Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Jack Bauer nell’era Obama

New York. Dodici milioni e mezzo di americani, domenica e lunedì sera, hanno guardato su Fox il ritorno in tv di Jack Bauer, l’eroico agente antiterrorismo della serie “24” interpretato da Kiefer Sutherland. Jack Bauer è il personaggio televisivo più amato, ma anche più controverso, dell’America post 11 settembre. Nessuno più di Bauer e della serie “24”, trasmessa per la prima volta quattro mesi dopo l’11 settembre, ha rappresentato sul piano della fiction l’ansia americana di subire un altro attacco e la sincera speranza che nascosto in qualche ufficio governativo ci potesse davvero essere qualcuno capace di fermare, senza tanti scrupoli, i piani terroristici dei nemici interni ed esterni dell’american way of life. “24” è una serie ricca di colpi di scena che racconta in tempo reale – in 24 puntate di un’ora ciascuna – un’intera giornata dell’agente Bauer. Ma al di là dei meriti televisivi dello spettacolo, il nome di Bauer è entrato nel dibattito politico e nei titoli degli editoriali dei giornali.
Jack Bauer è buono, integerrimo e leale, ma tortura i suoi testimoni, se necessario anche suo fratello o suo padre. Se Bauer ha bisogno di un’informazione per fermare la diffusione di un virus letale o un’esplosione nucleare non aspetta gli avvocati, non rispetta la convenzione di Ginevra e non ci pensa un attimo a picchiarli, a drogarli, a sparargli sopra o sotto il ginocchio, a fingere di uccidere i loro figli. E’ fiction, ma nel corso degli anni c’è stato chi ha spiegato che gli abusi di Abu Ghraib siano stati una diretta conseguenza dell’impatto di “24”. L’accusa è che Bauer abbia reso affascinante la tortura, al punto che gli addestratori dell’esercito hanno incontrato gli sceneggiatori di “24” per spiegargli che nella realtà la tortura non è solo sbagliata moralmente, ma anche inutile per la raccolta di informazioni.
Nei suoi sette anni di vita, “24” può vantare di aver sdoganato presso il pubblico americano non uno, ma addirittura due presidenti neri e nella nuova stagione il presidente è una donna identica a Hillary Clinton. Eppure il suo grande successo è macchiato dal legame con le controverse procedure antiterrorismo adottate dall’Amministrazione Bush. L’ultima stagione, un anno e mezzo fa, è andata male, sia dal punto di vista degli ascolti sia della critica. La stanchezza, dovuta alla ripetizione del plot, si è cominciata a far sentire. L’interpretazione del declino però è stata politica: l’America è stanca della guerra al terrorismo, non ne può più degli abusi di Bush e Cheney e non si diverte più a guardare i modi spicci con cui Jack Bauer sventa attentati nucleari e stragi terroristiche. I fan di Bauer hanno cominciato a temere che la nuova stagione volesse intercettare il cambiamento della nuova era obamiana e trasformarsi in una versione politicamente corretta di ciò che è stato in passato.
Le prime quattro ore della nuova stagione sono state rassicuranti: “Jack Bauer – ha scritto Alessandra Stanley sul New York Times – è il portavoce narrativo di chi, come Dick Cheney, è sotto attacco perché insiste a dire che la tortura è uno strumento necessario per combattere il terrorismo”. La nuova stagione, infatti, si apre con Bauer interrogato da una commissione del Senato guidata da un politico liberal. Bauer, continua il Times, è l’uomo che ha salvato il paese da attentati devastanti, eppure è accusato da politici moralisti e liberal che non hanno idea di che cosa voglia dire proteggere la nazione dai suoi nemici. Bauer ammette di aver torturato, anche se solo per evitare stragi di innocenti, e al senatore dice: “Sono più che pronto a essere giudicato dalle persone che lei dice di rappresentare e lascerò decidere a loro il prezzo che devo pagare, ma non stia lì seduto con quello sguardo compiaciuto sulla faccia, aspettandosi che io mi penta delle decisioni che ho preso perché la verità, sir, è che non mi pento”. L’Fbi fa sospendere l’audizione del Senato perché c’è un’emergenza nazionale che solo Bauer può affrontare, a patto che rispetti la legge. Bauer cattura un terrorista che vuole un avvocato e non dice una parola. “Che cosa vuoi che faccia?”, chiede Bauer all’agente Fbi che gli aveva appena spiegato l’importanza di onorare la legge. “Tutto ciò che è necessario”, gli risponde l’agente.

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