Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Redazionalmente Corretto del 22 gennaio 2004

La prima pagina del quotidiano di Largo Fochetti, cioè La Repubblica (Rep.), ieri 21 gennaio si apriva con "Parmalat, il piano di Tremonti". Il ministro Pietro Lunardi, dopo lo scoop di Rep. della settimana scorsa sui rapporti d’affari con Calisto Tanzi, ha annunciato querela ai republicones. A pagina 8 c’è un’altra puntata del caso Travaglio-D’Alema, detto anche "pezze al culo-ricchi". Travaglio l’altro ieri su Rep. aveva chiamato in correità il collaboratore di Rep. Guido Rossi. Ma Rossi, in un boxino, smentisce Travaglio, che è giornalista di Rep. in comproprietà con l’Unità. Non ci avete capito niente? Be’, provate allora a leggere l’articolo della sempre informata Liana Milella sul lodo Schifani: "Il problema dellegislatore non mandare a sentenza in fretta il processo di Berlusconi, ma assicurarsi che il premier potesse fare il presidente del Consiglio e del semestre di presidenza Ue senza comparire in aula a Milano". Certo, un refuso può capitare (Red. Corr. è spesso pieno di refusi). Certo, un verbo può saltare (succede anche qui). Ma il senso? Leggete qui: "Anche su questo la Corte apre uno spiraglio e la sentenza risente dei compromessi per ampliare la prima, risicata maggioranza (otto a sette) favorevole alla bocciatura". Ancora: "Il sistema delle sospensioni ‘non è un chiuso’, scrive, e non è escluso che il ‘legislatore non possa stabilirne altre’. Tuttavia, il lodo automatico ‘menoma’ il diritto dell’imputato alla difesa". Continua l’esplicativa Milella: "Di un processo conciato così non si vede la fine, ignorando il principio della ragionevole durata e la giurisprudenza della Consulta. Per colmo d’ironia, la Corte contesta ai ‘padri’ del lodo un privilegio conferito alle sole cinque cariche, mentre parlamentari e alti giudici ne sono fuori in barba al principio dei cittadini uguali di fronte alla legge". "Per colmo d’ironia" e "in barba". Infine: "Un lodo pieno di ‘gravi elementi d’intrinseca irragionevolezza’ doveva essere fermato per sempre". Titoli di coda, fine.
Buona la copertura sulle primarie americane, la cronaca di Alberto Flores D’Arcais e il commento di Zuccopycat. Enrico Franceschini, da Londra, ha scritto un’infinità di articoli. Ottima l’intervista a Martin Amis, più scontata la scoperta che "Oxford assolve e loda" la lussuria. E c’era bisogno dell’autorevole Oxford? (continua)

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