Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Escort in the Usa

Tutti hanno diritto a una seconda chance, specie nella terra delle opportunità. Così l’ex deputato della Florida Mark Foley – costretto nel 2006 alle dimissioni per aver scambiato messaggi omoerotici con un paio di stagisti minorenni del Congresso di Washington e, per questo, considerato uno dei responsabili della sconfitta dei conservatori a quelle elezioni di metà mandato – il 22 settembre inizierà una nuova carriera da conduttore radiofonico per una stazione di North Palm Beach, Florida, dal titolo “Inside the Mind of Mark Foley”. E infatti ci si chiede spesso, in un paese di cultura protestante più che in uno cattolico dove basta confessarsi per ottenere il perdono e scordarsi il passato, che cosa frulli nella testa, “inside the mind”, di un politico che per ventiquattromila baci è disposto a mettere a rischio la carriera. Il geniale New York Magazine aveva sintetizzato la questione con una copertina dedicata all’ex governatore democratico di New York, Eliot Spitzer, dimessosi dalla carica perché frequentava un giro di prostitute d’alto bordo, adornata da una bella freccia rossa all’altezza del pisello a indicare dove gli fosse finito il “cervello”.
Spitzer è pronto da tempo a rientrare in pista. Ci ha provato come commentatore di cose finanziarie, con scarso successo, e ora secondo i giornali americani sarebbe tentato dal candidarsi al Senato di Washington o ad altra carica pubblica dello stato di New York. La seconda chance è possibile, come dimostra ogni giorno lo strepitoso recupero d’immagine di un presidente come Bill Clinton che, parole sue, tradiva a raffica semplicemente perché aveva il potere di farlo (“because I could”). Certo di recente c’è anche chi, come il senatore della Louisiana David Vitter, gran frequentatore di escort washingtoniane, è stato capace di chiudere la questione privata in pochi secondi, scusandosi pubblicamente con la moglie e punto.
Ma per Spitzer ora il problema è un altro, un fastidioso contrattempo che non è ancora venuto in mente né alle escort di scuola barese né ai fustigatori dei costumi privati degli uomini pubblici nostrani: “Se Spitzer si candida, potrei candidarmi anch’io”, ha scritto sul suo blog la “Manhattan madam”, ovvero la maîtresse del servizio di escort di cui si serviva l’ex governatore di New York. “Potrei spostare l’attenzione – ha scritto – su tutti quei molteplici atti illegali per i quali non è stato punito, i suoi abusi sulle donne e il suo sessismo. C’è molto da raccontare su Eliot Spitzer, le signore e il modo in cui le trattava. Potrebbe essere una bella campagna elettorale”.
Meglio, poi, non aprire il capitolo mogli tradite. La tendenza Hillary – restare al fianco del fedifrago e costruirsi una carriera autonoma – è il modello che fa scuola Oltreoceano, come racconta il nuovo show della Cbs dal titolo “The good wife”.

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