Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Archivio blog – Maggio 2003

Non è successo niente. Wolfowitz non lo ha detto


La trascrizione integrale della telefonata tra il giornalista di Vanity Fair e Wolfowitz. (Molto lunga, è verso la fine)
Qui una traduzione volante del passaggio incriminato:
“La verità è che per ragioni che hanno molto da fare con i funzionari del governo americano abbiamo stabilito un punto sul quale tutti potessero essere d’accordo, ed era la questione delle armi di distruzione di massa come questione centrale, ma c’erano sempre tre fondamentali preoccupazioni. Una è quella delle armi di distruzione di massa, la seconda è il sostegno al terrorismo, la terza il modo criminale con cui veniva trattato il popolo iracheno. Per la verità credo che si possa dire che ce n’è anche una quarta di straordinaria importanza che è la connessione tra le prime due”.”Il collegamento al terrorismo è l’argomento sul quale c’era il maggior dissenso tra la burocrazia, nonostante credo che tutti concordino con il fatto che abbiamo ucciso un centinaio di membri di Al Qaida nel nord Iraq e che a Baghdad abbiamo arrestato quell’uomo di Al Qaida che era collegato con quel Zarqawi di cui Powell ha paralto nel suo discorso alle Nazioni Unite”.Ne parla anche il Washington Post. E la Cnn. Repubblica continua a raccontare altro. 

31 maggio

Operazione Regime Change in Iran

Il Foglio,31 maggio

Non vogliamo Maureen Dowd

Lei imbroglicchia e un giornale del Texas non pubblica più la sua column.

31 maggio

Toh, la democrazia è già arrivata

A Kirkuk eletto democraticamente il primo sindaco iracheno. E’ un curdo, vicesindaco un arabo.
Riusciranno i giornali italiani a darne notizia?

31 maggio

Tre uomini e una road map

Bush in Medio Oriente.

Il Foglio, 30 maggio

Tonino Carino by the pound

Grazie a Luca Sofri, e con sconcerto, linko Tonino Carino che recita, in italiano, Firth of Fifth dei Genesis. (la mia canzone preferita in assoluto).

30 maggio

Torture, a Guantanamo si ingrassa

Slate racconta che nella prigione delle cosiddette violazioni dei diritti umani (ieri lo ha ripetuto Amnesty, e la Casa Bianca ha negato) i prigionieri mangiano troppo e meglio dei carcerieri.
Grazie a 1972.

30 maggio

Evviva Stefano Folli, evviva fdb

Non cambierà niente, finché ci sarà il polveroso e sovietico cdr (abbasso).

30 maggio

Lupisgate

Marco Lupis di Rep. aveva ribattuto così a queste critiche di Red. Corr. su un suo articolo su Falun Gong. Ecco la contro risposta

29 maggio

Do you need mr. Cirami?

Bill Clinton vorrebbe cambiare la legge che vieta un terzo mandato presidenziale.

29 maggio

Almighty

Questo oppure questo.

29 maggio

La furbetta Maureen Down ci gira intorno

Dopo aver malamente riportato una frase di Bush su Al Qaida, con le mille proteste che girano sul web, la sopravvalutata reginetta del giornalismo radical chic, non ammette l’errore e fa una manovra furbesca ripetendo, questa volta in modo corretto, la frase che per 15 giorni, nella versione sbagliata, ha fatto il giro dei giornali e dei talk show televisivi.
(Se non ci avete capito nulla: guardate il 24 maggio)

29 maggio

Quella testa di cavallo sul letto, mi pare di averla già vista

Finto produttore di Hollywood ha qualche dubbio sul libro di memorie che Jayson Blair vorrebbe far diventre un film.
(fiction, fa ridere)

29 maggio

I democratici visti da Slate

Sono molto simili ai democratici visti dal Foglio

29 maggio

Il direttore generale di Al Jazeera era a libro paga di Saddam

29 maggio

Abbiamo perso e giocato male

Almeno ha vinto Pippo, unico giocatore neocon.

28 maggio

Caro Luca, ero a cena con Salman Rushdie e la velina di Fabrizio Frizzi…

Renosubject.

Max, giugno

La dottrina Rumsfeld

Il Foglio, 26 maggio

Si dimette il Pulitzer sospeso dal New York Times

Io l’avevo detto che era un casino.

26 maggio

Il texano mica male

Riconoscimenti liberal all’azione di Bush in Medio Oriente: “E’ come Clinton”.

Il Foglio, 26 maggio

Vicini di casa

Lungo e confuso articolo della New York Review of book sui neocons. Saranno anche ex di sinistra, avranno anche lavorato per il candidato Scoop Jackson, saranno anche ebrei ma la vera ragione che unisce Perle, Wolfowitz e Woolsey abitano nello stesso quartiere Chevy Chase, in Maryland.

26 maggio

Italiano all’estero

Uno si collega a Internet per sapere chi ha vinto le amministrative e scopre che l’Ulivo ha conquistato la provincia di Roma e il Polo si è confermato in Sicilia. Semplicissimo, per una volta. E invece no.
Quelli dell’Ulivo dicono di aver vinto in modo mostruoso, un tal Marco Rizzo sostiene che abbia perso George Bush (dove? A Caltanissetta Beach?), Scajola dice al Tg1 che non è vero niente perché il Polo ha vinto in 7 province su 12. E allora Fassino dice che il Tg1 è degno del suo ex compagno Ceausescu (però non ha detto che Ceausescu era un suo ex compagno, e ora sta cosa di Ceausescu che già tirò fuori il tizio del puffone al tribunale di Milano diventa comica assai). Insomma vorrei capire se in Italia c’è Ceausescu o 7 a 5 per il Polo. Dai siti di Rep. non si capisce, quelli del Nuovo sono incasinati e ripetono due volte il dato di Trapani, sul sito del Corriere non metto piede. Facendo una media ponderata, forse, ha ragione Scajola: il Polo ha vinto o è arrivato primo in sette province su 12. E se non sono sette, sono sei. Ceausescu pare sempre dalla stessa parte.

26 maggio

Infine il Neo-York Times

“Mr. Bush’s dream of a transformed Middle East is not going anywhere as long as the Arab world is obsessed with the plight of the Palestinians. The Mr. Bush of two years ago was not ready, for reasons of both policy and politics, to make any strong moves. But now conditions have changed and he has a grand vision, larger and more risky than any dreamed by his predecessors. We hope he is willing to follow it through”.
Primo editoriale non firmato, la linea ufficiale del giornale.

25 maggio

Sospeso un altro giornalista del New York Times

E’ un pezzo grosso, vincitore di Pulitzer, altro grande protetto del direttore Howell Raines. Si chiama Rick Bragg. Qui la sua storia di giornalista che usa i negri (nel gergo giornalistico sono i ragazzi giovani e sottopagati che fanno il lavoro per lui). Al Times la situazione sta fuggendo di mano al direttore.
Su Bragg Camillo aveva scritto ieri, linkando la correzione del New York Times.
Ancora nessuna smentita, invece, sul caso Maureen Dowd.

25 maggio

Sergio Romano

L’ambasciatore Romano è uno dei migliori analisti italiani, nonostante Camillo non condivida molte delle sue posizioni, ma l’editoriale di oggi in prima pagina sul Corriere è palesemente senza alcun senso logico.
Inizia così:
“Colin Powell, segretario di Stato americano, riconosce le particolari esigenze e preoccupazioni di Israele. Ariel Sharon, primo ministro israeliano, dichiara di accettare la «mappa stradale»“.
Bene, no? No. Secondo Romano, queste due dichiarazioni:
“Sono il frutto di un baratto diplomatico provocato dal fallimento della visita di Powell a Gerusalemme negli scorsi giorni”.
Fallimento? de che? Powell forse era andato a Gerusalemme per NON fare accettare la Road Map a Sharon? E’ così? Boh. Spiega Romano:
“Dopo avere constatato la reticenza di Sharon, il segretario di Stato ha probabilmente fatto appello alla Casa Bianca e ha finalmente conquistato, con la comprensiva dichiarazione di ieri, ciò che non era riuscito a ottenere, personalmente, durante la sua visita israeliana”.
Come “probabilmente ha fatto appello alla Casa Bianca”? E a chi doveva fare appello, al Cremlino? a Dagospia?
E, poi, scusate: se ha ottenuto il giorno dopo quello che non aveva ottenuto il giorno prima, trattasi di fallimento o piuttosto di successo?
Scrive ancora l’ex ambasciatore:
George W. Bush vuole certamente la pace. Ma è circondato da consiglieri che non cessano di ricordargli l’utilità di Israele nelle sfide che gli Stati Uniti dovranno probabilmente affrontare in Medio Oriente”.
Bush vuole la pace, però c’è qualcuno che gli ricorda “l’utilità” di Israele. Quale sia il senso di questa frase è oscuro. Chi ricorda “l’utilità” di Israele è per la guerra? Chi è per la pace deve pensare che Israele sia inutile? Esistono altre nazioni, oltre allo Stato ebraico, sulle quali ci si interroga sulle prime pagine dei giornali se siano utili o inutili? Il Belgio, per esempio, è utile? E la Nuova Zelanda? A che serve la Nuova Zelanda? No, solo Israele.
E quand’anche prestasse meno attenzione ai suoi consiglieri neoconservatori”
E ti pareva.
il presidente terrebbe conto dei due gruppi che gli saranno particolarmente utili per il rinnovo del mandato presidenziale nel 2004: la lobby ebraica e quella di una destra cristiana “
Qualcuno prima o poi spiegherà che la “lobby ebraica” vota prevalentemente per i Democratici?

24 maggio

I Democratici

Chi sono i 9 candidati anti Bush, cosa vogliono e come cercano di guadagnarsi la candidatura.
Con i consigli di Donna Brazile, ex manager della campagna di Al Gore, che l’altro giorno aveva partecipato a questo convegno dei socialdemocratici americani, i compagni di D’Alema nell’Internazionale socialista e seguaci di Wolfowitz per le cose che contano.

Il Foglio, 24 maggio

Caso sospetto di blairismo a Rep.

Redazionalmente Corretto, 24 maggio

Gotham City

Il Foglio, 24 maggio

Maureen Dowd imbroglicchia (anche dopo il caso Blair)

Sul New York Times, la sopravvalutata reginetta radical chic di Washington, ha attribuito a Bush una frase ,”Al Qaida non è più un problema”, pronunciata prima della nuova ondata di attentati a Riad e Casablanca, per dimostrare che è un presidente incapace. Solo che Bush non ha detto questo, ma questo: “I più importanti militanti di Al Qaida sono o in galera o morti. In entrambi i casi non costituiscono più un problema”. Quelli che non costituiscono più un problema sono i militanti di Al Qaida in galera o morti, non Al Qaida (del resto Bush vuole fare la guerra infinita, no?)
Sono passati 10 giorni e la reginetta che piace molto alle dame snob del giornalismo italiano non ha corretto la sua affermazione che nel frattempo viene ripetuta in tutti i talk show e in cento giornali in giro per il paese. Né, del resto, il New York Times si è scusato. Vedremo domenica, ma il New York Times per i canoni americani sta facendo un’altra gigantesca figuraccia.

24 maggio

Un altro piccolo caso Blair al NYT

Andrew Sullivan fa notare che oggi sul NYT c’è questa nota del direttore:
“An article last June 15 described the lives and attitudes of oystermen on the Florida Gulf Coast who faced threats to their livelihood from overuse of water farther north. It carried the byline of Rick Bragg, and the dateline indicated that the reporting was done in Apalachicola. In response to a reader’s recent letter questioning where the reporting took place, The Times has reviewed the article. It found that while Mr. Bragg indeed visited Apalachicola briefly and wrote the article, the interviewing and reporting on the scene were done by a freelance journalist, J. Wes Yoder. The article should have carried Mr. Yoder’s byline with Mr. Bragg’s”.

24 maggio

Il punto

Difficile trovare un’analisi della situazione in Medio Oriente e in Occidente migliore di questa. Del resto Victor Davis Hanson, l’autore, è uno degli storici più brillanti del mondo.

24 maggio

Andrea’s Version

Commenta la notizia della rivolta della sinistra francese contro la legge liberticida sui pentiti ispirata al modello italiano.

24 maggio

L’apparenza

Dalle prime battute di un articolo del Riformista, noto per alcune noncuranze e corsivi campati in aria, potrebbe essere sera o il diluvio. Lo scenario sembra, per altri motivi, a portata di mano, diciamo il doppio del gioco. Per nome il loro paroliere fa Mogol, ma allontanando e mettendo insieme specchi opposti, quello del Foglio non è Paolo Conte, nonostante tutte le pompe. Cosa succederà alla ragazza? Il rinoceronte, pardon l’elefante, mica Hegel a Tubinga, con la sua sposa occidentale, timida molto audace, e tutti quei sacchi della posta, ha deciso per Conte. Mi riposa, in effetti. Ma in stanze come questa, almeno l’inizio, con la bellezza riunita e l’estetica e la moda nel respiro e la voce del viso, lo racconterei. E a Polito direi: Tu non ti pungi più, la metro eccetera… ma almeno fatti un pianto, madre pennuta. E’ vero che il nostro Dongiovanni ha confessato il doppio del gioco (che vita ha fatto! con equivoci amici) ma ci sono le cose che pensano, almeno così gli dei sarebbero. Cosa farà di nuovo? Niente, vi lascerà Mogol e si terrà quel gran genio del mio amico Pasquale Panella.
(Nota bene: le parole di questo testo, comprese “tutte le pompe”, sono tratte da tutti i titoli dei meravigliosi brani che Pasquale Panella ha scritto per Lucio Battisti. Tutti tranne”quel gran genio del mio amico” che è di Mogol, il paroliere di destra di Battisti e Polito).

23 maggio

10 motivi per non andare a vedere Matrix

10) Al cinema c’è una coda folle e i primi 5 minuti sono i meno belli dell
9) Keanu Reeves (Neo) è vestito da Don Abbondio
8) Al primo combattimento ti sembra di averlo già visto.
7) C’è la più brutta scena di sesso della storia della cinematografia mondiale
6) A Neo non gli tira
5) Se siete pacifisti noterete con disgusto che Morpheus parla come George W. Bush sulla Lincoln.
4) Neo forse è un Neocon
3) Trinity muore ma Neo a un certo punto le tocca il seno sinistro, ma da dentro, cioè mette una mano dentro il corpo della ragazza morta e le palpa il cuore e lei poi risorge.
2) Più che Matrix 2 sembra Superman 4.
1) Il film non finisce, e questo si sapeva. Ma non finisce davvero. Non è un film a se stante. Cioè si interrompe come un episodio di una telenovela brasiliana.

22 maggio

LeBron James

Il nuovo Michael Jordan, 18 anni, ha firmato un contratto da 90 milioni di dollari con la Nike. Il mese prossimo sarà scelto da una squadra Nba, direttamente dall’High School.

22 maggio

L’antimilitarista Rumsfeld

Meno truppe, più civili, più flessibilità, più agilità.
Il nuovo esercito secondo Rummy.

22 maggio

Yankee pay cash

Gli aiuti all’Iraq e alle organizzazioni internazionali di quegli arroganti unilateralisti degli americani.
I soldi stanziati, e quelli già consegnati, per gli aiuti e la ricostruzione dell’Iraq.

Il Foglio, 22 maggio

Completezza d’informazione

Lettera ai compagni del collettivo del Foglio

Il Foglio, 22 maggio

Recensire i blog dell’Espresso

Sei giornalisti dell’Espresso aprono un blog a testa. Ancora sono poveretti di contenuti e molto fighetti e con rari link all’interno dei post. Ma si faranno. Auguri.
In uno si parla male di Guia Soncini, e in un altro, il migliore, i primi lettori accusano il bravo Wlodek Goldkorn di cincischiare troppo sui temi che affronta spesso Camillo. Wlodek è colpevole, anche perché il suo ultimo post (questo: 22 maggio 2003 Ebrei si nasce irlandesi si diventa. L’identita’ ? E’ sempre inventata. Sul  Los Angeles Times del 18 maggio,æ Gregory Rodriguez della New America Foundation racconta la storia di John Kerry, uno dei candidati democratici alla Casa Bianca, l’anno prossimo. Kerry, erede ideale dei Kennedy, originario del Massachusetts si e’ sempre vantato delle sue radici irlandesi, come quelle dei Kennedy, appunto. Pure il suo cognome e’ irlandese. Un giorno il quotidiano Boston Globe scopre che in realta’ Kerry ha una ascendenza ebraica), Camillo lo aveva già pubblicato il 4 di febbraio (Ebreo a Boston? Naaah, meglio irlandese – Altra disavventura per John Kerry, il candidato-farsa alla presidenza degli Stati Uniti che piace soltanto a Luca Sofri. I giornali scoprono che suo nonno era ebreo, lui dice di averlo scoperto 15 anni fa ma continua a farsi passare per cattolico e irlandese. Una sua portavoce dice che Kerry ha sempre corretto le persone che lo hanno definito di origine irlandese, ma capisce perché la gente ha questa impressione: “Si chiama Kerry, rappresenta il Massachusetts e partecipa alle parate in onore di San Patrizio come nessun altro politico dello Stato”. Appunto.(4 febbraio).

22 maggio

The Ketchup Money

By the way, ieri sono stato alla presentazione della candidatura di John Kerry di fronte a un pubblico di giovani carini e democratici manhattanites. Festa fantastica, in un disco club, si beveva al bar. Era più un party che un party (colto la battuta?). C’era gente che cercava di cuccare invece che con le solite tecniche da bagnino di riviera con frasi del tipo: “Hai letto l’health care plan di Gephardt”?; “Sei preoccupata per il deficit nazionale?”, eccetera. I ragazzi black si sentivano in dovere di presentarsi a tutte le ragazze black del locale, forse per affinità di sangue. Comunque poi ha parlato Kerry. All’inizio ha fatto molte battute e la ragazza accanto a me ha detto: “Crede di essere un comico”. Quando è passato alle cose serie è stato un disastro. Una ragazza, più o meno, ha detto che Kerry è l’unico che ha qualche possibilità, ma è il peggiore. Io confermo che è un candidato farsa, non ha una proposta che sia una e non prende posizione su niente per non scontentare nessuno. Ripete ogni tre parole di essere stato un eroe in Vietnam ma i ragazzi liberal di Manhattan non apprezzano (sono figli dei figli dei fiori). Kerry di suo ha che è molto ricco, grazie alla moglie monopolista (battuta) del florido mercato del ketchup (è proprietaria della Heinz). Quando Kerry ha detto che Bush è pieno di soldi e sta qui la differenza tra i repubblicani e i democratici, dal pubblico si è alzata una voce:
“Use the Ketchup Money”.

22 maggio

Socialdemocratici, praticamente neocon

I compagni americani di Massimo D’Alema.
Qui il documento dei Social Democrats.

Il Foglio, 21 maggio

L’efficacia di Christopher Hitchens

Il giornalista di iper sinistra che ha definito islamico-fascisti i terroristi di Al Qaida spiega con efficacia che chi sostiene che gli attentati a Riad, Casablanca e Israele abbiano dimostrato l’errore di Bush (in Italia il 99 per cento degli editorialisti) non sanno di che cosa stanno parlando.
Il 3 giugno, comunque, esce il suo nuovo libro: A Long Short War: The Postponed Liberation of Iraq.

21 maggio

I neoconservative non esistono

Per questo Camillo sta con loro.

20 maggio

La felicità del proletariato (americano)

“Il motivo per cui i sindacati americani non sono così presenti nella società è che i lavoratori sono felici. Come sindacalisti odiamo questa cosa: bussare alla porta di qualcuno e, uh oh, sono felici”
Richard Besinger, ex direttore organizzativo dell’Afl-Cio. Dichiarazione riportata dal New York Sun del 19 maggio
(non on line)

20 maggio

Not a perfect day

Un’altra inenarrabile e cafona intervista di Lou Reed.
Qui fece a pezzi un giornalista tedesco.

20 maggio

I sauditi

Il Foglio, 20 maggio

Amici

Ex. Hitchens & Blumenthal

20 maggio

Sondaggi

C’è chi sostiene che ora Bush possa vincere in 50 stati su 50.
Battute dei Late shows sui candidati democratici:
“The candidates are getting ready for the 2004 election. So far, the front-runners for the Democratic nomination are Dick Gephardt, Sen. John Kerry, former Gov. Howard Dean and Sen. Joe Lieberman — or, as Bush calls them, Ace of Spades, Two of Clubs, King of Diamonds…” — Jay Leno “Are you ready for some exciting news? Dick Gephardt is running for president — all right, settle down. Gephardt ran once before for president in 1988, but he was no match for the irresistible charm and charisma of Michael Dukakis.” — David Letterman “Florida Sen. Bob Graham announced that he is running for president despite the fact that he went through a double-bypass earlier this year. Political experts don’t give Graham much chance, because his campaign slogan is ‘I’m a little healthier than Dick Cheney.’” — Conan O’Brien

19 maggio

Impronte

Dal primo gennaio 2004 negli aeroporti americani agli stranieri verranno (forse) prese le impronte digitali per ragioni di sicurezza. (grazie a MK)

19 maggio

Attentati

Dopo Riad e Casablanca, anche due kamikaze in Israele subito prima e subito dopo i primi colloqui tra Israele e Palestina. Sui primi due (grazie al blog 1972) c’è questa ottima analisi dell’Economist. Magdi Allam, su Repubblica, sostiene che le due azioni siano il colpo di coda di un’Al Qaida in difficoltà. (Il Corriere, Barbara Spinelli, Eugenio Scalfari e tutti gli altri sostengono il contrario). Le due stragi in Israele e la loro tempistica dimostrano invece che i terroristi non lottano (massacrano) per la pace e per la propria terra, ma per la guerra a Israele.

18 maggio

Soncini d’America: Nora Ephron

Anche la regista e scrittrice newyorchese soncineggia e racconta di quando fece la stagista per JFK e JFK non se la filò.

18 maggio

Ma non era la guerra di Bush?

I candidati democratici sostengono che “Mr. Bush had failed to protect the nation adequately against further terrorist attacks”.

18 maggio

I tagli del comandante

Imparando dagli errori del papà.

17 maggio

You’ve got jail. Sondaggio Cirami

Gotham City

Il Foglio, 17 maggio

Bill Keller sul New York Times spiega che la religiosità di Bush è un suo fatto personale e non una cosa così pericolosa come si pensa in Europa, “nelle Università, sul web, ad Hollywood e nell’isola di Manhattan”

17 maggio

Is he really going out?

Joe Jackson, neo editorialista del New York Times, dice che lascia New York a causa del divieto di fumo nei locali.

17 maggio

Il referendum ci fu: l’11 giugno 1995

Redazionalmente Corretto

17 maggio

Non si tratta con gli ayatollah

I neocon sulle trattative americano-iraniane.

16 maggio

Il costituzionalista ragazzino

Aiuterà gli iracheni a scrivere una Carta democratica.

16 maggio

Videocassette

16 maggio

Non è successo niente/3

Un paio di giorni fa ho scambiato un paio di mail con Andrew Sullivan, ma giuro che non c’entro niente con questo suo post:
“It seems that the $1 billion looted money for Saddam and his family has been recovered. One reason I’m not too gloomy about Iraq is that so many of the worst stories – the looting of the museum, the $1 billion theft – turn out to be much less worrying in retrospect”.

16 maggio

Infine

Ho provato la Coca Cola alla vaniglia. Non ha alcun senso.

16 maggio

Il Politburo di Howell Raines

Cronaca (scritta dal grande Howard Kurtz sulla Washington Post) dell’animata assemblea del New York Times dopo il caso Blair. Si notano due cose: la gestione Raines è quasi tirannica e alla redazione partecipa attivamente l’editore (pensate cosa direbbe da noi Serventi Longhi).
Altri articoli. Secondo American Prowler, greve, “se il direttore Howell Raines fosse alla Enron, il uso nome sarebbe Kenneth Lay”. Secondo quella simpatica matta di Ann Coulter, Blair l’imbroglione ora è pronto per avere un rubrica accanto a Maureen Dowd e Paul Krugman.

16 maggio

Licenziato il critico jazz razzista.

Sosteneva che i bianchi non dovessero scrivere di jazz. Tiè.

16 maggio

Maggie

“For years, many governments played down the threats of Islamic revolution, turned a blind eye to international terrorism and accepted the development of weaponry of mass destruction. Indeed, some politicians were happy to go further, collaborating with the self-proclaimed enemies of the West for their own short-term gain – but enough about the French. So deep had the rot set in that the UN security council itself was paralysed.
Our own Prime Minister was staunch and our forces were superb. But, above, all, it is President Bush who deserves the credit for victory”. Margaret Thatcher.

16 maggio

Andrew Sullivan su Sidney Blumenthal

Devastante critica di Sullivan (sul New York Observer) al libro di Sid Blumenthal sul suo ex boss Clinton. Devastante, davvero. E Sullivan dice di essere molto amico di Blumenthal.

16 maggio

L’undici settembre del politicamente corretto?

Il caso Jayson Blair al New York Times.

Il Foglio, 15 maggio

Dietrologie

(altri articoli che accusano il New York Times più che Blair: per le teorie della cospirazione che piacciono a destra e sinistra (i neocon sembrano fatti apposta per loro).

15 maggio

Non è successo niente/2

Anche i tesori della Iraqi National Library erano stati messi in salvo “contrary to widespread belief”. Articolo del Boston Globe (non esattamente il mio neocon), segnalato da buroggu (grazie).

15 maggio

La movida.

14 maggio

Clinton visto da vicino

E’ diverso da Bush, ma gli consiglia soltanto un po’ di internazionalismo.

Il Foglio, 14 maggio

Ed, ops, Monica

Alè, Monica Lewinsky editorialista del Los Angeles Times

13 maggio

Il signor Jones e Rep.

Clamorosa topica di Rep. Oggi in prima pagina pubblica un articolo di Tobias Jones, definito “giornalista del Financial Times”, che spiega ai republicones perché l’Economist e il Financial Times hanno ragione a criticare sempre il Cav. Ieri, però, il Financial Times aveva pubblicato una lunga analisi che sostiene le stesse identiche e scabrose tesi del Cav. sulla magistratura politicizzata, sul sistema giudiziario non garantista, sul forcaiolismo di Mani Pulite e sulla partecipazione dei comunisti al sistema delle tangenti.
What a wonderful world.

13 maggio

I liberal che detestano Bush ma che non hanno un’idea alternativa

Nove ore di dibattito alla New York University, grandi insulti, poche idee.

Il Foglio, 13 maggio

Se si svegliasse, sarebbe mica male.

Joe Liberman secondo il Wall Street Journal

13 maggio

Luca Sofri, “un soggetto con questo genere di complesso d’inferiorità”

Questa, in effetti, mancava

13 maggio

A cena con Clinton

E altri 500 invitati (con Nicole è stato più bello).
La dimostrazione che gli americani sono superiori è questa: il gruppo che alliettava la serata dei vecchi ricconi era il trio di Vijay Iyer, il più straordinario giovane talento di free jazz del momento.

12 maggio

Liberal assaliti dalla realtà

Ottimo articolo di Marco De Martino (Panorama) sui neoconservatori.

12 maggio

Liberato il blogger iraniano

Sina è uscito dal carcere dopo 22 giorni di reclusione. Ancora non si sa se il regime lo ha costretto a pentirsi.
ne parlammo qui.

12 maggio

Azz, ho sbagliato

Il National Magazine Award non lo ha vinto Foreign Affair, ma Foreign Policy.

12 maggio

C’è un personaggio senza dignità di cognome (si firma solo Leonardo) che si diverte a recensire Camillo (blog senza dignità di cognome anch’esso, in effetti). Io ne sono ovviamente felice (davvero).

Sostiene però di avermi beccato in errore una volta su Guantanamo, ma non era vero come gli ho spiegato io e il Corriere della Sera e la Stampa (senza dimenticare l’originale articolo del Boston Globe che diceva come alcuni ex prigionieri di Guantanamo raccontassero di essere stati trattati molto bene e di non aver subito torture).
Ora dice che 1) avrei usato il verbo “slurp” in un articolo satirico, non sapendo che in inglese non vuol dire affatto “leccare” (ma se finanche Leonardo ha capito cosa volessi dire, io mi sento più sereno); 2) che per difendere i neoconservative sosterrei che al museo di Baghdad non è successo niente (la logica qui francamente sfugge); 3) che l’articolo del New York Times dal titolo “Most Iraqi Treasures Are Said to Be Kept Safe” non voglia dire che il mostruoso saccheggio di cui si è straparlato per settimane non c’è stato.
Gli suggerirei, peraltro, di leggersi Repubblica del 7 maggio. Titolo: “Così gli iracheni hanno salvato i tesori del museo di Bagdad”. Occhiello: “Pochi giorni prima dell’ attacco, statuette, gioielli e vasi pregiati erano stati trasferiti nei caveau della Banca centrale”. Avranno voluto slurpare anche loro i neoconservative?

12 maggio

Come costruire un candidato di sinistra.

Strepitoso articolo di Joe Klein su Time. Vale anche per l’Italia.

12 maggio

Ancora su Leo Strauss

La sinistra americana da qualche tempo sostiene che Leo Strauss influenzi i neoconservative. Ma chi era Leo Strauss, un feroce oppositore della tirannia o usava l’opposizione alla dittatura come scusa per l’abuso del potere?
In Italia c’è uno titolato a rispondere al quesito, prima o poi lo farà.

12 maggio

Soddisfazioni

L’articolo di apertura del NYT magazine è un commento sulle Dixie Chiks con la stessa identica tesi contenuta in questo articolo pubblicato sul numero di Capital uscito due settimane fa.

12 maggio

Robert Kagan al Corriere

“I neoconservative nascono dal partito democratico e in maggioranza oggi sono repubblicani. Io mi considero un liberal moderato sulle questioni di politica interna mentre nella politica estera credo in un ruolo degli Usa che deve favorire un ordine globale liberale, fondato su sicurezza e principi. Nella tradizione di Truman e Kennedy ma anche di Theodore Roosevelt e Wilson. Niente di nuovo”.
Chiaro, no?

11 maggio

Lo spiega diffusamente l’esperto

La Stampa: “Crede sia possibile introdurre dall’esterno la democrazia, magari con la forza?”.
Samuel Huntington: «Assolutamente no».

11 maggio

Gay repubblicani

Sui blog italiani si è aperto uno sconclusionato dibattito in seguito alle pessime dichiarazioni del senatore repubblicano Rick Santorum (criticate qui e sul Foglio) contro gli atti sessuali tra gli omosessuali. Secondo alcuni blogger è impossibile definirsi gay e repubblicani. Per costoro ci sono 5 notizie: 1) un gruppo di 200 gay repubblicani (esistono, quindi) si sono incontrati a Washington con tre senior White House officials; 2) nell’Amministrazione Bush c’è almeno un openly gay; 3) i gay repubblicani hanno pure un’associazione riconosciuta dal partito e che nei giorni scorsi si è riunita a congresso; 4) la Log Cabin Republicans si è costituita (più o meno) parte civile davanti alla Corte Suprema contro le antiche leggi anti sodomia che il Texas ha ripreso ad applicare. 5) un milione di gay e lesbiche nel 2000 ha votato per Bush.

11 maggio

Fit to slurp Prodi, unfit to lead l’Espresso

Redazionalmente Corretto.

Il Foglio, 10 maggio

La secessione di New York e Mona Lisa Live

Gotham City.

Il Foglio, 10 maggio

The Eyeranian su Camillo

Un blog iraniano riprende l’articolo del Foglio sul giornalista/blogger arrestato a Teheran e tenta con il traduttore automatico una traduzione dall’italiano.

10 maggio

Cari amici dell’Economist

10 maggio

Due cosette a Claudio Martelli

da parte dell’Elefantino

10 maggio

Vince The Nation perde Hitchens

I National Magazine Awards, gli Oscar del giornalismo (non quotidiano) premiano i commenti di un’editorialista della rivista leftist e bocciano il pluricandidato Hitchens che aveva lasciato The Nation a causa della linea politica, rivelatasi perdente sul campo e vincente agli Awards. Ha perso anche l’articolo più lungo della storia del giornalismo: l’inchiesta in tre puntate di William Langewiesche,”American Ground: Unbuilding The World Trade Center”. Troppo lungo per essere letto.
Altri vincitori: Foreign Policy, The Atlantic Momthly (2), New Yorker (2), Vanity Fair e Slate.
Qui i vincitori dell’anno scorso.

10 maggio

Lettere a Camillo

“Il mondo sarà sempre il posto che si ritrova, finché ci bazzica gente come te. prrrrrrr (puzzolente!). Tassinari.matteo”.

10 maggio

Le Nazioni Unite a Ground Zero

Proposta di Christopher Hitchens su Vanity Fair (numero di giugno): la nuova sede dell’Onu al posto di una delle Torri gemelle, costruiremmo non solo un nuovo grattacielo ma anche una nuova organizzazione delle nazioni unite.

10 maggio

C’ero io

Sabato scorso ho pranzato alla Mercer Kitchen, al tavolo di fianco c’era Nicole Kidman. I giornali sostengono che con lei ci fosse Jude Law. Smentisco. C’ero io, anche se alla sua sinistra (Simone, Maria e Anneke come testimoni). Di fronte a lei c’era un altro. Ne sono certo, anche se non ho mai guardato in quella direzione.
PS
Confermo che i due siano arrivati separatamente, smentisco che lui sia andato via dieci minuti dopo di lei.

10 maggio

Karl Rove ha parlato

Il gioco si fa duro

Il Foglio, 9 maggio

I neocon per il regime change a Teheran

E Bush bacchetta l’Iran

Il Foglio, 9 maggio

Non è successo niente

A Baghdad non hanno saccheggiato le opere d’arte.
Grazie a 1972.

9 maggio

Gli ayatollah si modernizzano, ora arrestano i blogger

Il Foglio, 8 maggio

I neoconservative sono liberali di sinistra

Lo spiega l’Herald Tribun in una storia (breve) dei neocon e di un termine nato a sinistra per accusare la sinistra non sessantottina. Avete presente quando in Italia dicevano che i radicali erano fascisti?
(grazie al sempre attento old liberal paferrobyday)

8 maggio

Gli sgarbi francesi

Il Foglio, 8 maggio

Avanti prego

La destra religiosa pensa di uscire dalla coalizione repubblicana, perché Bush e il suo partito non hanno difeso le dichiarazioni anti gay di Rick Santorum. In Italia qualcuno ha sostenuto che non aveva senso attaccare Santorum (vabbé, sono gli stessi che dicevano che non aveva senso attaccare Saddam, i Talebani e Milosevic. Sono quelli che non ne hanno mai azzecata una. Però si impegnano).

8 maggio

Così parlò Carlo De Benedetti

Uguale uguale al Cav.

7 maggio

I fallimenti di Prodi

7 maggio

Blogger arrestato in Iran

Qui la petizione per la sua liberazione.

7 maggio

Vizietti

Il social conservative col debole per il gioco d’azzardo e la regina di Giordania col gusto dell’antisemitismo.

Il Foglio, 7 maggio

Siamo imperialisti, e allora?

Max Boot su Usa Today

7 maggio

Cacciato Galloway

dal partito laburista.

7 maggio

La Francia ha aiutato qualche iracheno a scappare

Lo scrive Bill Gertz sul Washington Times.

7 maggio

Pare che maggio sia il mese della masturbazione

Ma non si capisce perché.

7 maggio

He delivers

Bush mantiene le promesse

Il Foglio, 6 maggio

In difesa della Dixie Chicks

del loro disco pacifista e delle loro dichiarazioni pacifiste.

Capital, maggio

I candidati democratici

Ottima recensione del dibattito televisivo di Howard Kurtz. Gli unici che hanno qualche idea sono Liebermam e Gephardt. Anche Howard Dean ne ha qualcuna, seppure improbabile. Carol Moseley Braun è simpatica.

6 maggio

Leo-con

Anche il New York Times si accorge dei neoconservatori e dice, come già scrissero Policy Review e Le Monde, che sono allievi di Leo Strauss, oltre che di sinistra e idealisti che vogliono cambiare il mondo.

5 maggio

Ancora sul libro di Berman

La sinistra americana un po’ in difficoltà di fronte alle tesi di un intellettuale di sinistra come Paul Berman, Terror and liberalism, la cui tesi è: il fondamentalismo islamico è il nuovo fascismo, se siamo di sinistra dobbiamo combatterlo. Il Washington Monthly, mensile molto di sinistra, gli dà ragione ma all’ultima riga dic che non si può fare. (Solo che Bush lo sta facendo).

5 maggio

Oggi è il 5 maggio

5 maggio

Enjoy Nazi-Cola

Non una grande idea.

4 maggio

Pentagono contro State Department

Il Foglio, 3 maggio

Pare che funzioni/2

Il rapporto del Dipartimento di Stato sul terrorismo internazionale.

Il Foglio, 3 maggio

Red. Corr.

Edizione settimanale.

Il Foglio, 3 maggio

Il punto

Our commitment to liberty is America’s tradition, declared at our founding, affirmed in Franklin Roosevelt’s Four Freedoms, asserted in the Truman Doctrine and in Ronald Reagan’s challenge to an evil empire. We are committed to freedom in Afghanistan, Iraq and in a peaceful Palestine. The advance of freedom is the surest strategy to undermine the appeal of terror in the world. Where freedom takes hold, hatred gives way to hope. When freedom takes hold, men and women turn to the peaceful pursuit of a better life. American values and American interests lead in the same direction. We stand for human liberty.
Ai neocon il discorso di Bush (The Lincoln speech) è piaciuto tantissimo:
Michael Ledeen
William Kristol

2 maggio

Il gattocopione del New York Times si è dimesso

Aveva copiato, senza dirlo, parte di una storia da un giornale del Texas. Ne aveva parlato Paferrobyday (lo scrivo sennò poi qualcuno mi accusa di aver copiato e poi mi devo dimettere)

2 maggio

Flop di Tina Brown

Il nuovo programma di Tina su Msnbc è stato un fallimento: pare (fonte Drudge) che abbia fatto solo lo 0,1 di share (65 mila famiglie). Alessandra Stanley sul NYT lo ha massacrato.

2 maggio

Pare che funzioni

Quest’anno, rispetto all’anno scorso, secondo il Dipartimento di Stato c’è stato un numero di attentati terroristici inferiore del 44 per cento.

2 maggio

La Road Map

Il progetto di pacificazione della Palestina di cui tutti parlano e che ieri è stato reso noto dal Dipartimento di Stato e poi pubblicato dal NYT, sul Foglio è apparso il giorno prima.

2 maggio

Stiamo rifacendo gli errori del 1991

C’è da combattere (politicamente) per liberare Siria e Iran dai signori del terrore.

1 maggio

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