Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Redazionalmente Corretto del 14 gennaio 2004

La prima pagina del quotidiano di Largo Fochetti, cioè La Repubblica (Rep.), ieri 13 gennaio si apriva con "Bus selvaggio, Milano nel caos". L’editoriale è di Giorgio Bocca, secondo il quale la colpa del caos è di Reagan e della signora Thatcher. L’analisi continua così: "Si ripetono in condizioni mutate, meno traumatiche, le contraddizioni che segnarono gli anni Venti". Fate attenzione: secondo Bocca "si ripetono in condizioni mutate, meno traumatiche, le contraddizioni che segnarono gli anni Venti". Sta parlando del fascismo, argomento che peraltro conosce alla perfezione? Sì, sta parlando del fascismo: "Quel sindacato nazionale che aveva perso il controllo delle masse operaie" e ­ tenetevi forte ­ "quella reazione fascista che giocava sui disordini per imporre il suo ordine". La colpa, ci siamo arrivati, è del Cav. E’ lui che, dalla Sardegna, novello Duce, incita al disordine per "imporre il suo ordine". Ma non è finita. Secondo l’editorialista, "quella reazione fascista che giocava sui disordini per imporre il suo ordine" si nota non soltanto sulla questione sociale, ma anche, "oggi", sugli "eventi internazionali". Eccolo: anche Bush è fascista, anche lui c’entra con lo sciopero dei tranvieri. Bocca sposa anche la tesi tremontiana sull’euro. La colpa del disagio sociale non è soltanto di Reagan, della Thatcher, del Cav. e di Bush, una responsabilità ce l’ha anche Romano Prodi: "Un cambio della moneta che, casuale o premeditato, ha decurtato il potere di acquisto dei ceti popolari". Dare la colpa a un nemico esterno che non c’entra niente, è una costante della retorica bocchiana. Nel 1942, infatti, sulla Provincia Grande, organo dei fasci combattenti, Bocca scrisse (lo ha ricordato Mirko Tremaglia in un articolo mai smentito su Panorama) queste parole: "Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere schiavo degli ebrei?". Nelle ultime due righe dell’articolo: "Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù".
Per il resto c’è da segnalare un bell’articolo di Adriano Sofri su Norberto Bobbio e la prima, da mesi, opinione controcorrente di Michele Serra. L’umoralista scrive che dare del "buffone" al Cav. è "una maniera molto poco gentile e intelligente di esprimere le propri opinioni". (continua)

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