Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Archivio blog – Settembre 2005

Elogio di Rep.

Non proprio di Rep. ma di un suo giornalista, Carlo Marincovich. La sua pagina sulla Coppa America a Trapani, e ve lo dice uno che si annoia al solo pronunciare la parola barca-a-vela, è letteralmente strepitosa.

30 settembre

La parola definitiva su Cindy Sheehan

E’ di Charles Krauthammer sul Washington Post.

30 settembre

Kennedy, Sheehan, Truman e la guerra

“Harry, ma perché diavolo sostieni quel figlio-di-puttana-paralizzato che ha ucciso mio figlio Joe”, disse Joseph P. Kennedy, riferendosi a suo figlio Joe che era morto in guerra. Kennedy continuò dicendo che la colpa della guerra era di Roosevelt. Truman, secondo la sua successiva ricostruzione, sopportò il più possibile e poi disse a Kennedy di tacere o l’avrebbe scaraventato fuori dalla finestra.
(da “Truman” di David McCullogh, pagina 328, riportato da Charles Krauthammer ieri sul Washington Post)

30 settembre

Mai dire Ciro Falanga

Ciro Falanga è un deputato di Forza Italia eletto col Polo all’uninominale (con lista civetta collegata dal nome “Per l’abolizione dello scorporo e contro i ribaltoni”). E’ uno tosto, l’onorevole Ciro. Quando la maggioranza approvò la legge sul falso in bilancio respinse con forza le accuse della sinistra. ”Non è vero che si approva questo provvedimento per fare gli interessi di Berlusconi. Il vantaggio è per l’intera collettività”.
Ma ecco la storia. Un paio di mesi fa, il 16 marzo 2005, Ciro Falanga disse a chiare lettere: “Per me è inammissibile il cambio di casacca. Sono stato eletto con i voti della Casa della libertà. Per me sarebbe allucinante tradire questo mandato”. Ma c’era chi sosteneva che si stava avvicinando a Mastella o ai Repubblicani della Sbarbati. Ciro Falanga, sempre a marzo, chiuse la polemica: “Il collegamento con questi personaggi di cui sgradisco i metodi mi offende”.
Ieri pomeriggio l’ANSA ha dato questa notizia con il titolo “VERTICE PRODI-SEGRETARI-CAPIGRUPPO”.
Ecco il testo: (ANSA) – ROMA, 29 set – E’ cominciato nell’aula del gruppo della Margherita alla Camera il vertice sulla legge elettorale con Romano Prodi, segretari di partiti e i capigruppo dell’Unione di Camera e Senato. Prodi e’ stato tra i primi ad arrivare dopo i capigruppo Bordon e Castagnetti della Margherita, Violante e Angius dei Ds. Sono presenti Piero Fassino, Enrico Boselli, Oliviero Diliberto, Clemente Mastella, Ciro Falanga per i repubblicani europei, Dario Franceschini per i Dl, Paolo Cento dei Verdi, Russo Spena di Rifondazione e i capigruppo dei vari partiti. (ANSA). 

30 settembre

“Terrorismo e noia”

Martin Amis fallaciano contro l’Islam.
(L’articolo del giorno è di Annalena Benini, sul Foglio Inserto III)

30 settembre

Scoop

Oggi l’Espresso pubblica un’inedita intervista a George Clooney. Pare che l’attore americano viva sul Lago di Como, giri l’Italia in moto eccetera.

30 settembre

I guai di Tom DeLay, il duro che in Texas voleva arrestare l’opposizione

30 settembre

Hail to the Chief

John Roberts è il nuovo Chief Justice delal Corte Suprema. Il senato ha confermato la sua nomina con 78 voti contro 22. Vuol dire che metà dei Democratici ha votato a favore.

29 settembre

Lo Zuccopycat del Corriere

Oggi Caretto definisce Tom DeLay “il mastino dei neocon”. Caretto non sa di che cosa parla. Il punto però è il Corriere, non lui. Perché continua a coprire le sue incompetenze?

29 settembre

Unborn in the USA

Netta maggioranza pro aborto, anche alla Corte Suprema.

29 settembre

Krizia contro l’Italia

Avete presente la polemica di Krizia contro Anna Wintour, direttrice di Vogue, che penalizzerebbe la moda italiana? Krizia s’è incavolata perché su Vogue c’era un articolo sui migliori stilisti del mondo penalizzante nei confronti degli itaiani, quindi ha invitato per ritorsione a boicottare la festa che la Wintour dà questa sera a Milano. Alcune cose: 1) in quella lista due stilisti su 7 erano italiani; 2) quel numero di Vogue è vecchio di due mesi, solo che in Italia è arrivato adesso; 3) quello attualmente in edicola in America contiene un articolo dal titolo, in italiano, che fa “Bravissimo”; 4) nell’articolo si parla solo di giovani stilisti italiani molto bravi, penalizzati dalle grandi firme; 5) il ricavato della festa di beneficenza di questa sera organizzata dalla Wintour e boicottata da Krizia in nome del made in Italy andrà a favore dei giovani stilisti italiani.

29 settembre

C’era una volta “si è fatto mezza città”

Titolo della Stampa: “Calissano, quello che le donne non dicono – A Genova le ha avute tutte”. Tutte, tutte?

29 settembre

Blair è contro Kyoto

Sui giornali italiani, tranne uno, non ne avete letto. Qui una serie di link ai giornali inglesi

29 settembre

“Non si vive di sola isola” e “Fatina, mi hai detto zoccola”

Momenti fantastici ieri sera su raidue.

29 settembre

I quindici minuti stanno scadendo

In un comico tentativo, pubblicato da The Huffington Post, per rimediare alla gaffe “even though it is a little wind and a little rain“, la Peace Mom ha rincarato la dose di accuse alla Cnn, come se la Cnn fosse uno strumento di Bush, per aver dato più spazio all’uragano Rita piuttosto che alla sua manifestazione pacifondaia. Nei commenti i lettori si scatenano contro le stupidaggini contenute nell’articolo.

28 settembre

Pacifisti o guerrafondai

Quello che i giornali non dicono sulla Peace Mom e i suoi compagni organizzatori della marcia su Washington

28 settembre

L’eccezione, naturalmente

E’ Maurizio Molinari sulla Stampa: riporta che “né il il New York Times né il Washington Post, entrambi schieratisi nel 2004 contro la rielezione di Bush, hanno messo l’arresto di Peace Mom in prima pagina, limitando la notizia nelle pagine interne mentre il liberal Los Angeles Times ha raccontato l’arresto in venti righe con una scelta simile ad Usa Today, il giornale più venduto degli Stati Uniti, che non è andato oltre un trafiletto”. Censura? No. “A spiegare le scelte dei media americani è il sospetto che l’intero caso sia stato costruito ad arte”.

28 settembre

La gaffe del Corriere sul Tg di Al Qaida

“Guido Olimpio sul Corriere della Sera scrive che nel video di al Qaida, c’è una novità – “la comparsa di sottotitoli in inglese” – dandone una spiegazione dettagliata dal punto di vista della strategia di comunicazione. Ma non si è reso conto che la traduzione – senza la quale molti giornalisti non avrebbero potuto capire il notiziario – non è stata fatta dai terroristi, ma dal Memri”. Anna Barducci sul Foglio, inserto I di oggi.

28 settembre

E dopo i servizio sulle vacanze intelligenti e sulla crisi del maschio, quello sulla conversione di Fassino

Luca Sofri spiega da giorni le assurdità del giornalismo italiano che si dimentica di aver già scatenato il dibattito sulla fede di Fassino un anno fa e ora la riprende pari pari. Facci, che legge Witt, se ne è accorto con la rubrica sul Giornale.

28 settembre

Complimenti all’Unità (veri, non scherzo)

Oggi ha pubblicato in prima pagina il titolo “Hamas come Al Qaeda”

28 settembre

Il socialista Bush

Deputati e intellettuali di destra criticano un presidente che aumenta la spesa sociale più di un liberal

27 settembre

Cindy e Rita

La peace mom di cui si è innamorata la stampa italiana ha scritto queste parole su Daily Kos: “i am watching cnn and it is 100 percent rita…even though it is a little wind and a little rain…it is bad, but there are other things going on in this country today…and in the world!!!!”. Stanotte si è fatta arrestare per molto meno.

26 settembre

Taysser Allouni, I presume

Ve lo ricordate il cronista di Al Jazeera, Taysser Allouni? Era l’unico giornalista rimasto a Kabul prima dell’invasione americana, naturalmente per Al Jazeera. Ve lo ricordate quel paladino della libera informazione, no? Be’, è stato condannato a 7 anni di galera per aver collaborato con i terroristi di Al Qaeda.

26 settembre

Correzione a vita

Giorgio Napolitano non è più parlamentare europeo dall’anno scorso al contrario di quanto ho scritto ieri dopo averlo letto su un qualche giornale. Un lettore me lo segnala e io lo ringrazio.

25 settembre

Il garante dei lettori del NYT ancora contro Alessandra Stanley e Paul Krugman

Byron Calame è un grande.

25 settembre

Ancora sullo Zuccopycat del Corriere

Il suo articolo di oggi sulla manifestazione pacifista di Washington comincia così: “E’ stata la prima, grande manifestazione di protesta contro la guerra in Iraq”.
La prima?!?

25 settembre

Oggi qui si sta con Libero

Titolo: Mandatelo a casa. Foto: Follini. Svolgimento: potete immaginarlo. Nota bene: con difesa dei fischiatori di Ruini.

25 settembre

Come mai

Oggi nessun giornale italiano ha ripreso l’opinione dell’ex assistente di Annan che sul New York Times ha proposto di ridurre l’Onu in un milione di piccoli pezzi?
PS
Il titolo dell’articolo “One million little pieces” è ovviamente un omaggio all’ottimo libro di James Frey

25 settembre

Di idiozie

Se ne leggono tante, ma come questa di oggi sul Financial Times (grazie Daniele) è difficile trovarla. Si tratta di un commento sull’alienazione della società moderna e sulla decadenza dei costumi occidentali causati indovinate da chi? Dall’iPod. Sì, dall’iPod. Le solite cose: la gente ascolta la musica, da sola, e non parla, non comunica, non interagisce. Quanto era bello quando ascoltavamo la radio, tutti insieme, due amici, una chitarra uno spinello, eccetera. Ma siccome l’idiozia non viene mai da sola, e non è mai completa se non c’è un attacco a Bush, l’articolo finisce così:
“In this regard, I think it is interesting to note that George W. Bush is our first iPod president (during the last campaign, it emerged that he plugs in while he works out).
People around the world have wondered how Bush could be so distant in the days after hurricane Katrina struck the US. But the more I think about it, the less surprised I am. Whatever his faults, Bush is representative of his time. He’s doing his own thing. He’s listening to his own music. He’s another guy who can’t hear what you are saying because he’s wearing little white earphones”.

25 settembre

Se prima ero in uno a ballare l’alli galli

Oggi sul New York Times, Nader Mousavizadeh, propone di distruggere l’ONU in “un milione di piccoli pezzi”:
“The central, governing structures of the United Nations – the Security Council, the General Assembly and the Secretariat – have each in their own dismal way been allowed to decay to the point where they arguably do more harm than good to the very causes they were founded to serve. They should be dissolved” a vantaggio delle agenzie umanitarie che funzionano. (Da CONTRO L’ONU: “Non va cestinato tutto, ovviamente. Ci sono agenzie, fondi e programmi umanitari che funzionano. Non tutti e non sempre, ma vanno rafforzati, sostenuti, finanziati e soprattutto meglio gestiti. Sono da chiudere il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale, i principali complici del caos internazionale. Se non si agisce subito c’è il rischio che l’irrilevanza politica di questi due organi travolga anche le agenzie umanitarie”). Nader Mousavizadeh è stato political officer dell’Onu in Bosnia nel 1996 e ha lavorato fiancoa a fianco con Kofi Annan dal 1997 al 2003. Il New York Times è al secondo articolo contro l’Onu in una settimana.
PS
Emmebi mi butta subito giù con questo titolo di IO donna odierno:
Nicole Kidman “L’Onu è in crisi ma io lo difendo”. Che ingrata! E pensare che, come scrisse Newsweek, ci ho pure pranzato…

24 settembre

Ora anche il compagno Hitchens è un “neocon”

Opinione (è proprio il caso di dirlo) di Aldo Rizzo sulla Stampa:
“In un articolo su The Weekly Standard, ripreso ieri dal Corriere della sera, il politologo «neocon» Christopher Hitchens sostiene che…”

24 settembre

Libero fischio in libera piazza

La canea contro i civilissimi fischiatori del cardinal Ruini non la capisco. Non capisco perché Ruini non possa essere fischiato, specie se interviene (legittimamente) da politico nel dibattito legislativo italiano. Boselli opportunamente ricorda la frase, che ho messo nel titolo, pronunciata da Sandro Pertini. E poi, se le cose sono davvero andate come si è visto nei servizi dei tg, mi sembra sia stata una cosa ordinata, allegra, tranquilla e pacifica. Erano comunisti? Embé? I leader del centrosinistra sono stati, al solito, i più baciapile. Dall’altra parte, comico l’intervento di Antonio Socci sul Giornale. Sostiene che quei fischi siano la stessa cosa della devastazione di Genova compiuta dai “ragazzi” del G8 e scrive di “intimidazioni intolleranti che non si limitano a zittire e insultare gli avversari politici (e sarebbe già gravissimo), ma addirittura prendono di mira un prelato, il presidente dei vescovi italiani”. Addirittura. Ha scritto proprio “addirittura”. Ed è sempre Socci, lo stesso appassionato opinionista che sul mio giornale aveva invitato i ciellini di Rimini a fischiare e a non far parlare per la sua posizione sui referendum non uno qualsiasi, ma Gianfranco Fini. Addirittura il ministro degli Esteri.

24 settembre

Ciampi

Ma che senso ha nominare senatore a vita un politico, ripeto: un politico, ancora attivo e ancora presente in Parlamento (sebbene quello europeo)?
Su Pininfarina sono d’accordo. Del resto è l’uomo che ha fatto questa, esattamente questa, ovvero la mia unica macchina di proprietà.

24 settembre

Ditegli di smettere

John Kerry continua a fare campagna elettorale (del resto ha vinto i dibattiti 3 a 0, no?), ma non se lo fila nessuno. Un appello perché si ritiri scritto da New Republic, ché ormai finita.

23 settembre

E se fosse solo George W. Bush?

In due giorni il New York Sun ha pubblicato due diversi editoriali, uno si intitolava Franklin Delano Bush e un altro Lyndon Baynes Bush. Il 21 gennaio 2005, sempre secondo un editoriale del Sun, Bush era “John Fitzgerald Bush

23 settembre

“Poverty? Poverty? Follow me”

Imperdibile racconto della Clinton Global Initiative pubblicato dal settimanale liberal New Republic. Si racconta di un Clinton più larger than life che mai e dell’inutilità sostanziale della manifestazione. Fantastico quando da Nobu, Clinton parla parla parla con Elvis Costello, il quale si vorrebbe suicidare. E poi quel “Poverty? Poverty? Follow me” con cui una hostess chiamava a raccolta i partecipanti a un seminario sulla Povertà. Ricorda la risposta del centralino della Commissione Stragi del Parlamento italiano: “Stragi, dicaaa”

23 settembre

Ideazione

E’ uscito il nuovo fascicolo di Ideazione. Ho scritto una cosa sui blog e la politica, ma l’articolo non sarà online. Sappiate che la tesi è: i blog hanno fatto male alla politica.

23 settembre

L’Internazionale, futura umanità

Il settimanale che “raccoglie il meglio dei giornali di tutto il mondo” oggi supera il ridicolo cui ci ha spesso abituati col servizio di copertina dal titolo: “2005, le dieci notizie più censurate”. Quali sono?
Eccole complete di titolo originale e di prime righe:

  • Le attività segrete – L’aministrazione Bush sta facendo di tutto per evitare che i cittadini, e perfino il Congresso, scoprano quello che fa il governo
  • Le bugie su Falluja
  • I brogli elettorali – Il 2 novembre George W. Bush ha battuto John Kerry…
  • La privacy violata – George W. Bush ha firmato…
  • Sfruttare lo tsunami – (…) L’amministrazione Bush ha sfruttato la catastrofe…
  • Il vero scandalo Oil for food – (…) Le prove di corruzione legate a quel programma sono molte, ma conducono agli Stati Uniti, non all’Onu
  • I giornalisti nel mirino – (…) Da quello che sappiamo, finora nessuno ha mai ordinato di sparare ai reporter. Ma è stata rilevata una complcità, accompagnata da una campagna militare…
  • Contro gli agricoltori iracheni
  • L’Iran e il petrolio – Da un po’ di tempo l’amministrazione Bush…
  • Gli ecosistemi minacciati 
23 settembre

Ma il Corriere sa di avere il nuovo Zuccopycat?

Ennio Caretto oggi ha scritto un articolo su Cindy Sheehan da mettersi le mani nei capelli e tra l’altro senza il meraviglioso stile fantasmagorico di Zucconi. Dunque. Comincia con un “I neocon la definiscono” eccetera. E’ la solita cosa Caretto-style: quando vede uno con la faccia cattiva, o quantomeno che non la pensa come lui, lo definisce un neocon. Non sa cosa sia un neocon o chi siano i neocon, ma non importa. Parliamo di Cindy. Caretto scrive: “Inizialmente Cindy e il marito Pat Casey…”. Alt. Pat Casey? Cioe?!?
Il marito si chiama Pat Sheehan. Casey è il nome di battesimo del figlio ucciso in Iraq, Casey Sheehan. Caretto s’è confuso e continua scrivendo che marito e moglie all’inizio erano favorevoli alla guerra, ma dopo la morte del figlio “abbracciarono il credo pacifista”. Solo che non è vero. Cindy era contrarissima alla guerra anche prima e il marito di Cindy, nonché padre di Casey, non ha abbracciato affatto “il credo pacifista”. Anzi ha chiesto il divorzio dalla moglie, dopo 28 anni di matrimonio, proprio per “irreconcilable differences” (qui trovate la richiesta di divorzio) la settimana dopo l’inizio della protesta di sua moglie. Non solo: anche gli altri componenti della famiglia hanno deciso di non seguire Cindy, tanto che la famiglia allargata, nonni, zii, parenti eccetera, ha addirittura fatto un comunicato stampa per prendere le distanze da Cindy e dalle cose che dice. Cindy, peraltro, era contraria alla guerra anche prima della morte del figlio, al contrario di quanto scrive Caretto (basta leggere quello che dice la Sheehan medesima). Di sicuro c’è che a favore, in famiglia, c’era Casey, il figlio, tanto da essersi arruolato volontario: “It’s my duty”, disse Casey alla mamma. Altra cosa ribaltata da Caretto, la Sheehan fu ricevuta da Bush dopo la morte di suo figlio e, allora, le parole di Cindy furono di elogio al presidente (“I now know he’s sincere about wanting freedom for the Iraqis … I know he’s sorry and feels some pain for our loss. And I know he’s a man of faith”) tanto che la peace mom e Bush si baciarono (vedi foto).
Caretto scrive che quando incontrò Bush, “Cindy non gli nascose la propria tragedia e i propri dubbi”. La “propria tragedia” è ovvio, visto che l’incontro è avvenuto proprio per la tragedia che ha colpito Cindy e non per discutere di politica economica. Quanto ai “propri dubbi” è Cindy stessa a raccontare che non glieli espose affatto: “We had decided not to criticize the president then because during that meeting he assured us ‘this is not political.’ And I believed him”. Potrei continuare per altre 100 righe con gli errori contenuti nell’articolo (a proposito: “John Terney” si chiama John Tierney con la “i”. E se è l’analista dell’Institute of World Politics, come immagino, si chiama John J. Tierney jr., viceversa sembra John Tierney del New York Times), ma mi fermo qui e, su Cindy, rimando a un pezzo più accurato, il quale spiega perché a parte la stampa liberal e Caretto nessun politico democratico, nessun leader, nessun candidabile alle presidenziali, si faccia vedere accanto alla peace mom. Leggete le cose che dice Cindy e capirete. Caretto ha omesso anche l’ultima assurdità detta della peace mom, ovvero la richiesta di ritirare le truppe americane non solo dall’Iraq ma anche da New Orleans. Ripeto ciò che ho scritto qualche giorno fa: “Una mamma che ha perso un figlio (un figlio che volontariamente è andato in Iraq) è giustificata, qualsiasi cosa dica. Non è giustificabile che i giornalisti liberal e di sinistra sfruttino il suo dolore e la sua disperazione per abbattere una presidente che non accettano”.
PS
Poi, per fortuna, il Corriere oggi pubblica anche questo

23 settembre

John Roberts va avanti


13 a 5 il risultato del voto a favore di Roberts come nuovo Chief Justice della Corte Suprema. Per lui hanno votato i 10 repubblicani e 3 democratici su 8. La settimana prossima il voto in Aula.

23 settembre

Come Roy Hodgson

Giulio Tremonti torna al Tesoro.

22 settembre

La passione di Josckha Fischer e l’idealismo antifascista del Sessantotto al potere

Power and Idealists il nuovo libro di Paul Berman

22 settembre

Liberazione/4

Intervento di Guido Benni del 17, 18 settembre 2005 pubblicato oggi non nell’ottobre 1918: Sembra finto, ma giuro che è vero:
“Voglio correre il rischio di apparire strutturalista e meccanicista, per dire che la parte della relazione del comp. Bertinotti che riguarda i concetti di crescita e decrescita non mi convince”
“mi pare, quindi, di poter affermare che la borghesia ha, con ogni evidenza, esaurito la sua funzione storica”
“Il compito di un partito comunista dovrebbe essere, in tali condizioni, quello di riguadagnare a proletariato, di cui va capita l’attuale strutturazione, quote del potere perduto nei lustri scorsi”

21 settembre

Liberazione/3

Sommario di prima pagina:
“L’idea non dispiace a movimenti e intellettuali e politici come Antonio Tabucchi, Margherita Hack, Vladimir Luxuria”

21 settembre

Da oggi è il mio giornale preferito

Non avevo mai letto Liberazione. Errore grande così. Vi giuro che è una cosa fantastica. Segue estratto da una intervista inenarrabile a Gore Vidal titolata “Democrazia negli Usa? Un parolone”
“e poi di affidare a una delle società del vicepresidente Dick Cheney, come la Hurleu Barton…”.

21 settembre

Quando si è geni

Marco Pannella: “Se queste nozze si devono fare, si facciano. Ma ho il presentimento che fra trent’anni potrò dire: ‘Che ve siete sposati a fa’? Che froci siete?’”. (Corriere della sera, 20 settembre 2005)

21 settembre

Comunisti

Oggi Liberazione (e maledizione a Marco Pannella quando regalò a Rifondazione la testata) pubblica in apertura di giornale un articolo contro la rubrica Uffa di Giampiero Mughini. Un articolo di una violenza inaudita a proposito della famosa foto con cui un capo sudvietnamita spara un vietcong. Liberazione fa dire a Mughini, nel titolo e tra virgolette, una frase che Mughini non ha scritto (<Sostiene Mughini: “Ha fatto bene a sparagli perché quello era un vietcong”>). Qui non si tratta di commentare l’attacco a Mughini o la difesa del comunista vietcong, qui il problema è che i giornali si permettono di attribuire tra virgolette frasi che non sono mai state né pronunciate né scritte. L’altro problema è che l’Ordine dei giornalisti dimostra la sua assoluta inutilità.

21 settembre

La storia siamo noi

Titolo di Repubblica oggi: “Le mani del governo sulla Storia”. Testuale.

21 settembre

Ora si scopre

Che un anno fa la Fema, il governatore e il sindaco di New Orleans avevano fatto un’esercitazione, una di quelle che fanno gli americani, durata una settimana, immaginando che un uragano di tipo 3 si fosse abbattuto su New Orleans (Katrina, invece, era di categoria 4). Be’, le previsioni dopo quell’esercitazione erano di 61,290 morti (24,250 solo a New Orleans), più 384,000 feriti. Un anno dopo, con un uragano vero e più forte, grazie a quell’esercitazione e alla preparazione delle strutture federali e locali, nonostante gli errori e i irtardi, i danni sono stati infinitamente inferiori.
Intanto arriva Rita, categoria 4.

21 settembre

Io pago 49.50 dollari al New York Times, ma il New York Times licenzia 500 persone (45 giornalisti)


Da due giorni alcuni contenuti del NYT sono a pagamento. Io diligentemente pago, il Times liberisticamente licenzia lo stesso.
PS
Tra i vari contenuti del Timeselect ci sono delle interviste video ai columnist del giornale. A tutti i columnist, tranne Maureen.

21 settembre

Mentre il Washington Post

Ospita il blog di Andrew Sullivan

21 settembre

L’audace colpo del solito Bush


La Corea del Nord (forse) rinuncia al nucleare per effetto della politica che Kerry voleva cancellare

20 settembre

Lo sfortunato è Fernando Ferrer

I democratici scelgono lo sfidante di Bloomberg, ma voteranno Bloomberg

20 settembre

L’integrale Hitchens-Galloway

20 settembre

Otto e mezzo

Finalmente c’è.
Ieri è tornato anche Condor, alle 4 e mezzo su radiodue. Da una settimana è partito, alle sei e mezzo di sera, La Sfida su radio24 con Giuseppe Cruciani. E per l’informazione è tutto.

20 settembre

Visto che ci tiene tanto

Ma, Ruini, perché non si sposa lui? 

20 settembre

Porta Pia, la breccia

20 settembre 1870 –

20 settembre 2005

Libri Mondadori/2

Altri estratti (vedi sotto) dal libro “Giuffrida – Il mio sogno da Campioni”
Ce lo saprà dire
“Mi piacerebbe andare in California. Sono cresciuto con i protagonisti di Baywatch e vorrei proprio andare a controllare se la vita a Venice Beach è come la raccontano i telefilm. Secondo me sì: vi saprò dire!”
Visti da vicino
“I giocatori di serie A sono così normali quando li vedi da vicino”
Da cui ricevere
“Però mi manca una persona a cui voler bene e da cui ricevere affetto”
Più bello
“Il mio ricordo più bello è sentire un campione come ALESSANDRO NESTA pronunciare il mio nome. Ha proprio detto: ‘Ciao, Giuffrida’. Sono rimasto a bocca aperta”
Oh
“A Trigoria sono svenuto quando Totti m’ha detto: ‘Ciao come va? Tutto bene? Oh, io vi seguo…’”
(basta)

19 settembre

“Avanti Popolo”

Così, in italiano, il magazine del quotidiano israeliano Haaretz titola un articolo dedicata a Lorenzo Cremonesi e al suo rapimento-lampo di Gaza. “Avanti popolo” perché Cremonesi viene descritto come un estremista di sinistra. Non so se sia vero, ma il giornalista-saggista Tom Segev scrive che Cremonesi “was among the supporters of the Red Brigades“. Lo stesso Cremonesi qualche giorno prima del rapimento pare abbia detto alla televisione israeliana che in Iraq, da ostaggio, varrebbe 10 milioni di dollari. Spero che entrambe le notizie siano false.

19 settembre

Il mondo alla rovescia

Oggi Rep. è un giornale formidabile. Pubblica un editoriale di prima pagina nel quale spiega che l’Onu vende solo fumo. Simpatici questi republicones. I quali però dopo aver devastato per un intero articolo le Nazioni Unite di oggi e di ieri si contraddicono nelle ultime righe scrivendo che un prossimo Segretario generale riuscirà a riformarle.
Poi c’è un’intera pagina di racconto della Clinton Global Initiative con i leader del centrosinistra italiano che sparano a zero sul fallimento dell’Onu, di Kofi Annan e della sua riforma. Io ve l’avevo detto che dopo quell’articolo del New York Times si sarebbero appropriati del “fallimento dell’Onu”. Sono meravigliosi. 

19 settembre

Il calore di prima

Non ho mai letto Alberoni, nonostante abbia un pregiudizio positivo fin da quando la fidanzata top model del consigliere personale di Bill Clinton una sera a cena in un locale a Soho mi disse che quando abitava a Milano tutte le settimane ritagliava l’articolo di Alberoni dalla prima pagina del Corriere. Non ho mai letto neanche la rubrica di Alberoni su Io Donna, anche perché non sapevo che ci fosse. Poi sabato l’ho letta. Leggetevela e commentatela voi:
“In tutto il mondo ho sempre avuto un pubblico prevalentemente femminile, dovunque andassi incontravo delle fan che mi ammiravano e mi volevano bene. Mi chiedevano autografi, mi ponevano delel domande, mi stringevano le mani, volevano fare insieme una fotografia. Mi sentivo capito, stimato e amato. Quando sono diventato presidente della Rai, improvvisamente mi sono trovato circondato da donne, spesso giovani e belle, che mi chiedevano incontri, mi invitavano a feste, ma non gli interessavo né come persona né come scrittore. Ero soltanto uno a cui chiedere una rubrica televisiva, un finanziamento, la parte in una fiction. Non ho più avuto un rapporto umano e non mi sono mai sentito così inutile e solo. Solo dopo aver lasciato quella stupida carica ho ritrovato il calore di prima”.

19 settembre

“Sofri e Rocca rappresentano la preistoria del blog in Italia”

Mario Adinolfi su Europa (che credo rappresenti la modernità del Popolo).

18 settembre

“Jayson Blair in a cocktail dress”

Attacchi in grande stile ad Alessandra Stanley, la critica televisiva (naturalmente anti Bush) del New York Times. Finanche il WP le dà torto in una polemica contro Geraldo Rivera della Fox. Qui l’elenco delle correzioni ai suoi pezzi, non un grande record.

18 settembre

La stampa liberal

Pur di andare contro la democrazia in Afghanistan (avete presente quel paese che l’11 settembre era dei talebani e di Bin Laden e ora è sovrano e vota ogni due minuti?) i giornali come il Financial Times e il Washington Post fanno dire a Emma Bonino cose che non ha mai detto e si inventano che lei “was one of those who condemned the U.S. intervention against the Taliban, which she said would “all but doom” millions of Afghans “to death”.
Capito come funziona? Qui si tratta di una cosa italiana e quindi ci è più facile capire che è una balla. Quando si tratta di cose americane, questi scrivono le stesse baggianate e poi Zuccopycat e Caretto “prendono spunto, riportano sui giornali italiani e infine gli allocchi ci cascano. Come il mio collega Stefano Di Michele, il quale ieri sul Foglio ironizzava su chi ha scritto che Bush non ha colpa dei disastri di Katrina (cioè io) poco prima che Bush ammettesse le sue responsabilità. Solo che è un falso, non s’è preso la responsabilità dei disastri, come ho scritto qualche giorno fa e come naturalmente ha notato il New York Times (che sarà di parte ma è un giornale più furbo e onesto dei nostri). 

18 settembre

L’inchiesta vecchio stile

Non c’è definizione più abusata di questa nel mondo giornalistico, però se prendete il nuovo libro di Maurizio Molinari e Paolo Mastrolilli, L’Italia vista dalla Cia, la definizione è appropriata. I due giornalisti della Stampa hanno spulciato negli archivi della Cia e del Dipartimento di Stato migliaia e migliaia di pagine relative all’Italia. Ne è venuta fuori una storia d’Italia vista dalla Cia. Complimenti.

18 settembre

Michael Kinsley dimissionato dalle pagine op-ed del Los Angeles Times

Ha fondato Slate, ha condotto Crossfire, ha svecchiato le pagine degli editoriali del LAT

18 settembre

L’uragano Bush

Il presidente rilancia e la sinistra liberal è in imbarazzo.

17 settembre

Nota per i catastrofisti

I morti di Katrina accertati sono 710, non 10 mila né 25 mila. L’uragano ha colpito un’area di 233 mila chilometri quadrati, quasi quanto l’Italia. Ora immaginatevi un uragano della forza di Katrina su tutta l’Italia, da Trento a Trapani, e poi provate ancora a dire che in America i piani locali e federali non hanno funzionato.

17 settembre

Nota per il mio amico Gianni Riotta

Dice che su Katrina Bush ha diviso l’America ma non si rende conto che sono i giornali e gli editorialisti liberal ad aver provato ancora una volta a dividere l’America (riuscendoci peraltro). Eppure Donna Brazile, democratica, femministra, nera, di New Orleans nonché la Karl Rove di Al Gore alle elezioni del 2000, oggi ha scritto sul Washington Post un editoriale con questo titolo: I Will Rebuild With You, Mr. President
Questo il finale: Mr. President, I am ready for duty. I am ready to stir those old pots again. Let’s roll up our sleeves and get to work”.

17 settembre

Paul Krugman danneggia la credibilità del New York Times

(Lo dice il garante dei lettori dello stesso NYT) E’ successo che il garante del NYT due settimane fa aveva fatto notare un errore (uno dei tanti), anzi diciamo una falsità, nell’editoriale di Paul Krugman. Krugman non ha mai smentito e nonostante le regole interne del Times impongano di correggere anche sul web, non è successo niente. Krugman, una specie di Giulietto Chiesa americano (con buonapace di Furio Colombo che a Controcorrente Sky ne ha parlato come di un autorevole e imparziale editorialista, peraltro dopo aver detto che la Brookings Institution è un centro studi conservatore…), ha invece fatto una finta smentita (parole del garante). Ma leggetevi la requisitoria del Public editor.

17 settembre

La mamma anti Bush

Cindy Sheehan ora chiede a Bush di ritirare le truppe da… New Orleans:
“George Bush needs to stop talking, admit the mistakes of his all around failed administration, pull our troops out of occupied New Orleans and Iraq”.
Una mamma che ha perso un figlio (un figlio che volontariamente è andato in Iraq) è giustificata, qualsiasi cosa dica. Non è giustificabile che i giornalisti liberal e di sinistra sfruttino il suo dolore e la sua disperazione per abbattere una presidente che non accettano. Sugli idioti che ci cascano non mi pronuncio affatto.

17 settembre

Il nostro Galloway

La Stampa pubblica, e non si vergogna, un editoriale di Giulietto Chiesa contro la democrazia in Afghanistan, mentre i talebani uccidono i candidati e gli afghani provano per la prima volta a contare qualcosa.

17 settembre

I libri Mondadori

Oggi mi è arrivato un libro Mondadori dal titolo “Giuffrida – il mio sogno di campione”. Non ho mai visto una presa per i fondelli come questa. Per 10 euro si comprano 110 piccole pagine a loro volta rimpicciolite da un’impaginazione tipo quaderno a quadretti. Le pagine contengono una o due frasi ciascuna di questo tipo: “Grazie a Campioni vengo riconosciuto quasi subito nei locali”. Quasi.
oppure
“La speranza è l’ultima a morire. La mia volontà morirà con essa”.
oppure
“Sono single. Perché non ho trovato la pesona giusta e soprattutto perché non mi voglio legare”.
oppure
“Leggo solo il Corriere dello Sport”
oppure
“Incontrada o Hunziker? Pijo tutto”.
oppure
“Ho un ottimo rapporto con la mamma. Non abbiamo mai dovuto discutere sugli orari di rientro”
oppure
“Infinito di Raf è la mia canzone preferita”
oppure (la mia preferita)
“Alcuni anni fa accesi il Televideo alla pagina 201, quella dello sport, e lessi la notizia di un giovane sconosciuto che era stato comprato dal Milan. Quel giorno mi dissi: ‘Anch’io voglio leggere il mio nome sul Televideo’. OGGI QUEL SOGNO SI E’ AVVERATO”
(segue)

16 settembre

L’Iraq libero parla all’Onu, l’Onu lo critica. Fascino e tragedia del comunismo, secondo Muravchik

Due brevi note sul Foglio

16 settembre

O Fracasso sbarca in Portogallo

Non c’è il link all’estratto del libro pubblicato da Courrier Internacional portoghese, ma è fantastica la traduzione del titolo del libro: “Contra a Onu – O fracasso das Nações Unidas e a ideia formidável de uma aliança de democracias”

16 settembre

Sul Foglio e online

Una sintesi del dibattito Hitchens-Galloway. Si può ascoltare qui (cliccate e poi fate partire il secondo file). Fantastico.

16 settembre

Ipaleocon lodano i Sigur Ros

16 settembre

88 per cento

La democrazia si può esportare o no? L’ultimo sondaggio (per quello che valgono i sondaggi) dice che l’88 per cento degli iracheni (l’88 per cento) parteciperà al referendum sulla Costituzione il prossimo 15 ottobre

16 settembre

Dopo Gandhi, Michael Ledeen

Eli Lake, sul NY Sun, spiega perché i pacifisti sono violenti e i veri nonviolenti sono i rivoluzionari democratici alla Ledeen
(previsti 4 mila interventi anti Capezzone sui forum radicali)

15 settembre

Se tu, lucasofri, eustonstation, consigli-a-lapo e io

Oggi è capitato che tutti insieme, compreso chi riceve i consigli da emmebi, eravamo alla Triennale a festeggiare la Grande Punto

15 settembre

Galloway, Jane Fonda e i Monologhi della Vagina, il trio Tafazzi in tour americano

15 settembre

I primi dieci anni del Weekly Standard

Un piccolo settimanale d’opinione, praticamente coetaneo di un piccolo quotidiano d’opinione

14 settembre

On proporzionale

Camillo è iper maggioritario, considera l’attuale legge una iattura e crede che l’unica riforma possibile sia l’abolizione della quota proporzionale e il ritocco della Costituzione in funzione maggioritaria. Detto questo, la mossa del Cav. mi pare geniale. Non sono d’accordo, ma è intelligente (non per uno statista, ma per il Cav). La critica secondo cui la legge elettorale non va fatta prima delle elezioni non sta in piedi (è ovvio che va fatta prima; dopo non ha senso anche perché sarebbe necessario rivotare, tanto che il cambiamento della legge elettorale costituisce per la dottrina uno dei tre motivi di scioglimento delle Camera). Fantastico assistere all’imbarazzo dei maggioritari nel Polo e dei proporzionalisti dell’Ulivo. Il paradosso è che con l’attuale semi-maggioritario (un sistema che favorisce la governabilità rispetto alla rappresentanza) abbiamo seimila partitini, mentre col possibile nuovo proporzionale (un sistema che garantisce la rappresentanza) non ci sarebbero più i pecorari scani, i mastella, i di pietro, i comunisti unitari, i comunisti italiani, i socialisti, forse neanche la lega né l’orribile Udc.
E di per sé il Paese non ne soffrirebbe.

14 settembre

La regola dei vent’anni si accorcia

Sapete qual è, no? La sinistra solitamente riconosce venti anni dopo i fatti di aver detto un sacco di stupidaggini venti anni prima. La regola vale ancora, ma il mea culpa temporale si accorcia. Dai giornali di oggi apprendiamo che la sinistra mondiale si è accorta che John Bolton è un grande mediatore, addirittura “l’angelo dei negoziati” (Corriere dela Sera), che Paul Wolfowitz non è un lupo, ma un agnellino buono buono (La Stampa) e che la guerra americana per esportare la democrazia in Afghanistan e metterci Hamid Karzai è una figata pazzesca (Libero che racconta il libro della deputata diessina Elena Montecchi).

14 settembre

Bush ha chiesto scusa

Avete letto i giornali italiani, Rep. in testa, no? Pare che Bush si sia assunto la responsabilità del caos post uragano. E’ vero, ma con una precisazione: solo per quel che riguarda la competenza del governo federale. La frase è questa: “Katrina exposed serious problems in our response capability at all levels of government, and to the extent that the federal government didn’t fully do its job right, I take responsibility”. Tutti i “levels of government” non vuol dire “tutti i livelli di governo”, ma “tutti i livelli dello Stato”, come è ovvio in uno Stato federale che ha diversi livelli di responsabilità, quello locale, quello nazionale e quello federale. Per quanto riguarda quello federale “to the extent that the federal government…”, si è preso come è ovvio la resposansabilità piena del lavoro svolto male. Non s’è preso, dunque, nessuna responsabilità per il “first response” che spettava al livello locale e nazionale.

14 settembre

All’incredibile non c’è mai fine

L’Herald Tribune ha pubblicato un editoriale di Benon Sevan, il responsabile Onu del programma Oil for Food. Un tizio screditato e ormai scaricato da tutti, dall’Onu, da Kofi Annan, indagato da un giudice federale americano e accusato di corruzione dalla Commissione indipendente guidata da Paul Volcker. Ebbene Benon Sevan scrive che il programma ha funzionato (certo, per lui) ed era quasi perfetto. Neanche una parola sui 21 miliardi (miliardi, non milioni) di dollari creati dal programma gestito da questo signore cipriota. Dice che il caso è stato creato dalla Fox News e dal Wall Street Journal. E l’Herald Tribune ha pubblicato.

14 settembre

The Berliner Guardian

Al secondo giorno del nuovo Guardian posso dire che la grafica è bellissima, anche se la versione che esce in Italia ha soltanto la prima pagina a colori. I nuovi caratteri sono eleganti e molto leggibili. I colori tendenti al blu molto gradevoli. Prima pagina innovativa, con la testata a trequarti pagina. La grande novità è il formato Berliner, cioè quello di Le Monde. Be’, è fantastico, maneggevole, autorevole. Peccato solo che, accoppiato alle grandi fotografie, lasci agli articoli pochissimo spazio. Il paradosso è che le opinioni diventano più lunghe degli articoli (nella pagina op-ed non ci sono le foto). Risulta di difficile digestione la pagina con i tre editoriali non firmati perché si estendono in orizzontale, non in verticale. Pessimo il G2, più brutto di quello precedente: praticamente è stampato su fogli A4. In generale complimenti per il gusto, per il coraggio (che i nostri giornali non hanno avuto in pieno, sprecando l’opportunità concessa dal full color) e per il risultato finale. Quando questa bella veste grafica sarà riempita di articoli decenti, il Guardian diventerà il mio giornale preferito.

14 settembre

“Long Live Bolton”

Il radicale Matteo Mecacci, rappresentante all’Onu e uno dei pochi italiani che sa di che cosa sta parlando, spiega perché dobbiamo dire grazie al cattivo John Bolton, il quale ci ha evitato il papocchio sponsorizzato dalle dittature e dai violatori dei diritti umani. Sarà fantastico quando Daniele Capezzone dovrà spiegarlo a Rosi Bindi e Pecoraro Scanio (ammesso che l’Unione accetti i radicali, ché è capace pure di non farli entrare).

13 settembre

Scalfarotto (1. fine)

Non mi ero mai occupato di Ivan Scalfarotto, un po’ perché nutrivo nei suoi confronti un pregiudizio positivo per la scelta solitaria di candidarsi che non volevo macchiare ascoltando le sue idee, un po’ perché queste primarie all’italiana sono una cosa ridicola. Oggi, però, mi è capitato di ascoltare un minuto del suo filo-diretto su Radio Radicale. L’intervistatore gli ha chiesto: “Chi è Ivan Scalfarotto?”. E lui, col tono di chi ha appena compiuto un coraggioso atto di sabotaggio oltre le linee nazifasciste: “Un cittadino che ha preso l’aereo per andare a votare per Zaccaria”. E ho chiuso con Scalfarotto.

13 settembre

Contro l’Onu sbarca in Francia

Courrier International pubblica un estratto del libro tratto da Ideazione

13 settembre

Ancora un altro e-mail sul portafoglio

“E’ la prima volta che sento degli uomini che si sfidano a colpi di io ce l’ho più piccolo del tuo. Freud avrebbe molto da ridire”

13 settembre

Uno dei tanti e-mail

“Appena arrivati dall’America ben 2 portafogli All-ett che ahimè devo
riconoscerlo mi hanno cambiato la vita, ora tiri fuori questa storia del
portafoglio sottile in pelle……Che allah ti maledica
PS dove li trovo? giuro a Luca Sofri non lo dico”

13 settembre

Riformare l’Onu? Il New York Times suggerisce di chiuderla

13 settembre

Prodi ne dice una giusta, per una volta

E la destra risponde con le solite stupidaggini. Parlo delle unioni di fatto, ovviamente. Ma gli editorialisti di sinistra non sono da meno. Michele Serra, per esempio, esprime il suo odio antropologico e se la prende con la “destra teocon”. Ovviamente non dice, probabilmente perché non lo sa visto che legge Rep, che George Bush è favorevole alla parificazione dei diritti delle coppie gay con quelli delle coppie eterosessuali.

13 settembre

W Aldo Grasso

Che sia il miglior critico televisivo è noto. Ma la sua column di oggi a proposito del ridicolo documentario Sky su Michael Moore e delle stupidaggini dette colà è un capolavoro di ironia e sarcasmo.
(Credo on line sul Corriere solo a pagamento)

13 settembre

La Iena ieri sera è rimasta a casa

E Matrix è stato piacevole, specie per la presenza della medica legale col dito in bocca che deve aver fatto perdere la testa al regista.
(Matrix è stato istruttivo anche per la presenza di Piero Colaprico, valente cronista di Repubblica: come sono giustizialisti i republicones, non c’è nessuno. Anche quando di mezzo non c’è la politica, è proprio una passione)

13 settembre

Portafogli

Ora che ho stuzzicato Luca e altri a scovare il portafoglio più sottile del mondo, dopo averli convinti a comprarlo e provveduto a cambiargli la vita, mi semba brutto non fargli sapere che ne ho anche un altro: il più sottile del mondo, ma in pelle. Trovatelo.

12 settembre

Ho ricevuto

Molti e-mails sulle trasmissioni di Raitre sulla marcia di Assisi e sull’11 settembre. Pare siano state dette cose inenarrabili. Ma la colpa è vostra che guardate Raitre. In realtà anch’io ho un po’ di colpa: ho visto su Sky un documentario a proposito della fiction di Michael Moore intitolata Farhenhei 9/11. Nel documentario c’erano parecchi giornalisti italiani, i quali con l’eccezione di Toni Capuozzo dicevano cose pazzesche. Mai quanto quelle pronunciate mercoledì da Lilli Gruber da Mentana, con Mentana silente. Uno dei motivi per cui non partecipo (quasi) mai ai talk show è proprio questo: è tempo sprecato.

12 settembre

A poco a poco

Ci arriva anche il New York Times, che oggi propone di abbandonare l’Onu e di sostituirlo con un nuovo organismo simile alla Nato. Non proprio un’alleanza delle democrazie, ma insomma siamo lì. Forza, cari ragazzi. Fate un altro sforzo e poi dell’idea si approprierà Repubblica.

11 settembre

11 settembre, quattro anni dopo

La nuova America. I liberal si appropriano del più cattivo di tutti: Allan Bloom

10 settembre

Why Schroeder is unfit to lead Germany

Insolitamente astioso primo editoriale del Los Angeles Times sul cancelliere tedesco (uscente?). Roba che se l’avessero scritta su Berlusconi domani ci sarebbero paginate dei giornali e girotondi (scusate la ripetizione).

10 settembre

Fenomeni

Il Foglio oggi riporta i due seguenti estratti da due diversi editoriali del New York Times, uno precedente a Katrina e uno successivo. Divertitevi:

“Chiunque abbia a cuore una spesa pubblica responsabile e la salvaguardia dei fiumi e delle zone paludose d’America dovrebbe prestare attenzione a una legge che ora è in Senato (…) c’è uno spreco di 2,7 miliardi di dollari per mettere a posto il Mississippi.(…) Questa è una pessima legge”.
editoriale del New York Times (13 aprile 2005)

“La nazione chiederà presto perché gli argini di New Orleans erano così inadeguati (…) Perché il Congresso, prima di andare in vacanza, stava tagliando il budget destinato a sistemare gli argini?”.
editoriale del New York Times – (1 settembre 2005)

Il Foglio, 9 settembre

Ich bin ein Berliner

Dal 12 settembre il Guardian uscirà in formato Berliner, vale a dire che sarà stampato in un formato come Le Monde

8 settembre

Kerry ha vinto i dibattiti: 3 a 0

Non credo mai a i sondaggi, ma quelli che ci si abbeverano sappiano che il sondaggio Gallup su Katrina dice questo alla domanda su chi siano i responsabili dei problemi post uragano a New Orleans:

  • No One: 38%
  • State/Local Officials: 25%
  • Federal Agencies: 18%
  • President Bush: 13%

(Oggi La Stampa non la racconta esattamente così: mette insieme federal agencies e Bush e non considera la maggioranza relativa che, giustamente, dice “nessuno”. Risultato? La maggioranza degli americani secondo La Stampa dice che è colpa di Bush. Geniali)

8 settembre

Osservatorio Caretto-neocon

Oggi Caretto ha citato due volte i neocon in contesti nei quali non c’entrano niente. Zampaglione, su Rep., soltanto una.

8 settembre

Tra un po’ arriverà, lo sento

Il cretino che spiegherà la morte di Renhquist e le polemiche sulla Corte Suprema come un’abile mossa di Karl Rove per far dimenticare Katrina.

6 settembre

Ancora sullo sciacallaggio

Ieri John Tierney sul New York Times e Bob Williams sul WSJ (ma anche molti altri su giornali minori) hanno spiegato, come avete già letto ieri su Camillo, che “la prima risposta” spetta alle autorità locali. Mi segnalano che da qualche parte sulla rete il mio articolo viene accusato di non aver detto di una nuova legge sulle emergenze che concede nuove competenze a Washington. Chiunque abbia letto il pezzo, ed è qui, può notare che invece ho scritto esattamente questo: e cioè che grazie alla guerra al terrorismo e alle misure adottate da Bush ora il governo federale è più pronto rispetto all’era pre-11 settembre. Se volete i dettagli, i quali confermano l’assoluta prevalenza del livello locale sul federale, basta leggersi le leggi (qui, qui e qui). Ovviamente non ce ne sarebbe bisogno: solo un idiota o un ignorante o uno sciacallo può spacciare come una notizia la bestialità secondo cui una legge ordinaria supera ciò che prevede la Costituzione. Ma gli sciacalli sono fatti così.

6 settembre

Lo sciacallaggio mediatico continua

Così provocherà una svolta di destra

5 settembre

Tutti pazzi per Katrina

Così una tragedia americana in Italia ha dato libero sfogo al circo mediatico antiamericano

3 settembre

A Capalbio, a Capalbio

3 settembre

CONTRO L’ONU sbarca in Catalogna

3 settembre

La grande manipolazione sulla mamma anti Bush

I giornali italiani raccontano Cindy Sheehan come se fosse una casalinga normale, moderata, mainstream America. Ma è un falso. 

2 settembre

Servizio pubblico

Ricevo da un amico lettore questo fantastico e-mail:
“Ho un problema. Mi sono dimenticato di registrare la prima puntata del processo di biscardi, quella del record assoluto, lunedì scorso, e così me la sono persa. Chi mi può mandare un dvd? Dove si compra? Tu che hai amici a La7, mi procuri un numero di telefono dove fare questa richiesta? A pagamento, ovvio”.

2 settembre

Se ce lo dicevate prima

Oggi,improvvisamente, a Repubblica scappa detto che tutto quanto ci ha raccontato in questi anni a proposito del presunto “laicismo” del regime di Saddam (il mantra della sinistra ignorante che il cielo ci ha assegnato) era una bufala.
Bernardo Valli, oggi nel suo editoriale:
“Il laicismo alle origini del partito Baath s’è estinto da un pezzo in Iraq. Lo stesso Saddam l’aveva archiviato per avere, nell’emergenza della guerra contro l’Iran, (1980-1988), l’aiuto delle moschee e sollecitare il sostegno popolare”.
Sono fantastici.

1 settembre

“Stile semplice, ma non semplicistico”

Contro l’Onu. Recensione su Oggi7, il settimanale di America Oggi.
Recensione anche sul blog Daw.

1 settembre

Ann e Obama

1 settembre

Come si vince in Iraq

Il saggio più letto e citato oggi a Washington

1 settembre

Una vita da trequartista

Ieri Daniele Bellasio è diventato vicedirettore del Foglio.

1 settembre

Sito straordinario e inutile

Grazie allo straordinario e utile Leibniz

1 settembre

And the winner is

CONTRO l’ONU ha vinto il Premio Capalbio

1 settembre

Rieccoci

Sono successe tante cose. Il disastro di New Orleans che secondo Zuccopycat e secondo la sinistra è colpa di Bush e della mancata ratifica di Kyoto. Poi l’ultima spaventosa strage a Baghdad. La bella Costituzione irachena. Con poca sharia, come avevamo previsto un mese fa. I giornali italiani, Rep. in primis, improvvisamente non ne parlano più. Ci hanno fracassato le scatole con il pericolo sharia, che non c’era, e ora che non c’è fischiettano e fanno finta di niente. Non parlano più nemmeno di Valerie Plame, la donna che avrebbe dovuto far cadere Bush nel mese di giugno. Su quella del mese di agosto, la mamma pacifista Cindy, sono state scritte così tante cose inesatte che è meglio lasciar stare.

1 settembre

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