Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Archivio blog – Dicembre 2002

Il meglio e il peggio dell’anno secondo Andrew Sullivan

Il quale, comunque, critica la scelta di Time e sostiene quella del Financial Times:
TOP TEN WINNERS OF 2002:

10.Steve Jobs, for the iPod alone.
9. Roger Ailes, for kicking media ass.
8. Al Gore, for finally leaving the stage.
7. Ozzie Osbourne, for showing that love makes a family.
6. The Blogosphere, for coming of age.
5. Karl Rove. You can’t take away last November.
4. Steven Pinker, for the best book of the year.
3. Eminem, for making it out of hell.
2. Condi Rice, for making it.
1. Pat Tillman, for giving up a promising and lucrative NFL career in order to serve his country.
TOP TEN LOSERS OF 2002:

10.Janet Reno. Not even the primary.
9. Madonna. You’ve got to have off-years.
8. Jennifer Lopez, for talent-free ubiquity.
7. Michael Jackson, for child abuse.
6. Bernard Cardinal Law, for child abuse.
5. Howell Raines, for wrecking a brand almost beyond repair.
4. Trent Lott, for still not getting it.
3. Tom Daschle, for running on prescription drugs in wartime.
2. Gerhard Schroder, for self-defeating opportunism.
1. Saddam. You wait.

30 dicembre

Strane classifiche 2002

Il renosubject mio e di Luca Sofri su Max di dicembre. (E’ un mistero: né io né Luca lo avevamo messo on line)

30 dicembre 2002

Ecco il testo di “A pranzo con Oriana” del Financial Times

Inizia così, in italiano: “La Fallaci non mangia”.
Estratti:
1) Oriana dice di aver salvato Firenze:
“I saved Florence,” she says. “I have a moral authority in that country. When I say something, they listen.”
2) Un auto paragone cone Emily Bronte
“Emily was just like me,” she says of her vivacious temperament. “Emily died standing up, in the kitchen, peeling potatoes. I will die with this voice, hopefully standing up.”
3) Una tecnica inventata dalla Fallaci (e mutuata da Clinton o viceversa) per fumare senza farsi del male:
“I have a peculiar way to smoke,” she says. “I don’t . . .” she pauses, putting her hand on her throat and searching for a word.
“Are you like Bill Clinton?” I blurt out. She shakes her head, and I explain the former president’s claimed method of not quite smoking marijuana. Fallaci nods. “I don’t inhale. When the smoke comes inside, I close it off here,” she says, again pointing to her throat. “It is a technique of mine.”
4) L’annuncio che sta scrivendo una nuova versione della rabbia e l’Orgoglio:
Today, she is consumed by updating the original Italian edition of her book, adding passages about what has happened in the past year.
5) La notizia che Oriana odia il suo piccolo libro:
“I hate this book,” she shouts. “I am nauseated. I am obsessed. I am haunted by this book.”
6) La notizia che il suo romanzo in progress è “like four novels, then announces that she is superstitious and doesn’t want to discuss it further”.

28 dicembre

Ve li meritate i raeliani, ve li meritate

La mia posizione su Eva è quella di Cinzia Caporale

28 dicembre

Why The Economist is fit to lead the newsmagazines?

Basta leggere il numero doppio in edicola. E’ strepitoso. Ecco una selezione di quanto si può trovare on line. Un articolo sull’eredità intellettuale del marxismo, una storia su quanto sia palloso andare in palestra, una eccezionale inchiesta sulle analogie tra i repubblicani americani e i tories inglesi, un ottimo reportage (senza puzza sotto il naso) sulla nazione più religiosa del mondo, l’America

28 dicembre

Cose che non vanno perse

Dai giornali di questi giorni:
Ennio Caretto spiega i weblog ai lettori del Corriere e scrive che sono dei “sottositi”.
Silvio Berlusconi inaugura le prime villette prefabriccate nei paesi del terremoto e nota le pareti disadorne: “Dirò alla Mondadori di mandarvi delle belle stampe”
Vittorio Emanuele arriva in Italia e ci tiene a dire ai cronisti: “L’ho riconosciuto il Coliseo”
Dall’articolo 3 del nuovo regolamento dell’Ulivo, trovato da Antonello Caporale: “L’assemblea parlamentare è convocata anche a mezzo sms”
Piero Ottone, sul Venerdì, sostiene di mandare gli articoli al giornale con il computer ma senza telefono.

27 dicembre

L’affaire Sofri

Secondo Le Monde (questa è la prima e ultima citazione che Camillo fa di un sito francese)

27 dicembre

Il pranzo e l’orgoglio

Il Financial Times weekend annuncia un pranzo con Oriana e minacce di morte. Elegge anche il personaggio dell’anno.

27 dicembre

La vita è bella, Pinocchio è bruttissimo

La stroncatura del New York Observer (dal Foglio). Qui l’originale di Rex Reed. Qui la stroncatura del New York Times. Qui tutte le altre recensioni.

27 dicembre

Stati Uniti del Cav.

I nuovi deputati e senatori americani sono in maggioranza miliardari e con decine di conflitti di interesse potenziali. La sinistra americana invece di fare girotondi dice frasi come la seguente: “Chi ha avuto il talento di diventare un uomo di successo nel proprio business, sarà anche un buon legislatore” (Dutch Ruppersberger, deputato democratico del Maryland)

26 dicembre

Nave d’acciaio

Con l’acciaio che è rimasto dopo il crollo delle Torri gemelle, la marina americana costruirà una nuova nave, la USS New York, in onore delle vittime dell’11 settembre.
The USS New York will be the fifth of 12 amphibious assault ships in the San Antonio class, which the Navy calls one of its most technologically innovative. The 684-foot vessel will carry a Navy crew of 402 and up to 800 Marines. The $800 million vessel should be ready for active duty in 2007.

26 dicembre

Forty-one bis

In America si preoccupano delle condizioni di detenzione dei talebani reclusi nella base di Bagram in Afghanistan. In Italia tutti, tranne i tifosi del Palermo e Marco Pannella, approvano il carcere duro per terroristi e mafiosi.

26 dicembre

Benigni ha fatto il 45%, vi spiego perché

Piccolo campione famiglia Rocca. Ero a casa con i miei, avevo un appuntamento con un amico con il quale eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo sentiti dopo Benigni per uscire. A metà spettacolo sono stato svegliato da un telefonino. Ho guardato i miei, dormivano. Al telefono era il mio amico Fabio, si era appena svegliato e voleva uscire subito. Ecco spiegato il 45%: dormendo come si fa a cambiare canale?

24 dicembre

Anche i democratici nel loro piccolo hanno alcuni casi Lott

Jimmy Carter, per esempio. Qui la storia del senatore Trent Lott raccontata da Luca Sofri. Qui una lettura non banale, intitolata “Il falò delle vanità”, di Frank Rich per il New York Times. Bill Frist è il senatore che ha preso il posto di capogruppo al senato

22 dicembre

Hillary, nel 2004 vincerà lei

Nel 2006 tocca a Diaco

22 dicembre

Gangs of New York è partito male

Qui il bollettino dei primi due giorni. E’ quarto

22 dicembre

I 20 liberal americani più fastidiosi del 2002

Da Right wings news.

22 dicembre

Le cassette di Veltroni in attesa che qualcuno impicchi Diaco

Non c’è niente di più emozionante che fare le cassette per le ragazze.

21 dicembre

Scoop

Scoop. In questo disco (Piano, strings and bossa nova – Verve -1962) di Lalo Schifrin, l’alfiere di Third Stream, il movimento che voleva conciliare jazz e musica classica, c’è un brano, “Insensatez” di Jobim-de Moraes, identico a “Exit music” dei Radiohead.

Il Foglio, 21 dicembre

Il Top Jazz 2002 di Musica jazz

Premiati dai critici i migliori dischi e i migliori musicisti dell’anno. Ho votato anch’io, in modo opposto però.
Ecco i vincitori. Nel dettaglio si conosceranno a gennaio quando uscirà la rivista:
Migliore musicista italiano: Enrico Rava
Migliore musicista straniero: Dave Holland
Migliore disco italiano «Solo» di Franco D’Andrea
Migliori dischi internazionali (ex aequo) «Footprints Live!» di Wayne Shorter e «Always Let Me Go» del trio di Keith Jarrett
Migliore gruppo jazz: Trio di Jarrett
Miglior gruppo italiano: Nexus Orchestra 2001 di Tononi e Cavallanti).
Nuovo talento italiano: Giovanni Mazzarino
Nuovo talento internazionale: Matthew Shipp
Migliore ristampa: Ornette Coleman, «At The Golden Circle», del 1965
Ecco invece come ho votato:
Migliore musicista italiano: Paolo Damiani, Stefano Battaglia, Battista Lena
Migliore musicista straniero: Steve Coleman, Joshua Redman, Herbie Hancock
Migliore disco italiano «Dedalo» di Gianluigi Trovesi; “Plays Miles Davis” di Enrico Rava; “I cosmonauti russi” di Battista Lena
Migliore disco internazionale «Soul of things» di Tomasz Stanko, «The Infinite» di Dave Douglas, “In Montreal” di Charlie Haden-Egberto Gismonti
Migliore gruppo jazz: Trio di Jarrett, Big Band di Dave Holland, quartetto di Greg Osby
Miglior gruppo italiano: Enrico Rava quintet, Battaglia-Rabbia duo, Trapeziomantilo
Nuovo talento italiano: Giovanni Mirabassi, Piero Bassini, Gianni Cappiello
Nuovo talento internazionale: Vijay Iyer, Jason Moran, Eivind Aarset
Migliore ristampa: “Rarum” di Bobo Stenson, “Mr. Clarinet” di Buddy DeFranco, “Storyteller”di Jim Hall

21 dicembre

Libertà di ricerca scientifica

La battaglia di Luca Coscioni contro l’oscurantismo. Domani il Congresso della sua associazione. Qui il suo intervento nella posta di Paolo Mieli sul Corriere. Qui un ritratto di Coscioni scritto su Panorama da una persona che conosco abbastanza bene. Qui si può comprare il nuovo libro di Coscioni, “Il maratoneta“.

20 dicembre

Mr. Ottolenghi I presume

Emanuele Ottolenghi, editorialista del Foglio sulle cose israeliane, debutta sul Guardian. Domani torna sul Foglio.

20 dicembre

Criticare Tremonti? Si fa così

Renato Brunetta, di Forza Italia, critica in modo efficace Giulio Tremonti.

20 dicembre

Ginger, finalmente

Ordinalo ora, costa solo 4.950 dollari, ti arriverà il 31 luglio. A Riccione farai un figurone.

20 dicembre

A year in review

Tutto l’archivio 2002 dell’Atlantic Monthly

20 dicembre

Tremate

Sta arrivando renatoschifani.it

20 dicembre

La cantonata di Zuccopycat

Ha dato come nuova una notizia di cinque anni fa. Qui la prova che la dichiarazione di John Kerry sull’esercito italiano è del 13 novembre 1997.

20 dicembre

Soncini d’America

La canadese Rebecca Eckler cerca qualcuno che le dica quanta mancia natalizia bisogna lasciare ai 13 portinai del suo nuovo appartamente al Village

20 dicembre

Fallaci goes to war, ma evita i locali pubblici newyorchesi a causa del divieto anti fumo di Bloomberg (il quale non sa che cosa rischia)

Il Washington Times intervista Oriana. Se ne è accorto il Nuovo.

20 dicembre

Il discorso integrale di Ciampi sulle riforme

Leggetelo, è molto diverso da come è stato riassunto dai giornali.

19 dicembre

L’Ernesto c’è

Giornale comunista

19 dicembre

A fine gennaio si decide

Se l’America farà la guerra all’Iraq. L’editoriale del Foglio è qui.

19 dicembre

Portentoso attacco del Riformista a Pierluigi Diaco

E Diaco, come sempre, vince a mani basse. E’ una piccola vendettina perché Diaco aveva scritto sul Foglio queste righe molto spiritose:
“Questa sera a Palazzo Grazioli il Riformista festeggia con i suoi amici il successo del Foglio. Grazie.”

19 dicembre

Il cassetto di Gianni Riotta

Sulla prima pagina del Corriere, Gianni Riotta (autore peraltro di un bel libro: “Alborada”) racconta che Christopher Hitchens ha lasciato The Nation per dissidi sul pacifismo estremo della sinistra radicale americana. La notizia, però, è di tre mesi fa.

19 dicembre

Sono rimasti in nove

I progetti finalisti per la ricostruzione di Lower Manhattan. Il progetto dello studio Meier (5 grattacieli) non è male. Quattro progetti prevedono la costruzione del più alto grattacielo del mondo. Si sceglie il 31 gennaio.

19 dicembre

Blair for president

Date una green card a Tony Blair, iscrivetelo ai Democratici e poi eleggiamolo presidente degli Stati Uniti. Parole di Thomas Friedman sul NYT. Purtroppo, essendo nato all’estero, non può essere candidato. Come Henry Kissinger e (mi dice Daniele Bellasio) come John McEnroe.

18 dicembre

Gilberto Gil ministro della Cultura in Brasile

E poi che cosa? Nanni Moretti leader della sinistra?

18 dicembre

Il conflitto fra interessi. Bravo Ostellino

In prima pagina sul Corriere, un editoriale su Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi

18 dicembre

Il New York Observer sulla musica è portentoso

Ecco i migliori dischi rock dell’anno secondo i critici dell’Observer. Al 90 per cento sono d’accordo, alcuni li ho recensiti per Il Foglio e per Capital, il numero tre (in ordine alfabetico) me lo sono fatto regalare da Luca Sofri.

18 dicembre

Sembra impossibile, ma il Guggenheim potrebbe chiudere

Il celebre museo newyorchese è ne guai, sta per fallire

18 dicembre

Il meglio e il peggio del giornalismo americano 2002

A me piacciono queste due categorie
Long, Important Article Everyone Says They Read All of But Didn’t: William Langewiesche’s multi-part Ground Zero epic in The Atlantic.
Long, Important Article Everyone Says They Didn’t Read But Did: Ken Auletta’s tough-love profile of Harvey Weinstein in The New Yorker.
Però il ritratto di Auletta sul capo della Miramax, che ho letto ieri sera, è fenomenale

18 dicembre

Gli americani hanno trovato (forse) la “violazione sostanziale” irachena della risoluzione Onu

18 dicembre

Soncini d’America

Rebecca Eckler sul National Post parla dei Sometimes Boyfriend delle donne newyorchesi.

17 dicembre

Oltreoceano mare

Alessandro Baricco sul New Yorker

17 dicembre

Sunday In o Door to Door?

L’Herald Tribune sulla gita italiana di Monica Lewinsky

17 dicembre

Portentoso attacco del Riformista al blog di Luca Sofri (forse)

17 dicembre

Golpe filorusso in Iraq

Continua la spy story svelata dal Foglio sabato scorso. Putin spodesterà Saddam?

17 dicembre

L’anno del Terrore

E’ il 1993, lo ricostruisce sul Foglio, Mattia Feltri. Qui la prima puntata.

17 dicembre

Kissinger, Lott o Law? Chi è il peggiore?

Risponde su Slate Christopher Hitchens.

17 dicembre

Gli undici newyorchesi dell’anno

Secondo il New York Magazine

17 dicembre

Elogio della page six del NY Post

di Jay McInerney. Ecco la page six di oggi.

17 dicembre

Il nostro miglior nemico

E’ il Canada. Dove, peraltro, il capo degli indiani dice che gli ebrei sono una malattia e che Hitler ha fatto bene a friggerne sei milioni

16 dicembre

Adriano Sofri su Marco Pannella

Da Panorama. E, in più, la prefazione di Pannella a un libro di D’Elia-Turco sul 41 bis: “Eravamo quattro deputati a Montecitorio“.

16 dicembre

Al Gore non si candida alle presidenziali americane

Lo dice in un’intervista a 60 minutes

16 dicembre

Nicole Kidman si candida per Pastorale americana

A Vanity Fair dice che girerà un film tratto dal capolavoro di Philip Roth. Nel frattempo ha già finito di girare La macchia umana, sempre da un romanzo di Roth.

16 dicembre

E’ domenica: si legge il NYT della domenica

C’è da registrarsi, però. Sul Magazine c’è un elenco delle migliori idee del 2002.
Segnalazione per L’ambiguo appoggio a Israele della destra cristiana americana

15 dicembre

Panorama scopre Andrew Sullivan

Articolo di Marco De Martino su Sullivan. Non proprio eccezionale però. Insiste prevalentemente sul suo essere gay (ma non scrive che è sieropositivo). Comunque almeno se ne sono accorti. Qui l’articolo del Foglio su Sullivan e Christopher Hitchens scritto il 23 gennaio del 2002.
PS. Errore, De Martino scrive che Sullivan è sieropositivo.

14 dicembre

Sulla Fiat ha vinto Repubblica. Complimenti.

14 dicembre

Book’s Brothers: I migliori articoli americani dell’anno

14 dicembre

Ancillotti, se tu Luisella, Ron e la Sventola

Strepitosa edizione della rubrica delle lettere al direttore del Foglio. La spiritosa Luisella Costamagna (Salve, sono Luisella Costamagna) dice che Filippo Facci “fisicamente, a quanto mi dicono, ha come unica qualità una lontana somiglianza con Ron”, mentre tal Rino Ancillotti di Pisa scrive: “In una trasmissione televisiva di qualche giorno fa, notai la presenza di una sventola che non finiva più, che si muoveva in modo vezzoso, e non capii più nulla di quello che si diceva. Ma quale fu la mia sorpresa quando la sventola si mise a parlare e la didascalia la indicava come Guia Soncini”.

13 dicembre

Molte grazie anche a GnuEconomy

Mi ero perso la sua segnalazione di Camillo. Rimedio, sennò mi mena. PS. Grazie per la segnalazione anche a LunaticaMente, Merzlog e Ipseblog.

13 dicembre

Il cardinale di Boston Bernard Law si è dimesso

E il Papa ha accettato le dimissioni. Il caso è quello degli abusi sessuali, dei risarcimenti miliardari e della lotta di potere tra la comunità cattolica americana e la gerarchia vaticana. Tra riforma e consevazione. Hanno vinto i riformatori (gli americani), come sempre. Qui un lungo articolo del 20 marzo 2002 che spiega come è nato lo scandalo.

13 dicembre

Il piccolo Giorgio

Panorama svela uno scritto inedito di Giorgio Bocca, odierno campione degli indignati italiani. Non è il solito articolo giovanile di cui si è spesso parlato. E’ un altro. Su La Provincia Grande, organo dei fasci combattenti, il 14 agosto 1942, Bocca scrive: “Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere schiavo degli ebrei?“.
Nelle ultime due righe dell’articolo: “Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinto sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù“. L’articolo non è ancora on line.

13 dicembre

Trattato sulla pochezza della musica italiana

Il Venerdì (complimenti) chiede a una ventina di cantanti italiani cosa pensino dei Sigur Ros, la miglior band del mondo secondo Time (e anche secondo me). Imbarazzanti le risposte. I big della musica italiana non ne hanno mai sentito parlare. De Gregori, Carboni, Cammariere, Cristiano De Andrè, Litfiba, Venditti, Di Cioccio, Paola Turci, Gazzè, Bugo, Planet Funk rispondono alla domanda del Venerdì: non ne sappiamo niente? siamo sicuri che esistano? non è uno scherzo? saranno amici del direttore di Time, no? Solo Arturo Stalteri e, udite udite, Lucio Dalla li conoscono e li apprezzano. Bravi. In effetti Attenti al Lupo, era un po’ psichedelica.

13 dicembre

Moby picchiato da due fan di Eminem

13 dicembre

Il ritorno di Nina Hagen. Qualcuno ricorda una sua canzone?

La rockeuse più scarsa della storia del rock torna con una autobiografia (e un’intervista alla Stampa). Fior da fiore: “Il comunismo poteva essere una cosa bellissima”; “Sono sempre stata una persona molto educata e pulita… Lavo addirittura la mia roba con il detersivo biodegradabile”; “Non rifarei tutta una serie di esperienze sessuali”; “La mia droga adesso è l’amore. E il prosecco italiano”; “Cin cin”.

13 dicembre

Da Alcamo a Washington passando per Camillo

Il Barbiere della Sera segnala la nascita di Camillo (grazie) e nota con malizia che nella colonna di destra tra i tanti giornali internazionali linkati c’è anche il Giornale di Sicilia redazione di Trapani. Oh, finalmente qualcuno l’ha notato. Bravi. Anche Blog.it, parla di Camillo (grazie). E anche Emmebi (grazie). E anche Quarky (grazie). E anche Ludik (grazie). E anche Paolo’s weblog (grazie). E anche 4Banalitaten (grazie).

13 dicembre

Un figlio di Barney, 6 ristoranti, 12 bistecche, tutto in una sola notte

Jacob Richler, figlio di Mordecai, l’altra sera è andato a mangiare fuori con sei amici, prima in un ristorante, poi in un altro, poi un altro ancora. Insomma ne ha girati sei, e si è mangiato 12 bistecche. Per fare una classifica della miglior Steak House di Toronto. Molto Barney.

13 dicembre

Che bello, c’è una nuova malattia: la sindrome delle donne che vanno di fretta

Si chiama Hurried Woman Syndrome (HWS) e colpisce le donne tra i 25 e i 55 anni, con o senza figli, con o senza lavoro, che soffrono di un malessere che combina stanchezza, depressione, tendenza a prendere perso e scarsa attività sessuale. Vi sembra una vecchia malattia? Cioè, vi sembra stress? Anche a me, però se dici di soffrire di HWS pare faccia molto figo.

13 dicembre

Le decorazioni natalizie della Casa Bianca

Abbastanza brutte.

13 dicembre

Adriana, Adriana, è la sesta volta che ti chiamo

MGM, che non è Maria Giovanna Maglie ma la Metro Goldwin Mayer, è vicina a chiudere l’accordo con Sylvester Stallone per fare Rocky VI. Il ritorno? La vittoria? Il pareggio? La resa? Due palle?

13 dicembre

Gas iracheno ad Al Qaida?

Il Washington Post scrive che l’Amministrazione Bush ha ricevuto un report, giudicato credibile, secondo il quale Baghdad avrebbe consegnato armi chimiche ai terroristi islamici di Bin Laden.

13 dicembre

Forse il suo modello è Canale 5, non Amica

Il forum del Foglio sul Cav. ha alcuni momenti altissimi. Voi ve lo potete leggere tutto. Ma io segnalo un passaggio:
Rodotà – Comunque la questione fondotinta e governance non è piccola vista dalla redazione di Amica. Qualunque mia redattrice di bellezza saprebbe dire che più si va avanti negli anni più si deve schiarire il fondotinta. Sta sbagliando tutto anche lì.
Ferrara – Forse il suo modello è Canale 5, non Amica.
Rodotà – No, anche la De Filippi ormai è più chiara.
Ferrara – Questo non lo sapevo, e mi colpisce profondamente.

12 dicembre

Politicamente golfetto/2

Nel casino della storia tra il New York Times e un torneo di golf (la trovate spiegata più sotto – 11 dicembre) mi era sfuggito un particolare importante che mi segnala Paolo Ferrandi: il presidente del golf club che non ammette le donne tra i soci è John Snow, il nuovo ministro del Tesoro di George Bush. O meglio era, perché dopo la nomina si è dimesso da presidente del club.

12 dicembre

Recensire Repubblica e il Wall Street Journal

Si scopre che entrambi pubblicano un articolo di Hugo Dixon, gran analista finanziario. L’articolo è sulla Fiat. Però su Repubblica c’è un po’ di taglia e un po’ di cuci.

12 dicembre

Bush contro le armi di distruzione di massa

Se avete letto Repubblica e vi è seccato che Bush abbia detto:”Pronti a usare il nucleare contro Saddam”, sappiate che non è vero. Qui, il documento è scaricabile in pdf, trovate il testo integrale. Scoprirete che è un documento contro le armi di distruzione di massa, che la parola Iraq non c’è mai e che la frase “incriminata” è: “In caso di uso di armi chimiche e biologiche contro gli Stati Uniti, le sue forze all’estero, i suoi amici e i suoi alleati, gli Usa continueranno a riservarsi il diritto di rispondere con forza preponderante ­ non escludendo nessuna opzione”.

12 dicembre

Proprio ora che è nato CAMILLO

Pare che Internet cambierà radicalmente, per colpa dei magistrati. Sempre loro. Una Corte australiana ha dato il via libera a una querela transnazionale. E così un signore di Melbourne può denunciare un sito di New York. Cambierà tutto? E se Camillo riceve una denuncia per diffamazione da un pischello del Wyoming, potrà fare cassa accusando un sito di Hong Kong?

12 dicembre

Politicamente golfetto

Che succede al New York Times?
Da una decina di giorni i giornali americani parlano di una strana storia di censura giornalistica che riguarda le palline da golf. Non ci avevo capito niente, fino a questo lungo e dettagliato articolo del NY Observer (mio giornale preferito). E’ succcesso questo. Il 18 novembre un editoriale del NYT invitava Tiger Woods, pluricampione di golf, a boicottrare il Master Golf Tournament che si sarebbe giocato all’Augusta National Golf Course. Motivo? In quel club le donne non hanno il diritto di iscriversi né di giocare. Un paio di giorni dopo, il decano dei giornalisti sportivi del Times ha scritto un articolo che, più o meno, diceva: “Lasciate che Woods giochi a Golf. E’ quello che sa fare, e lo fa benissimo. Non è un attivista politico, non è il suo stile”. L’articolo, insieme con un altro dello stesso tenore, è stato cestinato. Riunioni convulse e lotte intestine al Times e polemiche a non finire sugli altri giornali. Infine l’articolo è stato pubblicato, con un articolo che raccontava tutta la storia. Fine. Le donne di Augusta continuano a non potersi iscrivere a quel club. E non sanno quanto sono fortunate.
PS
Il presidente del golf club di Augusta è John Snow, il nuovo ministro del Tesoro di George Bush. Snow si è dimesso dalla presidenza del golf club.

11 dicembre

Pare che vadano fortissimo le wannabe-lesbian straight girl

Il NY Observer racconta che per le ragazze è molto cool farsi una storia gay. Pare che in questo modo si conquistino molti ragazzi.

11 dicembre

Il riformista Christopher Hitchens

L’ex irregolare della sinistra americana, e ancora oggi trotskista, dopo aver definito “islamo-fascisti” i teroristi, bacchettato i liberal panciafichisti, e indossato l’elmetto contro Saddam, ora sostiene che l’America deve fare un po’ di imperialismo.

11 dicembre

Gangs of New York, quelle di adesso

In America esce il film di Scorsese. Nel secolo scorso i delinquenti stavano nel Lower East Side, perfettamente ricostruito a Cinecittà. Ora stanno tra Queens e Long Island. Ecco la nuova mappa

11 dicembre

Taki, il modello di Carlo Rossella

E’ greco, è amico di Gianni Agnelli, ha una rubrica settimanale di gossip “alto”: High Life sullo Spectator di Londra. Ora ha anche una column sull’American Conservative (di cui è editore).

10 dicembre

Baz lies down on Broadway

Baz è Baz Lurhmann, il miglior regista del mondo, mentre “lies down on Broadway” è una mia citazione dal miglior disco dei Genesis. Insomma finalmente ha debuttato a NYC la Boheme pucciniana, riveduta e corretta dal regista di Moulin Rouge e Romeo+Juliet. Critiche entusiastiche, tranne questa del NYSun. Repubblica ne aveva parlato prima del debutto. In due parole: sembra di sentire la Boheme e di vedere Moulin Rouge. Che meraviglia. E noi qua col Costanzo show.

10 dicembre

Bowling for Columbine è una boiata pazzesca

Il film di Michael Moore, premiato a Cannes, e osannato dalla critica è fatto a pezzi da Andrew Sullivan, cioè dal dio di tutti i bloggers. Non è soltanto brutto, racconta anche molte balle. Moore è una specie di mix tra Casarini, Gino Strada e Nanni Moretti. O forse non è niente di tutto questo. E’ un leftist come solo i canadesi sanno essere. Il suo libro, “Stupid White Men“, una portentosa presa per i fondelli dell’America che vota Bush, è stato un grandissimo successo. In Italia, naturalmente, uscirà da Mondadori.

10 dicembre

O lo scegli o lo sciogli

Andrew Sullivan chiede soldi. Da due anni va avanti scrivendo gratis il più bel weblog della rete. Tenerlo vivo e concorrenziale è impresa dura. Così ha deciso di lanciare una campagna alla radicale, nel senso di Pannella: per una settimana chiede soldi (almeno 20 dollari come pagamento retroattivo) ai suoi utenti. Se arriva un bel gruzzolo continua, prende un assistente e manda anche una newsletter settimanale. E se ne riparla tra sei mesi. Se no chiude o cambia formula. Io invierò oggi 20 dollari. Si può fare qui.

10 dicembre

I volenterosi razzisti di Pio XII

Esce il nuovo libro di Daniel Goldhagen, già autore di “I volenterosi carnefici di Hitler”. Qui spiega che la Chiesa ebbe un certo ruolo nella deportazione degli ebrei.

10 dicembre

Un doroteo sul Potomac

Joe Lieberman, altro possibile candidato democratico contro Bush. E’ un tipo calmo ma falco in politica estera. A scuola lo chiamavano “il senatore”. Il suo problema è che non ha nemici. Ritratto del New Yorker uscito oggi.

10 dicembre

La forza tranquilla di Condi

Altro ritratto da Newsweek. Guardate la foto di Condoleezza Rice e Yo Yo Ma live in concert. Non è una donna straordinaria?

9 dicembre

Il Canada è superiore all’America

Geograficamente, senza dubbio. Il punto è che loro credono davvero di essere moralmente superiori

9 dicembre

I Blog su Capital
(a sort of)

Un articolo di Sabelli Fioretti su Capital parla dei blog e dei blog dei giornalisti italiani. Tre problemi: 1) quello di Sabelli non è un blog; 2) non c’è il mio blog; 3) non si parla di Andrew Sullivan

9 dicembre

Ve la diamo noi l’America

Il Dipartimento di Stato pubblica un’antologia con 15 scrittori americani che raccontano il loro paese. “Vogliamo umanizzare l’America”, dicono. Il volume verrà distribuito nelle Ambasciate Usa in tutto il mondo. Un solo paese ha vietato la diffusione del libro: gli Stati Uniti, perché lì è illegale diffondere materiale di propaganda destinato a cittadini stranieri. Gli autori sono stati pagati 2.499 dollari (non uno di più) dal governo. E pensare che quei poveretti vignettisti italiani hanno lavorato gratis per il Ministro di Polizia. Tranne Vincino, però.
Qui il saggio di Michael Chabon.

7 dicembre

Renosubject in the world

Su segnalazione di 4Banalitaten ecco una versione americana di renosubject che Luca Sofri e io facciamo per Max:
“Two graying eternal amateurs discuss their passions, interests and obsessions, among them: movies, art, politics, evolutionary biology, taxes, writing, computers, these kids these days, and lousy Ivy educations”.

7 dicembre 

A Tonino “capita di fare l’amore in progress”.

Parole sue. Da un’intervista di Sabelli Fioretti a Di Pietro:
domanda: Guardi mai filmetti porno?
risposta: Non sono un appassionato ma non scappo via inorridito. Ci rido, ci scherzo, anche con mia moglie
domanda: Hai difetti dal punto di vista sessuale?
risposta: Oh beneddet’Iddio. Ci mancherebbe altro. Io sono un normale.
domanda: Hai mai fatto l’amore in Mercedes.
risposta: Bella sta battuta. Manco quella manco. Bella sta battuta.
domanda: Cioè?
risposta: Manco l’amore ci ho fatto in una Mercedes. Cornuto e Mazziato!

7 dicembre

Soncini d’America

Amy Sohn: A good man may be hard to find, but good-for-nothing male friends are a dime a dozen. Nearing 30 and still single, the author decides it’s time to clean house.

6 dicembre

Baywatch è il programma più visto in Iran

Lo dice il WSJ, il Foglio lo aveva detto qualche tempo fa. A Teheran le cose cambiano, nelle scuole femminili, le studentesse ora hanno la libertà di girare in topless. Tranquilli: il top inteso come il hijab. Però hanno costruito dei muri molto alti intorno agli edifici

6 dicembre

L’uomo che vuole essere re, o almeno Cav.

Lungo articolo dell’Independent (giornale di sinistra) sul Berlusca. Cita tutte le cose malvagie sul suo conto, ma dice che è come la Thatcher e che l’Economist si sbagliava con quel why Belrusconi is unfit to lead Italy. Sostiene che c’è pluralismo in tv e che A Berlusconi friend and supporter Giuliano Ferrara seems to host a political programme practically every night of the week, but this bearded, Falstaffian ex-Communist has such a brilliant television presence that he would be a natural for intelligent television anywhere.
L’Unità, cialtronescamente, ne riporta solo un passaggio nel fascione rosso facendo intendere che l’articolo sia un pesante attacco a Berlusconi

6 dicembre

Poi tocca a Jeb

Secondo il New York Sun, Jeb Bush si candiderà alla presidenza nel 2008. Se dovesse farcela, un Bush (padre, figlio o fratello) avrà servito il paese come presidente o vicepresidente per 28 anni su 36

5 dicembre

L’origine intellettuale dell’antiamericanismo

Un lungo e dotto saggio di Policy Review su quelli che amano dire che la colpa è sempre dell’America. La giustificazione teorica sta in una errata interpretazione del marxismo, che tradisce Marx. Darius (sic) Fo e Tony Negri sono solo delle macchiette in questo gioco

4 dicembre

Recensire John Kerry e scoprire che è un sola

Scrive Howard Kurtz, recensore di giornali per il Washington Post:
“To put it mildly, Kerry has a warmth problem. He recites his positions but doesn’t tell any folksy stories, doesn’t connect, doesn’t seem to be speaking from the heart. His super-serious demeanor gave way to one half-smile and one laugh only at the very end of the 40-minute interview”. Piace da matti a Luca Sofri, ma di solito non ci azzecca

4 dicembre

La Quinta Colonna Repubblicana e le divisioni liberal

Al Gore dice al New York Observer che la Fox News e il Washington Times sono le Quinte colonne Repubblicane dentro i media nazionali:
“Fox News Network, The Washington Times, Rush Limbaugh-there’s a bunch of them, and some of them are financed by wealthy ultra-conservative billionaires who make political deals with Republican administrations and the rest of the media . Most of the media [has] been slow to recognize the pervasive impact of this fifth column in their ranks-that is, day after day, injecting the daily Republican talking points into the definition of what’s objective as stated by the news media as a whole”.
Ok, sembra Flores D’Arcais. Ma se c’è una logica, questo vuol dire che tutti – tutti – gli altri giornali e il 99 per cento delle televisioni sono le truppe dei liberal, isn’t it?

4 dicembre

Dopo Bono, Cappato

Marco Cappato è l’europeo dell’anno, secondo il settimanale European Voice (Gruppo Economist). Nelle altre categorie minori, hanno vinto Giovanni Paolo II e Romano Prodi

4 dicembre

Cotti a puntino

Perché bombardare gli iracheni, quando li si può mettere in un microonde? L’arma segreta del Pentagono

4 dicembre

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