Camillo - Il blog di Christian Rocca

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“You know how you can tell when a moth farts, Daniele?”

Il monologo pipì-cacca-vasca-da-bagno-Giuliano-Ferrara che è costato a Daniele Luttazzi la chiusura del suo programma televisivo non è di Daniele Luttazzi, malgrado lui abbia detto di averci “lavorato per un anno e mezzo”. E’ di Bill Hicks, un comico radicale americano (“sono un Noam Chomsky che fa battute del cazzo”, diceva) morto di tumore nel 1994. Ecco il testo originale di Hicks, rilanciato ieri da numerosi blog italiani e riferito in quel caso al conduttore radiofonico di destra Rush Limbaugh: “Non immaginate anche voi il suo corpo grasso in una vasca da bagno mentre Reagan, Quayle e Bush gli pisciano addosso e poi in bocca?”. Hicks fa entrare in scena anche Barbara Bush e la descrive mentre fa cose irriferibili, una delle quali – riferibile per dovere di cronaca e diritto d’autore – è accovacciarsi in prossimità della bocca al giornalista di destra. Il monologo di Hicks non è andato in televisione, come quasi tutte le sue cose più hard. Nel 1993, anzi, una sua altrettanto ruvida performance è stata cancellata dal David Letterman show.
Visto che ci siamo: il blog 7yearwinter.com ha scoperto che anche il neologismo “giulianone” con cui Luttazzi definisce quel “residuo di sperma e cacca depositato sul lenzuolo dopo un rapporto anale” non è opera di Luttazzi, ma del comico americano Dan Savage che aveva affibbiato alla parola “Santorum”, dal cognome del senatore repubblicano anti gay Rick Santorum, il significato di “that frothy mixture of lube and fecal matter that is sometimes the byproduct of anal sex”.
Non è la prima volta che Daniele Luttazzi, vero nome Daniele Fabbri, viene colto con le mani nella marmellata dell’ispirazione altrui. Anni fa il modello delle sue trasmissioni, delle sue rubriche, dei suoi sketch, dei suoi tic, delle sue battute era Letterman, ma anche Conan O’Brien. Allora lui negava con risentite lettere a Repubblica, ma l’avvento del satellite e della trasmissione su Raisat dello show di Letterman hanno convinto Luttazzi ad ammettere apertamente la fonte d’ispirazione. Da allora i riferimenti sono diventati comici anglosassoni meno noti al grande pubblico: Bill Hicks, innanzitutto, ma anche George Carlin, l’inglese Eddie Izzard, Lewis Black, Chris Rock, Linda Smith e Steven Wright.
Luttazzi si difende dalle critiche dei suoi ex fan spiegando che lui in realtà si diverte a organizzare per i suoi seguaci una specie di caccia al tesoro, “disseminando qua e là indizi e citazioni di comici famosi” in modo che i fan più attenti possano scoprirli e divertirsi con lui. Solo che gli esempi sono innumerevoli e non si tratta solo di “indizi e citazioni”, ma di parecchie battute e di interi monologhi ripresi pari pari dall’originale e poi adattati per il pubblico italiano.
Copiare è un’arte, imitare un po’ meno, ma in ogni caso ciascuno è libero di fare ciò che vuole a patto che le cose si dicano chiaramente e si citino le fonti. Senonché Luttazzi – già consigliere comunale della Dc a Santarcangelo di Romagna, eletto grazie a una piattaforma politica in controtendenza rispetto al suo successivo cammino artistico: risolvere il problema di una fogna a cielo aperto – si imbufalisce quando scopre che qualcuno si ispira a lui. Negli ultimi anni ha scatenato polemiche furibonde contro le Iene e contro Fabio Fazio, colpevoli di aver copiato format televisivi e scenografie da lui, anche se in realtà lui li aveva copiati da Letterman. Lo scontro più rumoroso è stato con Paolo Bonolis, accusato di avergli sottratto questa battuta: “Come si fa a capire quando una mosca scoreggia? Improvvisamente vola dritta”. Luttazzi si indignò per questo e altri furti intellettuali a suo danno. I sodali Marco Travaglio e Peter Gomez, nel libro “Regime”, scrissero che “vista la ferocia e la bellezza delle battute, qualcuno dovrebbe scusarsi con Luttazzi”. O forse dovrebbe essere Luttazzi a scusarsi con il comico George Carlin, il vero autore della battuta “You know how you can tell when a moth farts? When he suddenly flies in a straight line” (in “Napalm & Silly Putty”, Hyperion, 288 pagine, 17 dollari e 90), cioè la stessa identica battuta che l’ex consigliere comunale della Dc sostiene che Bonolis gli abbia scippato.
    Christian Rocca

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