Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Archivio blog – Luglio 2006

Ferie d’agosto

Fiducioso che a giorni una commissione di saggiformata da tarcisio burgnich, luisito suarez e graziano bini possa finalmente assegnare a Moratti quel Festivalbar che insegue da anni e che, sinceramente, merita tanto tanto tanto.

30 luglio

Ultima puntata di Prima Pagina su radiotre

30 luglio

Mel Taliban Gibson

No, non è antisemita. Solo ubriaco. Soltanto ubriaco.

30 luglio

Una domenica bestiale

Da non perdere l’intervista del Manifesto a Franca Rame (dove dice che ha votato no all’indulto “per gli operai morti” e che teme che “ne usufruirà anche il commercialista che ci ha sottratto un milione di euro del premio nobel che avrebbe dovuto aiutare il comitato dei disabili” e molte altre amenità), l’editoriale di Nando Dalla Chiesa sull’Unità dal titolo “Il trenino dell’impunità” e, sempre sullo stesso giornale, la paginata di Sergio Staino sull’influenza nefasta di Marco Travaglio sulla sinistra italiana (e non solo).

30 luglio

Grande Slam

L’Inter l’anno scorso ha fatto il Grande Slam. Che squadrone. Pensateci: scudetto (non importa che glielo abbia assegnato un suo ex consigliere d’amministrazione), la supercoppa italiana (non importa che l’abbia vinta per una svista arbitrale dell’unico arbitro condannato, De Santis), la Coppa Italia (volete che nel raccordo anulare non abbiano da protestare?). Però tutto meritato.

30 luglio

Sempre più in basso

Il New York Times appoggia il miliardario chic Ned Lamont alle primarie democratiche del Connecticut contro l’ex quasi vicepresidente democratico di Al Gore, cioè contro Joe Lieberman. Le ragioni? Il Times vuole distruggere definitivamente la nobile ed (ex) maggioritaria tradizione politica del liberalismo della sinistra americana. Tenete conto che Clinton marito e moglie stanno con Lieberman. Se Lamont dovesse vincere e Joe Lieberman fosse sconfitto, i repubblicani e i conservatori potrebbero brindare e fare campagna sullo stato del partito democratico che preferisce andare dietro a qualche Beppe Grillo piuttosto che a un bravo, rispettabile e preparato senatore specie sulle questioni più importanti del momento. Lieberman, dalla sua, può sperare nei mille fallimenti della pagina degli editoriali del NYT, poi eventualmente candidarsi da indipendente.
PS
Già che c’era, il Times ha invitato con un altro editoriale a votare contro la conferma di John Bolton come ambasciatore Onu. Bolton sarà confermato a breve, grazie al cielo.

30 luglio

E’ fatto così, anche quando dorme

“L’altra notte ho fatto un sogno. Una Procura della Repubblica, non so bene quale, concludeva una clamorosa inchiesta su una banda di delinquenti accusati di non so bene cosa. Da migliaia di bobine emergevano una decina di nomi di uomini politici…”
Questo l’incipit dalla rubrica di Marco Travaglio su A, che credo sia il femminile del Riformista (nota per Denise Pardo: sì, definire A il femminile del Riformista è un’affettuosità nei confronti di Grazia28 luglio


Que viva Rutelli

“E’ indubbio che non possono essere in pace tra loro due stati, uno dei quali neghi la possibilità d’esistenza dell’altro. Ma la storia insegna pure che non è possibile una convivenza positiva tra due stati se uno di questi è democratico e l’altro è antidemocratico”.

28 luglio

Calciopulitopoli e altro

28 luglio

Caro Cobolli Gigli,

Bell’articolo di Gianluca Mercuri su City

27 luglio

Assegnato all’Inter il Tour de France

(grazie a Sergio)

27 luglio

Prima pagina

La puntata di oggi. Ancora fino a domenica, la mattina (molto presto) su Radiotre.

27 luglio

Scoop: l’Inter potrebbe perdere lo scudetto (no, non il prossimo – quello è già perso – ma quello appena conquistato)

I cosiddetti saggi di Guido Rossi per sanzionare il campionato “falsato” (diciamo così) del 2004-2005, hanno falsato apertamente quello del 2005-2006, in quanto questo non era oggetto di alcuna indagine e con Pairetto e Bergamo in pensione. Uno già dovrebbe fargli i complimenti soltanto per questo capolavoro, che neanche Moggi ai tempi del Napoli. Ma lo scoop è questo: finalmente si capisce quale sia il famoso illecito sportivo “concettualmente ammisibile” contestato alla Juve nella prima sentenza Caf. Vi ricordate? La Juve è stata condannata per aver usufruito di “vantaggi in classifica” diversi da quelli ottenibili dall’alterazione del risultato o dello svolgimento di una partita. Nessuno aveva capito come si potessero ottenere vantaggi in classifica senza aver taroccato le partite, ma ora la decisione di Guido Rossi di assegnare lo scudetto all’Inter l’ha spiegato alla perfezione. Eccola finalmente la fattispecie delittuosa: una decisione di Palazzo (presa peraltro da un ex consigliere di amministrazione dell’Inter) ha concesso “vantaggi in classifica” alla medesima Inter (retrocedendo la Juve e togliendo 30 punti al Milan), nonostante l’Inter non abbia taroccato alcuna partita. Illecito sportivo ex articolo 6, secondo la giurisprudenza Ruperto. Ci fosse un giudice serio: scudetto revocato e Inter in B.

27 luglio

Il calcio era pulito

Una sentenza quasi perfetta, solo troppo severa, smonta il complotto da bar dello sport

27 luglio

Io lo compro Il dvd dello scudetto dell’Inter

27 luglio

Sabato sera tutti ad attraversare ieraticamente

La superiorità di Silvio Berlusconi: “Non è vero che a Marrakech ho ballato, ho solo attraversato ieraticamente la sala”.

27 luglio

I Cobolli e i Gigli

Sanno della nuova sentenza Bosman della Corte Europea, del 18 luglio? L’avvocato Jean Louis Dupont, il legale del caso Bosman, ha spiegato che con quella nuova sentenza “un tribunale sportivo non può infliggere un danno economico sproporzionato alle società”, le quali sono sì sportive, ma restano comunque aziende in concorrenza tra loro. Secondo me non lo sanno.

26 luglio

Una questione d’onore

Un libro spiega l’ossessione islamica per ottenere il rispetto del proprio clan

26 luglio

Verdelli dello Sport

Carlo Verdelli è un bravo giornalista, straordinario quando ha diretto Vanity Fair (full disclosure: ho lavorato benissimo con lui), ma come direttore della Gazzetta si è dimostrato inadeguato. Non solo perché ha trasformato quel giornale in Micromega dei poveri, tra l’altro non accorgendosi di sputtanare le cose che quel giornale ha scritto negli ultimi due anni. Ma è inadeguato perché non ha idea di ciò di cui parla (del resto è interista). Ieri l’ho sentito a Sky, diceva cose che non stavano né in cielo né in terra, parlava di arbitri designati da Moggi (cosa esclusa pure dalla sentenza), insisteva sul sistema (escluso addirittura da Palazzi, ma la Gazzetta non l’ha scritto) e di campionati così predeterminati che, secondo lui, finivano a gennaio (certo, forse per l’Inter). Ai tempi, Carlo dirigeva giornali non sportivi, quindi forse merita un ripasso: i campionati sono finiti quasi tutti all’ultima giornata, spesso con sorpassi in volata incredibili e entusiasmanti (ricordo la Juve sulla Lazio, il Milan sulla Lazio, la Lazio sulla Juve, un grande pareggio della Roma a Torino che ha fermato la rincorsa della Juve, la Juve sull’Inter il 5 maggio e gli ultimi due campionati in parità fino a pochi minuti dalla fine e decisi dallo scontro diretto). Mamma mia, ragazzi.

25 luglio

Una cosa buona questa sentenza ce l’ha

Tutti i Torquemada e i giornalisti giustizialisti e i Liguori hanno avuto la conferma ufficiale che tutte le loro teorie da bar dello sport, con rispetto parlando del bar dello sport, erano campate in aria. Lo scandalo non è l’assoluzione di tutti tranne la Juve, lo scandalo è che le baggianatedette da tutti questi personaggi (e accusate senza colpo ferire da quei geni di Torino) hanno impedito alla Corte federale di assolvere anche la Juventus.

25 luglio

Ve l’avevo detto

La vera condanna per la Juve non è la serie B, che è di suo scandalosa, ma avere una serie di Moratti senza soldi a capo della squadra, un presidente come Cobolli Gigli, amministratori francesi, allenatori di pallavolo, ex campioni bolliti e avvocati che chiedono condanne e sulla serie A dicono “non esageriamo”. Ma l’avete sentito su Sky, Cobolli Gigli impegnato a smentire la vendita di Cannavaro mentre passavano le immagini di Cannavaro al Bernabeu con maglietta bianca numero 5 e poi in sede mentre firma il contratto?

25 luglio

Il golpe è stato completato

Solo la Juve in B, per non aver taroccato nessuna partita, per non aver richiesto nessun arbitro, per non aver chiesto nessun guardalinee (al contrario del Milan). Condannati per “vantaggi in classifica” diversi dall’aver tentato do modificare i risultati delle partite. Arbitri assolti. Carraro assolto. Nessuna cupola. Eppure retrocessione, penalizzazione, due scudetti tolti,compreso quello pulito anche per i giudici, e via dalla Champions per almeno due anni. Il Milan, invece, riammesso alla Coppa. Una vergogna totale, completa, assoluta. Complimenti vivissimi alla proprietà, agli avvocati e alla dirigenza della Juventus.

25 luglio

La febbre della democrazia

25 luglio

Per chi suona la betulla

Andrea’s version di oggi:
Bisogna dare atto dell’onestà di Federico Rampini. Non era facile per un giornale come Repubblica, impegnato contemporaneamente contro la guerra al terrorismo in favore dell’intelligence, e nella guerra contro l’intelligence in favore di Gianni De Gennaro, non era agevole, dicevamo, riportare per filo e per segno come Ernest Hemingway, dicasi Hemingway, pure Hemingway, fosse stato ingaggiato a suo tempo dal governo di Washington in qualità di agente dei servizi segreti americani. E come mandasse dettagliati rapporti sulla Cina di Mao alle prese coi nazionalisti di Chiang Kai-shek. E quanto avesse preso gusto allo spionaggio, e come volle dare vita addirittura a una sua piccola agenzia di barbe finte, e come tutto ciò non lo facesse apparire, nel suo paese, né uno stronzo vivente, né un pervertitore di etiche, né un devastatore di professionalità. Complimenti alla schiettezza di Rampini e di Repubblica, dunque. Anche se, in tutta sincerità, dovrebbero ammettere che sarebbe stato effettivamente complicato tenere nascoste le gesta del gigantesco autore di “Per chi suona la betulla”.

25 luglio

Al direttore

Oggi, 25 luglio, il Gran Consiglio sfiducia Moggi.
Christian Rocca

25 luglio

7,15 – Prima Pagina, Radiotre

Da lunedì mattina fino a domenica 30 condurrò la rassegna stampa di radiotre, sempre che mi svegli in tempo.

23 luglio

24

Ho finito di vedere la V serie di 24, grazie a Passannanti. Avessimo Jack Bauer, Hezbollah avrebbe già chiuso i battenti e il campionato di calcio non avrebbe subito un golpe.

23 luglio

I Miserabili

Lo Scudetto 2005-2006 tolto alla Juventus è una vergogna doppia, che va oltre la questione del plotone d’esecuzione chiamato Caf. La stagione 2005-2006 non è oggetto di indagine. La cosiddetta indagine su calciopoli riguarda la stagione precedente. Quella dell’anno scorso è pulita anche per Borrelli & co. Non c’è nessuna indagine. Non c’è nessun indagato. Perfino i designatori non erano più i Bergamo e i Pairetto. Che cosa c’entra togliere lo scudetto dell’anno scorso, anzi addirittura reclamarlo? Chiedete e prendetevi quello oggetto di indagine (anche se io, personalmente, non ve lo do). Ma come si fa a togliere sia quello che questo che non è sotto inchiesta. Domanda: se avessero scoperto un illecito della Juve o del Milan nel 1996, avrebbero dovuto togliere lo scudetto di quell’anno o anche tutti gli scudetti successivi fino a oggi? Come mai nessuno lo scrive, come mai nessuno lo fa notare? Sul nuovo corso della Juve, un pietoso velo.
PS
Oggi almeno c’è Piero Ostellino, sul Corriere, a ragionare.

22 luglio

Lo scandalo è il (non) segreto di Stato

Il Foglio, 22 luglio

L’avranno sostituito per questo, Colao?

Da un paio di giorni il Corriere cartaceo su Internet è a pagamento. Costa 15 euro al mese o 120 euro anni oppure 450 euro all’anno per accedere anche all’archivio. Bene, il New York Times costa 49 dollari e 50. Più di dieci volte meno del Corriere. Auguri.

22 luglio

“Le scrivo in risposta”

Ho appena ricevuto una mail di critica feroce a un pezzo (naturalmente straordinario) che ho scritto nel 2002. Sì. “appena ricevuto” e “2002″. Eccola:
Caro Signor Rocca,
Le scrivo in risposta ad un suo articolo del 2002 sul quartetto (Pino Daniele; Francesco De Gregori, Fiorella
Mannoia, Ron) in Tour. Mi dirà son passati ormai 4 anni, ma proprio non mi riesce ternemi dentro questo “sfogo”. In primo luogo, questo articolo fa letteralmente piangere, non capisco se il suo era un attacco contro questi artsiti (che stimo moltissimo) o verso i suoi colleghi, quelli col ditino alzato… In un articolo intero non fa a ltro che citare
tanti artisti, tante situzaioni e solo alla fine in minima parte non fa che attaccare questo disco. Non so se Lei abbia visto quel tour che, a prescindere dal successo del pubblico, è stato un qualcosa di formidabile. preferisco non dilungarmi nel discorso, potrei continuare per ore, ma chiaramente ognuno la pensa come vuole, piuttosto vorrei salutarla e ricordale questo: Sicuramente ci sono più Fans di Pino
Daniele e Ron, di quanti non leggano questo Giornale. Buon Lavoro, da “uno” che ama la Musica Italiana.

20 luglio

Poveri ma ricchi

Comprate oggi il Foglio, in omaggio c’è il libro di Filippo Facci sulla favola del grande declino italiano. Una balla elettorale che ha funzionato, come quella che Moggi taroccava i campionati.

20 luglio

Il problema di Guido Rossi è che si crede Romolo

Il Foglio, 20 luglio

L’ex campionato più bello del mondo

Il risultato primo dell’opera di Guido Rossi e dei Torquemada della Gazzetta è la distruzione della Serie A, dell’ex campionato più bello del mondo, non solo per aver invocato e poi comminato retrocessioni-senza-partite-truccate, ma anche perché in poche settimane hanno fatto perdere al nostro calcio Capello, Lippi e una dozzina tra campioni del mondo, vice campioni del mondo e fuoriclasse vari. Nel nuovo calcio di Rossi e dei Torquemada non arriva più nessuna stella straniera e la ex Serie A diventa come il campionato francese. Senza Rossi e senza i Torquemada non ci sarebbe stata la fuga di Capello, Lippi, Sheva, Cannavaro, Zambrotta, Emerson, Thuram e di chissà quanti altri. Moggi ci ha portato Maradona, Lippi, Zidane, Trezeguet, Ibrahimovic e la Coppa del mondo.

20 luglio

Oggi sono felice di aver votato Berlusconi

Signor Presidente, signori del Governo, signori deputati, purtroppo la drammatica realtà di queste ore è di nuovo la guerra in medio oriente. Israele esercita il suo diritto a difendersi attaccando le infrastrutture del terrore, che hanno portato morte e distruzione nella sua terra, nelle sue città, e che minacciano la sua stessa esistenza. La reazione di Israele è direttamente proporzionale alla provocazione che preme ai suoi confini con il metodo odioso della presa di ostaggi e del lancio di razzi sulle abitazioni civili. «Immaginatevi se piovessero missili dall’Italia o dalla Svizzera sulla terza città più importante della Francia», ha detto il senatore democratico di New York Chuck Schumer, in polemica con quegli europei che parlano di un uso sproporzionato della forza da parte di Israele. Anche il ministro degli Esteri italiano, in quest’aula, ieri, ha riconosciuto che l’iniziativa armata è partita dai radicali islamisti di Hezbollah e di Hamas, incoraggiati e protetti e finanziati e armati dai regimi di Damasco e Teheran.
L’onorevole D’Alema, nonostante il suo curioso senso delle proporzioni, sa bene che ogni causa ha il suo effetto e che la guerra di Israele al terrorismo islamista ha una ferrea base di legittimità, impossibile da disconoscere. Dietro i razzi di Hamas e degli Hezbollah c’è il regime cugino di Saddam Hussein a Damasco e uno stato come quello iraniano, il cui capo nega le camere a gas di Auschwitz, predica la distruzione dello stato di Israele, lavora per la sua cancellazione dalla carta geografica e si sottrae nel contempo al dovere di osservare il trattato di non proliferazione nucleare, raggirando da anni le diplomazie di tutto il mondo.
Una politica estera e di sicurezza seria misura su questi dati il suo senso delle proporzioni. Da qui si parte per esercitare le arti della diplomazia e della mediazione, che fanno parte di una visione realistica della politica, non si parte dalla negazione della realtà o dalla sua edulcorazione. Abbiamo sentito di molte telefonate partite da Palazzo Chigi in questi giorni verso il medio oriente, ma non abbiamo ascoltato una parola chiara di severità contro gli aggressori e di sincera solidarietà nei confronti del paese, nei confronti di Israele, nuovamente aggredito dal partito del terrore che si maschera dietro le insegne del partito di Dio.
Ma, come ha detto al Knesset il premier israeliano Ehud Olmert, nella vita di una nazione vi sono momenti di purificazione, in cui le dispute politiche e partigiane, che ci separano, vanno sostituite da un senso di responsabilità comune. E questo vale, deve valere anche per noi, dal momento che il voto sulla missione in Afghanistan dovrà essere la prova che la posizione dell’Italia nel mondo, la sua lealtà verso i propri compiti di grande paese occidentale, la sua capacità di stare in campo per una pace duratura nella battaglia contro il terrorismo e contro l’offensiva fondamentalista, non sono cose che cambiano a ogni evento elettorale, ma radici profonde del nostro modo di essere e di agire nella comunità internazionale.
(continua, sul Foglio a pagina 4) 20 luglio


I mullah, Israele e la rivoluzione democratica

Il Foglio, 19 luglio

Al Bar dello Sport sotto casa non avrebbero saputo fare di meglio

Analisi di una sentenza che scagiona la Juventus, condannandola

18 luglio

Intervista al giudice della Figc che si è dimesso e il gran Mughini sui 29 scudetti

Oggi sul Foglio

Il Foglio, 18 luglio

Cose che non avremmo voluto vedere

17 luglio

Sconfitta immeritata di Bersani

Ma pur sempre sconfitta.

17 luglio

Gianni Clerici nella Hall of Fame di Camillo

17 luglio

Luciano Moggi intervistato da Bonini e D’Avanzo

17 luglio

Notevole proposta di Prodi: mediazione dell’Iran

17 luglio

Io ricorrerei al Tar, ma contro la nuova dirigenza della Juventus

Ancora oggiinsistono nel chiedere la clemenza della Corte, dopo il grande successo ottenuto in primo grado, quando nella sentenza “golpista” c’è scritto che non è stata aggiustata nessuna partita, che non c’era nessuna cupola, che non è stato commesso alcun illecito sportivo ex art. 6 ma qualche comportamento sleale ex art.1 (per cui non si va in B). Una sentenza che ha assolto tutti gli arbitri delle partite della Juve (e della Lazio), che si basa su un pregiudizio da bar dello sport (tutti sapevano che la Juve era favorita), che condanna la squadra per aver ottenuto “vantaggi in classifica” non precisati e, soprattutto, diversi da aiuti nelle partite. Invece che chiedere l’assoluzione visto che non c’è cupola, non ci sono arbitri comprati,non ci sono partite aggiustate, non ci sono sorteggi truccati, vogliono ripartire da zero, dalla serie B, per espiare, per rinascere, per ripartire con i giovani… Avete visto che ieri hanno presentato la nuova maglia, ma senza lo scudetto? Credono così di diventare “più simpatici”. Agli avversari, ovviamente.
A me sembrano, invece, la realizzazione del peggior incubo per un tifoso della Juve, che non è affatto la serie B, ma avere una squadra gestita da dei Moratti senza soldi.

16 luglio

Sul Corriere di oggi:

“Christian Rocca, inviato del Foglio e juventino doc, giura che non l’ha fatto per innescare polemiche e nemmeno per indicare agli altri tifosi delusi la via della protesta più efficace. «Semplicemente, quando mi sono svegliato mi sono chiesto: perché pagare per una cosa che non mi interessa? Allora ho deciso di prendere carta e penna e in pochi minuti l’ho fatto». Già ieri mattina Rocca ha spedito a Sky la raccomandata con ricevuta di ritorno per disdire l’abbonamento «calcio e sport» della tv satellitare. Poi, quando si è messo davanti al computer, l’ha raccontato sul suo blog: «Sky ovviamente non c’entra, ma io non contribuisco a un campionato golpista e non sono interessato a vedere una serie A falsata». Infine ha avvisato, per chi non lo sapesse, che «c’è tempo fino al 31 luglio». E in poche ore gli sono arrivate le prime e-mail di solidarietà. «Cosa mi hanno scritto? Che ho fatto bene e che forse seguiranno il mio esempio. D’altronde, per un tifoso juventino non ha proprio senso contribuire ad arricchire le società avversarie»”.

16 luglio

Guido Rossi, si trovi un altro giudice

Giudice Figc lascia incarico: “Indignato dal metodo del processo”. L’avvocato Giuseppe Benedetto, giudice federale per il settore giovanile e scolastico, in una lettera al commissario della Figc Guido Rossi, annuncia di voler lasciar l’incarico. Ecco le sue parole: ”Non intendo in questa sede approfondire il merito della sentenza – si legge in una nota dell’agenzia adnkronos – è il metodo usato, nel processo e con il processo, che mi induce a urlare: il diritto è un’altra cosa! Non mi interessa far parte di questo mondo. Voglio continuare a indignarmi. Esercito la professione di avvocato e intendo continuare a farlo, a posto con la mia coscienza. Si trovi un altro giudice”.

15 luglio

La Juve condannata per un illecito (art. 6) che non ha commesso

La sentenza dice che gli atti commessi dai dirigenti della Juve “di per sé” costituiscono comportamenti contrari a principi di lealtà (art. 1), però siccome sono tanti li ha trasformati in illeciti sportivi (art. 6, quello della retrocessione). Sei violazioni dell’articolo 1 uguale 1 articolo 6, tre corner un calcio di rigore, three strikes and you’re out.
“La Procura federale, con riferimento all’addebito contestato alle persone indicate nel capo di incolpazione in esame, ha individuato talune condotte, costituenti di per sé comportamenti contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva (art.1), ed ha ritenuto che l’insieme di tali condotte sia stato idoneo a realizzare il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale a vantaggio della Juventus, e quindi sia stato violato l’art. 6, integrando la pluralità delle condotte l’attività diretta a procurare alla Juventus un vantaggio in classifica”.

15 luglio

Ufficiale, la sentenza della Caf è da Bar dello Sport

Non ci credete? Leggete qui, nella premessa della motivazione di condanna alla Juve: “Nella valutazione del materiale probatorio la Commissione si limiterà ad indicare quegli elementi di sicura valenza, che non si prestano ad interpretazioni equivoche, perché già solo dall’analisi di taluni fatti incontrovertibili emerge a chiare lettere ciò che era nella opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio, e cioè il condizionamento del settore arbitrale da parte della dirigenza della Juventus.”
Cioè hanno giudicato partendo dal fatto incontrovertibile che la Juve condizionava gli arbitri sulla base della “opinione di tutti coloro che gravitavano nel mondo del calcio”.
Ricordate: non ci sono partite contestate, non c’è stato un processo, un ex membro del Cda dell’Inter ha abrogato un grado di giudizio, procura e Caf hanno ammesso che non esisteva una cupola né un’associazione a delinquere, gli arbitri sono stati assolti, la Juve è colpevole di atti ex art. 1. Eppure Serie B per due o quattro anni.

15 luglio

Non un uomo, non un soldo alla Serie A Tim

Ho appena scritto la raccomandata con ricevuta di ritorno per disdire l’abbonamento calcio e sport di Sky (va fatto entro il 31 luglio: Sky – Casella postale 13507 – 20130 Milano). Sky ovviamente non c’entra, ma io non contribuisco a un campionato golpista e non sono interessato a vedere una serie A falsata.

15 luglio

Arbitri

Gli arbitri sono stati quasi tutti assolti, di fatto anche Paparesta (3 mesi – e chissà come mai la vicenda del dossier a Gianni Letta è scomparsa). Condannati duramente Dondarini e De Santis. Dunque: 5 o 6 assolti, compresoPaparesta che è entrato nella vicenda per aver determinato – con errori - una sconfitta della Juventus contro una piccola squadra: la Reggina (attenzione, facente parte del sistema Moggi – per dire di come funzionava bene…). Una sconfitta con la Reggina, non una vittoria, avvenuta a causa diper tre errori di un arbitro, compreso l’annullamento di un gol regolare all’ultimo minuto. Non so di Dondarini, ma con De Santis quell’anno la Juve ha vinto due partite con due squadre piccole, ne ha pareggiato 1 e ne ha perse 2. Ricapitolando: gli arbitri sono stati assolti, compreso quello che è entrato nella vicenda per aver sfavorito la Juve (ovvio). Con un altro arbitro, il più venduto, la Juve ha perso 7 punti su 14 (con Dondarini non lo so). Se gli arbitri nonsono coinvolti e, per sentenza o di fatto, non hanno “mafiato” dove si è concretizzato, di grazia, il campionato truccato della Juventus?

14 luglio

Quei geni dello Smile, dell’operazione simpatia, della moralità, degli allenatori di pallavolo e dell’avvocato gaffeur ora dicono che è “inaudito”

14 luglio

“Non v’è traccia delle espressioni “sistemi” e “cupola” né nel deferimento né nella sentenza, però la condanna alla Juve (e solo quella alla Juve) è per il sistema e per la cupola

L’altra cosa mica male è questa: la sentenza dice che non c’è alcun teorema alla base della decisione. “Teoremi il cui uso è stato senza ragione rimproverato alla Procura federale, poiché nell’atto di deferimento non v’è cenno o sintomo alcuno di essi, così come non v’è traccia delle espressioni <sistema> e <cupola> spesso ricorrenti nel contesto delle difese medesime”.
Epperò la condanna alla Juve, non essendoci partite contestate, è esattamente per aver costituito un “sistema”: “Si parla ivi, invece, semplicemente di <una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale… attraverso varie condotte, che intervenivano in momenti e livelli differenti>”

14 luglio

Nessun atto diretto ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara, dice il plotone d’esecuzione della Caf

La sentenza della Caf sostiene che la Juve non ha comprato o aggiustato nessuna singola partita di campionato, ma che i suoi dirigenti a) andavano sistematicamente a cena con i designatori; b) fornito schede telefoniche svizzere; c) fatto uno sconto su tre macchine Fiat; d) discusso con i designatori se far entrare o meno Siena-Messina nella griglia di prima fascia; e) sgridato l’arbitro Paparesta che aveva appena sfavorito la Juve; f) potrebbero aver conosciuto (conosciuto, non richiesto) i nomi dei guardalinee di Juve-Lazio un giorno prima della designazione ufficiale (non c’è il sorteggio per i guardalinee).
Non so se avete capito bene, la prova principale contro la Juve non è nelle telefonate che abbiamo letto e ascoltato: no, quelle non provano nulla. La prova contro la Juve è nelle telefonate che non sono riusciti a intercettare e in chissà che cosa si sono detti a cena (evidentemente cose più interessanti di quelle che, a casa Bergamo, si dicevano Facchetti e il designatore). La spazzatura che abbiamo ascoltato fin qui e di cui sono stati inondati i giornali, quindi è soltanto prova di un rapporto stretto tra i dirigenti della Juve e i designatori (nessun rapporto però tra dirigenti e arbitri o guardalinee). Con un salto logico, e presuntivo, i giudici dicono: Moggi e designatori erano amici, Moggi e i designatori si parlavano a cena e si telefonavano con sim non intercettabili, quindi Moggi e i designatori hanno taroccato l’intero campionato. Prove? Nessuna. Partite truccate? Nessuna. Indagini sulle singole partite? Nessuna. Non solo: non c’è nessuna, nemmeno una, telefonata di un dirigente della Juve che chiede arbitri o guardalineee amici, come c’è per altre squadra (peraltro salvate) o retrocesse in B.
Leggete qui la motivazione: “Il capo di incolpazione come sopra formulato suppone che la Procura federale ritiene integrato l’illecito sportivo di cui all’art. 6, n. 1, C.G.S. con il compimento di atti diretti a procurare ad una squadra un vantaggio in classifica, evidentemente considerando come distinta l’ipotesi contestata, rispetto alle altre previste nella stessa norma, consistenti nel compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara.
L’impostazione giuridica deve ritenersi corretta perché l’art. 6, c. 1, C.G.S. prevede tre ipotesi di illecito consistenti:
a) nel compimento di atti diretti ad alterare lo svolgimento di una gara;
b) nel compimento di atti diretti ad alterare il risultato di una gara;
c) nel compimento di atti diretti ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica.
Tali ipotesi sono distinte, sia perché così sono prospettate nella norma, sia perché è concettualmente ammissibile l’assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall’alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara. Infatti, se di certo, la posizione in classifica di ciascuna squadra è la risultante aritmetica della somma dei punti conseguiti sul campo, è anche vero che la classifica nel suo complesso può essere influenzata da condizionamenti, che, a prescindere dal risultato delle singole gare, tuttavia finiscono per determinare il prevalere di una squadra rispetto alle altre”.

14 luglio

La vera sconfitta è l’Inter

Con Buffon e Zambrotta e soltanto meno 15, lo scudetto del prossimo anno è già del Milan

14 luglio

Il plotone d’esecuzione ha colpito, la Juventus condannata a due anni di B per 60 telefonate intercettate e non accertate e nessuna partita contestata.

14 luglio

Le plusvalenze taroccate dell’Inter (e del Milan)

Da quando è scoppiato lo scandalo del calcio, i dirigenti dell’Inter hanno ammesso (e sono stati condannati penalmente) di aver falsificato passaporti, quindi di aver fatto giocare chi non avrebbe potuto essere tesserato. Ieri hanno ammesso anche di aver taroccato i bilanci, autoassegnandosi plusvalenze fittizie per 100 milioni di euro, accertate dalla Covisoc, l’organo di controllo dei bilanci. E’ notizia di oggi (vedi allegato dal Sole 24 ore). L’ex membro del Cda dell’Inter oggi alla guida della Federcalcio non ha niente da dire? E il capo ufficio indagini?
DAL “SOLE 24 ORE” DI OGGI (14/07/2006), pag.17
Massimo Moratti se l’è cavata con una ricapitalizzazione dell’Inter di circa 20 milioni di euro e con il congelamento di altri 20 milioni di liquidità derivante dal calciomercato. Per Silvio Berlusconi l’iniezione nelle casse del Milan è stata di importo inferiore. E’ il compromesso raggiunto con gli organi della Federcalcio che controllano i bilanci prima di dare il nulla osta all’iscrizione ai campionati professionistici.
Inizialmente la Covisoc, presieduta da Cesare Bisoni, aveva bocciato i conti di Moratti e Berlusconi, “taroccati” con la vendita del marchio a se stessi, fatta a società controllate dagli stessi club. La Covisoc aveva chiesto ad ogni club una ricapitalizzazione di almeno 100 milioni di euro.
Questo era stato deciso per neutralizzare due operazioni di cosmesi contabile. Il Milan ha dichiarato la vendita del marchio ad una società controllata con una plusvalenza di 181,3 milioni nel bilancio civilistica al 31 dicembre 2005. La plusvalenza è servita a coprire nei conti 2005 un onere di pari importo, registrato come minusvalenza, derivante dall’azzeramento degli “oneri pluriennali” residui accantonati nel 2003 grazie al decreto salvacalcio.
L’Inter ha venduto il marchio alla controllata Inter Brand a fine 2005, con una plusvalenza civilistica di circa 158 milioni. Il 9 giugno scorso ha dato in pegno il marchio a Banca Antonveneta, in cambio di un prestito di 120 milioni di euro. Anche per il club di Moratti l’operazione è stata fatta per assorbire, senza abbattere il patrimonio, buona parte degli oneri residui del salvacalcio. Nel 2003 l’Inter fece svalutazioni per 319 milioni, dei quali 223,6 ancora da ammortizzare al 30 giugno 2005. Il Milan svalutò i suoi campioni per 242 milioni, con un onere residuo di circa 181 milioni assorbito nel bilancio 2005. Secondo la Covisoc queste operazioni non produrrebbero plusvalenze se le società presentassero un bilancio consolidato di gruppo. Per questo in prima battuta la Covisoc aveva neutralizzato gli effetti delle plusvalenze fittizie sul patrimonio e aveva chiesto di coprire il buco contabile con una robusta ricapitalizzazione a Inter e Milan. le due squadre hanno inviato rimostranze alla Figc. Il compromesso attenua parecchio il rigore annunciato.
La Covisoc ha ricalcolato il bilancio pro forma, in cui considera come non avvenute le vendite del marchio in famiglia, quindi ha cancellato le plusvalenze. Ma ha anche considerato come non avvenuto l’assorbimento del maxi-onere residuo delle svalutazioni per il decreto salvacalcio: sia per l’Inter sia per il Milan è stato dichiarato un ammortamento pari al 10% della svalutazione iniziale (cioè 24 milioni per il Milan e 31,9 milioni per l’Inter). La ricapitalizzazione richiesta è risultata così mitigata. Il problema della copertura patrimoniale è stato rinviato così all’anno prossimo: la UE ha imposta ai club di assorbire gli oneri del salvacalcio nei bilanci entro il 30 giugno 2007.
La Covisoc aveva chiesto a tutti i club di A, B e C ricapitalizzazioni per le cessioni fittizie dei marchi e 50 milioni per altre carenze. A consuntivo, i fondi versati si aggirano sui 100 milioni. Hanno dovuto versare fondi anche il Messina (6 milioni) e i soci di Reggina Calcio. nessun club in serie A è stato bocciato per problemi finanziari. In B è stato bocciato il Crotone, in C 14 club.

Gianni Dragoni

14 luglio

Il quarto d’ora di celebrità stava scadendo

Valerie Plame e Joseph Wilson querelano Cheney, Rove, Libby e altri funzionari governativi il giorno dopo che il primo giornalista ad aver fatto il nome di Valerie Plame, Bob Novak, ha potuto raccontare su autorizzazione del procuratore federale che il nome lo ha saputo leggendolo sul Who’s who e che le informazioni e le conferme ricevute dall’Amministrazione non avevano alcun intento diffamatorio.
Rove è stato scagionato dai protagonisti e dal procuratore federale che non ha incriminato nessuno per aver fatto il nome dell’ex agente Cia.

13 luglio

Generatore automatico di slogan pubblicitari

Ecco quello per Camillo: You deserve a Camillo today

13 luglio

Spie, giornali e guerra al terrorismo, tutte le notizie unfit to print

Passeggiateamericane/8

13 luglio

Fidel

Circolano voci sulla sua salute, come sempre. Però qui, in questo video, c’è la prova dell’ennesimo tentativo di farlo fuori. Il responsabile pare non si sia pentito.

12 luglio

Solo i radicali (e Vernetti)

Sono sempre e soltanto i radicali, più il sottosegretario agli Esteri della Margherita Gianni Vernetti, a parlare di democrazia e diritti dove non ci sono, come nel gulag nordcoreano. Oggi a Roma s’è tenuta una conferenza organizzata dai radicali e da Freedom House (in realtà da Matteo Mecacci). C’era anche il dissidente che ha scritto Gli acquari di Pyongyang che è stato ricevuto l’anno scorso da Bush.

12 luglio

Cambiare Regime su La Sicilia

12 luglio

Cambiare Regime sullo Specchio della Stampa

12 luglio

Vittorio Zucconi (e il suo portinaio), 18 giugno

“Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione (…). E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano. Chi ha visto la partita in tv non ha potuto rendersi conto di quanto sbilenca fosse questa squadra e di quanto assurda fosse la sua disposizione in campo quando gli Yankees (bravi e diligenti) sono rimasti in nove.
All’uscita dello stadio ascoltavo gli spettatori tedeschi sghignazzare fra di loro, ripensando alla pochezza dell’Italia in dieci contro nove, alla inettitudine tattica di chi non aveva saputo usare quell’uomo in più…

12 luglio

Bravo Marcello

Ora però dica chiaramente perché ha lasciato la Nazionale. Lo sappiamo tutti perché l’ha fatto, ma lo deve dire.
(Se il nuovo CT sarà Roberto Donadoni sarà un’ottima scelta)
12 luglio


Guantanamo & Ginevra

Questa mattina leggerete sui giornali che il Pentagono ha cambiato idea e avrebbe finalmente deciso di applicare la Convenzione di Ginevra ai detenuti di Guantanamo ribaltando la sua arrogante politica contro i diritti umani e a favore della tortura. Non è vero. Non è vero che – status giuridico a parte – prima non applicavaGinevra. E non è vero che ha cambiato linea oggi. Basta leggere il memo del Pentagono (qui). Dice che la Corte Suprema ha ribadito chebisogna applicare l’articolo 3 di Ginevra, lo stesso articolo che – processi militari speciali a parte - l’Amministrazione ha sempre applicato e continuerà ad applicare.

12 luglio

MeanwhileBush è tornato al 40%

12 luglio

Questo blog sta con Sergio D’Elia e oggi si vergogna di aver votato Forza Italia

Qui il bellissimo intervento di Daniele Capezzone

11 luglio

Calcio corrotto, Nazionale perfetta

Il Foglio, 11 luglio

Editoriale del Financial Times di oggi sulla Juventus (mica la Gazzetta)

No all’amnistia, no alla distruzione del calcio italiano. Punite i proprietari e i dirigenti, non le squadre

11 luglio

Caro Marcello, lascia

Giampiero Mughini sul Foglio:
Grazie, mister Lippi. Fossi in Marcello Lippi abbandonerei la Nazionale dopo aver attinto la coppa suprema. Abbandonerei perché è impossibile dimenticare l’offesa ricevuta alla vigilia del Mundial, quei giornali che si chiedevano se sì o no Lippi fosse degno di guidare la nazionale e questo perché aveva parlato al telefono non con Adolf Hitler e bensì con Luciano Moggi, il direttore generale della Juve che nel 1994 lo aveva chiamato a Torino facendolo diventare il Lippi che conosciamo e che ci ha dato la quarta Coppa del mondo. Fossi in Lippi non potrei dimenticare i sospetti ammiccanti, le miserie di quegli interrogatori come se lui avesse dovuto giustificare qualcosa, le insinuazioni sul figlio. Fossi in Lippi non potrei dimenticare che in questi ultimi mesi è stato sollevato un punto interrogativo sulle sue innumerevoli vittorie in casa Juve, e come se quelle vittorie non portassero il nome di Zidane, di Vialli, di Ravanelli, di Deschamps, di Ciro Ferrara, e bensì fossero state concertate al telefono. Fossi in Lippi non dimenticherei che più di un imbecille ha detto che la prova di tutto questo sta nel fatto che la Juve non ha mai raggiunto grandi traguardi internazionali, lì dove non poteva complottare al telefono, e invece in pochi anni la Juve di Lippi ha raggiunto cinque finali di coppe europee. Fossi in Lippi non dimenticherei la iattanza di quel nugolo di “forme parassitarie” italiane che avevano dichiarato rumorosamente di tifare per il Ghana, e di cui avrei voluto – domenica sera – sentire il tonfo dei loro corpi dopo che per la vergogna si erano buttati giù dal quinto piano. Grazie, mister Lippi. E grazie a te, Luciano.

11 luglio

Commissario, lo arresti lei

di Riccardo Luna, il Romanista – 25 maggio
“Levate quella fascia a Cannavaro. Signor commissario, ci ascolti, ascolti i tifosi di calcio. Questo non è un capitano, questo non è il nostro capitano, questo non è il capitano di una Italia che cerca di uscire dal più grande scandalo pallonaro della sua storia mostrando una faccia pulita”.

11 luglio

Beppe Severgnini, 20 maggio

“Lippi e Cannavaro, per favore: lasciate, o spiegate. Rifiutare insieme spiegazioni e dimissioni non si può. Bisogna scegliere…
I protagonisti del calcio italiano devono mettersi in testa una cosa: dopo quello che abbiamo letto e sentito, l’età della deferenza è finita”.

10 luglio

Gianni Mura, 22 maggio

“Anch’io preferirei che Lippi si tirasse da parte, e vedrei più azzurra una spedizione senza Cannavaro e Buffon. Niente di personale, parlano i comportamenti e i loro non sono quelli di professionisti esemplari. Cannavaro è capitano dell’Italia, se si pensa ad atleti come Zoff, Scirea, Maldini si nota qualche differenza”.

10 luglio

Personaggi dei fumetti: Paolo Ziliani, primo notista calcistico di Mediaset

Leggete per credere. Su Tgcom, il sito Mediaset diretto da Paolo Liguori.

10 luglio

Calcio corrotto, nazionale perfetta

10 luglio

Ci pensa il Marcello/2

Un pensiero a quelli che hanno crocifisso Lippi per non aver portato in Germania Panucci. Secondo questi geni, Zambrotta avrebbe dovuto giocare a sinistra e Panucci a destra. Grosso non avrebbe giocato.

10 luglio

Tranquilli

Totti tornerà a essere il migliore in campo al primo Roma-Livorno.

10 luglio

Ci pensa il Marcello

Uno straordinario gruppo di giocatori di squadre (Juve e Milan) che secondo qualche cretino avrebbe comprato i successi italiani ha vinto, meritando, la coppa del mondo. Guidati dall’allenatore simbolo della Juventus moggiana (5 scudetti, coppa dei campioni, coppa intercontinentale, più altre tre finali di Champions), coadiuvato da Ciro Ferrara e dai massaggiatori e preparatori della Juventus (sistema Moggi). Marcello Lippi credo sia l’unico allenatore al mondo che è campione del mondo sia con il club sia con la nazionale. Lippi è in nazionale per volere di Luciano Moggi, sempre sia lodato. Cannavaro è il miglior giocatore del mondiale, con Buffon e Zambrotta. Ma anche con Pirlo e Gattuso e Grosso e Materazzi (Gea). Un pensiero a quelli che volevano ritirare la nazionale, licenziare Lippi, arrestare Buffon e togliere la fascia a Cannnnavaro, Cannnnavaro.

9 luglio

GRAZIE LUCIANO

9 luglio

Fissazione B.

Alexander Stille spiega agli americani, via New York Times, che il burattinaio di calciopoli non è Moggi, ma indovinate chi?

9 luglio

Il Partito Democratico, quello vero (e Under God)

Passeggiate Americane – 7

Il Foglio, 8 luglio

Insicurezze

Where is the beef?, dicono gli americani. Qual è la ciccia di questo ennesimo scandalo di mezza estate? Di che cosa parlano i giornali, quando dedicano pagine e pagine agli arresti dei vertici dei servizi segreti, alle lotte di potere tra gli apparati dello stato, alle complicità dei governi amici di Bush e ai giornalisti costretti a spiegare ai magistrati i rapporti con le loro fonti? Parlano di tutte queste cose che raccontano con succosi retroscena oppure stanno clamorosamente perdendo di vista la sostanza della questione? The beef, appunto.
La ciccia è questa: la procura della Repubblica di Milano ha fatto arrestare con l’accusa di “sequestro di persona” il numero due dei nostri servizi militari per aver agevolato la Cia a catturare un fondamentalista islamico giudicato pericoloso dall’intelligence internazionale. Se non emergerà altro, questo significa che il vertice dei nostri servizi di sicurezza è stato azzoppato perché ha svolto il suo mestiere di condurre azioni coperte di intelligence per difendere il nostro paese. E’ normale? Ovvio che non lo è. Come non è normale – se fosse così come sospettano gli incorruttibili giornalisti di sinistra – che i governi italiani non possano dire apertamente di essere stati a conoscenza dell’operazione Cia. Ogni volta che negli Stati Uniti viene scoperto un programma segreto della Casa Bianca (e lo scopre la libera stampa, non la magistratura), comincia una lunga trattativa con i vertici istituzionali sull’opportunità o meno di pubblicare la notizia per non mettere a repentaglio la sicurezza nazionale e poi, quando i giornali si convincono che non c’è più pericolo e decidono di pubblicare, Bush rivendica senza reticenze le operazioni in difesa del suo paese.

8 luglio

CaroLuca,

perché a un certo punto tutti impazzirono per Mickey Rourke? Come è possibile che gente senza alcuna qualità diventi improvvisamente una star, specie ora che non c’è più il Costanzo Show? Se sei femmina, ok, capisco. Ma Mickey Rourke? E Raffaello Tonon? E Alvaro Recoba?

Renosubject – GQ, luglio

Noi, Pio e Pollari

7 luglio

Sono 10 i candidati al titolo di miglior giocatore dei mondiali

Quattro sono italiani. Tre di serie C, 1 di serie B. Poi ce n’è un altro di C più un ex giocatore sempre della squadra di C, entrambi francesi. Nessuna notizia di Totti, nemmeno un cenno all’Inter-che-senza-Moggi-avrebbe-vinto-tutto.

6 luglio

Per fortuna c’è un giudice a Berlino, domenica ore 20

Il processo-farsa al calcio non giocato e alle partite non truccate

Il Foglio, 6 luglio

Solidarietà a D’Avanzo e Bonini

Se è vero che i due giornalisti di Rep. sono stati intercettati illegalmente (ma io dico anche se fossero stati intercettati “legalmente”) è molto grave.

6 luglio

Allora

Il terrorismo non si combatte con la guerra. E neanche con le azioni di intelligence. Il terrorismo probabilmente non si deve combattere.

6 luglio

Ecco l’editoriale di prima pagina di Rep a firma di John Lloyd che parla della sinistra, della guerra e di Cambiare Regime

5 luglio

I ragazzi di Moggi

Gli juventini in finale della Coppa del Mondo sono 8, più l’allenatore, più Zidane e Inzaghi. Poi ci sono anche 4 o 5 giocatori di serie B del Milan e della Fiorentina. Una finale degna della serie C.

5 luglio

Serie B

Mi pare evidente, ascoltati gli avvocati della Juventus e di Giraudo, che ci sia una divergenza ampia tra la linee di difesa della famiglia Agnelli-Elkann e dei legali di Giraudo. I primi si mostrano a ogni occasione pronti a collaborare, a non protestare, ad accettare le decisioni e a ripartire da zero con l’operazione simpatia. Bah. Giraudo si difende, spiegando che non ci sono prove di illecito. Se gli Agnelli-Elkann pensano così di avviare una soluzione catartica che attraverso l’espiazione faccia diventare la Juve una squadra simpatica è probabile che ci riescano, anzi sono certi che gli antijuventini li ameranno. I tifosi della Juve un po’ meno, anzi quasi niente, a meno che la proprietà non spinga per la B espiatoria ma senza cedere nessuno, dico: nessuno dei suoi campioni.

5 luglio

La guerra giuridica contro il jihad

Passeggiate americane – 6

5 luglio

Il rovescio della medaglia

L’aspetto negativo della vittoria di ieri è che la gazzetta delle procure avrà venduto un mucchio di copie

5 luglio

Qui a Milano i tassisti stanno facendo un casino

4 luglio

La Juve in C (e i milanisti in B) va in finale

Cannavaro è mostruoso, così come Buffon e Zambrotta. Straordinari anche Grosso (anche al di là del gol), Gattuso, Pirlo e Gilardino. Tutta gente retrocessa da menteccattiche in preda alla furia giustizialista volevano togliere la fascia a Cannavaro, cacciare Buffon e licenziare Lippi. Che retrocedano loro, mentecatti. Lippi è un genio, come chi lo amava alla Juve sa molto bene. Nei tempi supplementari ha fatto entrare Gilardino, Iaquinta e poi Del Piero per vincere la partita e l’ha vinta grazie a queste mosse, giocando con quattro punte e anche con un bellissimo gol di Del Piero. Peccato solo che giochiamo semprecon quel numero 10, anzi sempre in 10.

4 luglio

Caro John Elkann,

Rilancio la mia tesi di qualche settimana fa: la Juventus ceda in prestito tutti i suoi calciatori al Siena (se non retrocede) o all’Ascoli, squadre di serie A con maglia bianconera. La Juve vada dove i giustizialisti la vogliono mandare e faccia il suo corso, mentre noi con l’Ascoli (e senza Capello) vinciamo subito quest’anno la terza stella.

4 luglio

Moggiopoli, sì

4 luglio

Cose che voi umani

Mi è appena arrivato un libro della Baldini e Castoldi dal titolo:
“La mas digna – L’Inter, il Subcomandante Marcos e i misteri del 5 maggio”
Prefazione di Fausto Bertnotti

4 luglio

Un editoriale di Repubblica sulla sinistra, la guerra e Cambiare Regime

Sulla prima pagina di Rep. di oggi ne scrive John Lloyd

4 luglio

Umberto Ranieri sull’Unità scrive di Cambiare Regime

4 luglio

Deve essere il cognome

Uno dei primissimi atti del sindaco Moratti è l’annuncio di non voler applicare a Milano il decreto Bersani sui taxi e quindi di ripudiare una lunga battaglia del predecessore Albertini oltre che l’essenza stessa del movimento denominato Forza Italia. 4 luglio


Taxi e senso delle proporzioni

Ricordiamoci però che questa battaglia furiosa sui taxi riguarda poche migliaia di tassisti e qualche migliaio di cittadini residenti in 5 o 6 città italiani.

4 luglio

Arbitri a favore

La squalifica di Frings è una delle più grandi ingiustizie recenti del calcio mondiale, dopo l’aver messo in discussione la superiorità della Juventus negli ultimi due anni.

4 luglio

Galliani, Rossi, Agnolin

Mi chiedo come mai la pubblicistica italiana dica ogni abominio possibile sul potenziale conflitto di interessi di Adriano Galliani presidente di Lega e dirigente del Milan, ma non adoperi lo stesso criterio nei confronti di Guido Rossi, commissario straordinario della Federcalcio ed ex dirigente dell’Inter di Moratti dal 1995 al 1999, e di Gigi Agnolin appena nominatoCommissario degli arbitri ma pur sempre ex dirigente della Roma dal 1995 al 2000 (al posto di Moggi, guarda che combinazione). E’ giusto, corretto e lineare che i due plenipotenziari del nuovo calcio italiano che oggi risistemano i campionati e domani governeranno il pallone siano due ex dirigenti e membri del Consiglio di amministrazione di due squadre di calcio inguiate (e condannate) per altri scandali del sistema calcio su cuiè stato fatto un bel colpo di spugna? Per dire: se il Coni avesse nominato Gabriele Galateri o Giampiero Boniperti quali commissari della Federcalcio e dell’Aia, secondo voi qualcuno avrebbe alzato il ditino? La fu Gazzetta se ne sarebbe accorta?

3 luglio

L’indiscutibile superiorità di Rep.

La Repubblica al suo meglio/2.
Un articolo come al solito perfetto di Alberto Flores dice che in America “la chiusura di Guantanamo non è in discussione”. Rep. tpubblica ma itola così: “Dopo la sentenza della Corte suprema si discute la possibile chiusura”
Epoi “Gli Usa pensano al dopo-Guantanamo”

3 luglio

235 milioni

La Repubblica al suo meglio

3 luglio

Cose di una settimana

1 No al referendum costituzionale. Ve lo meritate Oscar Luigi, ve lo meritate.
2 Il governo ha fatto una cosa buona, anzi eccezionale, oltre che inaspettata. Il merito è di Bersani e della tenacia di Capezzone. Bravi. Il governo Berlusconi, in cinque anni, non han nemmeno tentato di fare ciò che Bersani ha fatto in poche settimane. Certo, non è la rivoluzione americana e ci sono molte cose un po’ così in questa riforma, ma evviva evviva evviva lo stesso. Alzi la mano, Capezzone escluso, chi si sarebbe aspettato un colpo così da un governo pieno di comunisti. Bravi e abbasso i tassisti.
3 La Rosa nel Pugno, ovvero l’Alleanza democratica del 2000, non esiste più. Come previsto. Io, infatti, almeno in questo caso posso alzare la mano.
4 Pannella ha lanciato un’inutile proposta per salvare la vita a Saddam, in linea con quello slogan vuoto che a radio radicale ripetono come un mantra da 4 anni: Iraq libero.
5 Zinedine Zidane, anche camminando, vale due Totti (Ilary compresa) e sette Ronaldinho.
6 L’Inter è ancora oggi la favorita per lo scudetto
7 Luca Sofri si permette di criticare il Totti di Repubblica, ma solo dopo 6 righe di elogi preventivi.
8Gianluca Pessotto. Prendo a sberle chi dice che non è stato un campione, ma solo un umile gregario di quelli idolatrati da comici cantanti e severgnini interisti. Pessotto è stato uno straordinario campione, primo assist man della Juve (chiedete a Trezeguet), straordinario crossatore capace di non far venire a nessuno il dubbio che Zambrotta potesse giocare al posto suo, a destra come a sinistra. Tutti ricordano l’episodio di Perugia, quando il Palazzo del calcio decise di far perdere uno scudetto alla Juve e lui, sotto la pioggia, sotto 1 a 0 e a pochi minuti dalla fine, diede la palla agli avversari con una rimessa laterale ingiustamente assegnata alla Juve. Io ricordo quando ai giornalisti che chiedevano ai calciatori della Nazionale quale libro stessero leggendo in trasferta, lui rispose “Le affinità elettive” di Goethe. Credo di avergli visto fare una sola brutta partita, all’Olimpico contro la Lazio qualche anno fa.
9 L’ItalJuve è la squadra più forte del campionato grazie al suo allenatore, al suo portiere, al suo capitano, al suo terzino d’ala, al sistema Moggi/Galliani e a una mezza dozzina di comprimari indeboliti da uno che cerca di fare il cucchiaio ogni due per tre e Fabio Caressa, anziché insultarlo, dice di aver visto “grandi parate del portiere” per elogiare comunque Totti.
10 Sono otto (8) i calciatori della Juventus in semifinale. Più Zidane e Inzaghi.
11 Totti e Grosso sono i meno in forma della nazionale, ma gli va riconosciuto che tra il 92esimo e il 93esimo di una partita sono stati decisivi e coraggiosi.
12 Il Brasile è stato ridicolo fin dalla prima partita, nonostante il marketing e malgrado i giornalisti sportivi italiani. Gli stessi che già immaginano trame oscure per far vincere la Germania, volevano arrestare Lippi, cacciare Cannavaro, linciare Buffon. Sono gli stessi che omaggiarono Moggi e che ne invocarono uno ai tempi del caso Moreno, un arbitro che arbitrò alla perfezione una partita del 2002 che l’Italia meritò ampiamente di perdere. La palla è rotonda.
13 Per dire, a un certo punto il Brasile ha fatto giocare l’indimenticato Gilberto dell’Inter. Inspiegabilmente la Francia non ha schierato Brechet.
14 L’Unità ha elogiato CAMBIARE REGIME in prima pagina, a firma del presidente della Commissione Esteri di Montecitorio, Umberto Ranieri
15 Le accuse a Salvatore Sottile sono cadute. Woodcock è ancora al suo posto.
16 Uno dei migliori blogger italiani è stato assunto dal miglior femminile italiano, quello diretto da una che conosco bene.
17 Ennio Caretto, approfittando della mia assenza, in un articolo ha scritto per ben tre volte che deputati e senatori “neocon” non so quale abominio avessero perpetrato. Caretto non ha ancora avuto notizia che non esiste nessun senatore o congressista neocon. In totale, nella storia, sono stati 2. L’ultimo dei quali è morto parecchi anni fa. Entrambi erano democratici, non repubblicani.

3 luglio

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