Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Chiave di ricerca: “franzen”

Roth a casa Monda

A vederlo da vicino, nei suoi frequenti pranzi a casa di Antonio e Jacquie Monda nell’Upper West Side di Manhattan, Philip Roth non sembrava un uomo burbero, difficile e scostante come me lo ero immaginato da suo devoto lettore. O forse sì. Continua...

Il Grande Romanzo Americano (e la caricatura nostrana)

C’è una fotografia del 2006, scattata a Capri durante il festival Le Conversazioni, che è tipo la Leopolda della letteratura angloamericana. A destra e a sinistra dei due ideatori della manifestazione, Antonio Monda e Davide Azzolini, ci sono cinque giovani scrittori, rappresentanti di una nuova generazione di romanzieri di lingua inglese. Sono David Foster Wallace, [...] Continua...

Che cosa c’è su #IL73


In copertina, l'avete visto, c'è Jonathan Franzen (con occhiali scuri). Franzen ci ha dato in anteprima un lunghiiissimo capitolo (la Parte II) del suo nuovo romanzo, Purity, in uscita in America il primo settembre e in Italia a febbraio 2016 per Einaudi.
Francesco Pacifico e Marco Rossari ragionano su questo libro e sul Grande Romanzo Americano (GRA). Mentre Matteo Marchesini e Guido Vitiello si concentrano sui tentativi, a volte riusciti e a volte maldestri, di un GRA nostrano (con mappa). Antonio Sgobba ci racconta, infine, le novità letterarie in uscita negli Stati Uniti e in Italia da qui alla fine dell'anno.

Segnalo, tra le altre cose, la riflessione sull'Europa di Giuliano da Empoli e il viaggio in Baviera di Michele Masneri. E anche una recensione del disco che sto ascoltando di più nelle ultime settimane, Currents, di Tame Impala.

In edicola venerdì 21 agosto con il Sole 24 Ore.

 

IL40 è in edicola, anticipazioni

Oggi, con Il Sole 24 Ore. Dopo l'anticipazione di ieri, eccone altre: il reportage di Paolo Bricco sulla Brianza che fa sistema, Per fare un tavolo di Carlo Piano, il manifesto ideologico del cibo spazzatura di Francesco Costa, i privilegi dei padri e le opportunità dei figli del professore di economia della New York University Gianluca Violante, Meglio Foster Wallace o Franzen? di Leonardo Colombati. Infine alcune gallerie fotografiche.

Quei bravi ragazzi


Jeffrey Eugenides (Vergini suicide, Middlesex) è uno dei migliori romanzieri americani. In questi giorni ha pubblicato un nuovo libro, The Marriage Plot, di cui in questo momento si sta parlando molto negli Stati Uniti. Uno dei personaggi è chiaramente lui, Eugenides. Un altro è David Foster Wallace.
E' la seconda volta in un anno che David Foster Wallace, scrittore di culto, depresso e morto suicida nel 2008, entra dentro un romanzo di un suo amico (l'altro è Freedom di Franzen).
Il New York Magazine (sempre sia lodato) ha pubblicato sul numero in edicola ieri un lungo articolo in cui racconta la storia triste e complicata di un'amicizia e di una rivalità (anche a tennis nei campi su Central Park) fra tre scrittori della stessa generazione, Eugenides, Wallace e Jonathan Franzen, cementata nel 2006 durante un piccolo e familiare festival letterario che si tiene da qualche anno a Capri, Le Conversazioni, organizzato da Davide Azzolini e Antonio Monda.
Gli altri nella foto sono Zadie Smith e Nathan Englander.
Il New York Magazine racconta come i libri dei tre scrittori (e non solo di loro tre) abbiano avuto spesso storie e vite e sorti intrecciate, siano stati scritti nelle stesse condizioni e alla pubblicazione ogni volta abbiano scatenato un misto di felicità e invidia per il successo dell'amico che nessuno dei tre ha mai realmente nascosto.
Chi li conosce, e li ha visti insieme a Capri, sa che in fondo quei tre sono, erano, bambinoni.
«Just kids», è il titolo dell'articolo del New York Magazine.

La Domenica del Sole vs. Franzen

Il supplemento culturale del Sole aveva scritto in passato molto bene di Jonathan Franzen e del suo libro Freedom con uno splendido articolo di Francesco Pacifico e una bella intervista di Gianluigi Ricuperati, oggi lo devasta in copertina con un pezzo di Tim Parks e un altro articolo di Nicola Lagioia.

A Luca Sofri piace molto la Domenica del Sole

Elogio dell'inserto culturale del Sole 24 Ore.
Il Post, inoltre, segnala due degli articoli di questa settimana: qui e qui. Ma non perdetevi, tra le altre cose, il bel ritratto di Jonathan Franzen scritto da Gianluigi Ricuperati

Cose da cui mi tengo alla larga

1) Freedom, il noioso libro del sopravvalutato Jonathan Franzen
2) La manifestazione ridicol-chic di Jon Stewart e Stephen Colbert a Washington
3) La maratona di New York

Great American Asshole

Jonathan Franzen ad Alessandra Farkas del Corriere della Sera a proposito dell'11 settembre: «Fin dall' inizio l'ho considerato un evento minore».

Corri vecchia America, corri

La prossima volta che Time volesse dedicare una copertina al “grande romanzo americano”, come ha fatto la settimana scorsa con l’ultimo libro dello scrittore Jonathan Franzen, dovrebbe fare una semplice ricerca d’archivio e ripescare la sua cover del 27 ottobre 1975. La stessa cosa dovrebbe fare il suo concorrente Newsweek. Stessa ricerca, stessa data. Quel [...] Continua...

La correzione



Il magazine di Oprah Winfrey, dopo la polemica di nove anni fa, è l'unica rivista americana che non parla della prossima anticipatissima uscita di Freedom, il nuovo romanzo di Jonathan Franzen (qui la recensione di Sam Anderson del NYMag: «Freedom sembra noioso e uguale alle Correzioni, ma è assolutamente geniale»)

Badabum

"Obama mi ha già deluso. Altro che liberal, è un repubblicano"
(Titolo del Corriere all'intervista di Jonathan Franzen)

Uno degli scrittori più sopravvalutati del decennio

E' Jonathan Franzen, l'autore del fumettone Le Correzioni. Dice ad Alessandra Farkas del Corriere di detestare Philiph Roth «perché non è affatto uno scrittore di talento e nei suoi libri parla soltanto di se stesso, non avendo nient'altro da raccontare»

Il favoloso Mondo Monda

New York. “Non avete mai sentito parlare di lui, eppure è l’intellettuale più introdotto di New York ”. La definizione sembra di Woody Allen, ma è della Book Review del New York Times, l’inserto dei libri del primo quotidiano americano. Continua...

Redazionalmente Corretto del 14 agosto 2003

La prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 13 agosto 2003, avrebbe potuto aprirsi con "Il caldo uccide, paura nelle città", ma non è successo. E ha fatto bene. Quello era il titolo del Corriere, [...] Continua...

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