Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Redazionalmente Corretto del 15 gennaio 2004

La prima pagina del quotidiano di Largo Fochetti, cioè La Repubblica (Rep.), ieri 14 gennaio si apriva con "Bocciato il lodo salva-Berlusconi". Rep., giustamente, festeggia. Per gli amatori del genere, pochi minuti dopo la decisione della Corte costituzionale sul sito Rep.it si poteva anche ascoltare un commento audio di Ezio Mauro. L’editoriale più tradizionalmente cartaceo saluta "i due garanti delle regole", e cioè il capo dello Stato che ha bocciato la Gasparri e la Corte che ha bocciato il lodo Maccanico. Non si è ben capito se il capo dello Stato, secondo Mauro, sia stato garante delle regole anche quando ha promulgato il lodo bocciato ieri dalla Consulta. L’altro commento è di Giuseppe D’Avanzo (Davanpour): "E’ una buona notizia la bocciatura costituzionale della legge che sospende i processi per le cinque più alte autorità dello Stato", scrive l’addetto alle questioni delicate del giornale di proprietà della controparte processuale del Cav.
Francesco Merlo è stato capace, come solo i più grandi sanno fare, di citare, anzi di lodare, in un colpo solo sia il Corriere sia l’uomo che Eugenio Scalfari non nomina mai: Paolo-Agenda-Mieli.
Guido Rampoldi, pur di criticare l’America che sarebbe pronta (almeno così scrive) ad abbattere anche la dittatura saudita, è riuscito a spiegare come la casa reale sia la culla del riformismo. Glielo ha riferito il principe Abdullah bin Faisal, "la figura trainante del liberalismo saudita".
Claudio Tito, al solito, riporta frasi virgolettate del Cav. pronunciate "nel faccia a faccia" con Fini e Follini, come se fosse stato presente anche lui. C’era o non c’era Tito all’incontro segreto? E se non c’era, come è ovvio, chi gli ha dato il virgolettato del Cav: il Cav. medesimo, Fini o Follini? E perché non l’ha scritto apertamente? Perché Tito fa sempre finta di essere sul posto, presente a tutti gli incontri segreti, a tutti i faccia a faccia, a tutte le telefonate confidenziali? Altra cosa: Tito scrive che "appena la Consulta rende nota la decisione, (il Cav., ndr) alza il telefono e chiama alcuni suoi fedelissimi. Subito dopo, di ritorno a Roma dalla Sardegna, incontra Bossi". La notizia si è saputa poco prima delle due del pomeriggio, "subito dopo", scrive Tito, il Cav. va a Roma. E’ successo questo? Due pagine dopo Barbara Jerkov dà un’altra versione: "Roma. E’ arrivato dalla Sardegna in tarda mattinata". Nel pomeriggio (versione Tito) o in mattinata (versione Jerkov)? La Jerkov pare meno affidabile: l’altro ieri ha raccontato per filo e per segno una cena segreta in Sardegna tra il Cav. e Bossi (metodo Tito), eppure Bossi in Sardegna non era andato. Ovviamente Rep. non ha rettificato (metodo Lupis). (continua)

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