollari. 

Che cosa c’è su #IL70

In copertina, avete già visto, c'è un'immagine del nuovo fenomenale spazio della Fondazione Prada in Largo Isarco (e dentro la rivista c'è un servizio fotografico in esclusiva). È l'ultimo di una serie infinita di cambiamenti urbanistici e culturali a Milano che sta entusiasmando turisti, stranieri e anche i solitamente poco entusiasmabili milanesi. Così abbiamo deciso, a partire da questa esclusiva (la Fondazione Prada apre il 9 maggio), di individuare le 101 ragioni per amare Milano. «Perché Milan l'è on gran Milan», con articoli di Masneri e Rossari, infografiche, foto, illustrazioni eccetera.
Su questo numero c'è anche un imperdibile «Philip Roth e io», storia ventennale del rapporto tra Alessandro Piperno e lo scrittore americano. Ci sono anche l'anticipazione del nuovo libro di Luca Sofri e l'idea che gli hipster possano salvare l'economia (auguri). C'è anche il debutto, su IL, di Matteo Pericoli (come disegnatore e come scrittore). E tanta tantissima roba di cultura pop su Yolo e di pop culturale sulle Rane. E poi la Moda, le illustrazioni e tutto il resto.
In edicola venerdì 24 aprile con Il Sole 24 Ore.
(il giorno di uscita in abbinamento obbligatorio con il Sole a 2 euro; dal giorno dopo in abbinamento obbligatorio a 2 Euro più il prezzo del quotidiano)