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Collegio 23, NY. La guerra civile per l’anima dei repubblicani

New York. Martedì c’è un piccolo ma importante test elettorale in America, il primo esame pubblico per Barack Obama dopo la trionfale elezione dello scorso anno. Ma ce n’è un altro per il mondo conservatore, forse ancora più decisivo, in un remoto collegio settentrionale dello stato di New York. I riflettori sono puntati sulla Virginia e sul New Jersey, stati vinti da Barack Obama il 4 novembre scorso, chiamati a scegliere se confermare alla guida dello stato il governatore del Partito democratico o affidare il governo ai repubblicani. Le prospettive non sono rosee per il partito di Obama. La gara della Virginia, secondo i sondaggi, pare già decisa a favore del candidato repubblicano. In New Jersey, solida roccaforte democratica, il governatore uscente Jon Corzine è molto vicino a Obama ma avanti di un solo punto sullo sfidante. Se dovesse perdere anche Corzine, oltre al compagno di partito in Virginia, il messaggio di insoddisfazione popolare arriverebbe chiaro alla Casa Bianca.
L’elezione più interessante, però, è quella suppletiva del collegio 23 dello stato di New York, tradizionale roccaforte del conservatorismo liberal che, però, a novembre dello scorso anno ha votato a maggioranza per Obama. Il deputato di questo collegio,  il repubblicano John M. McHugh, si è dimesso a settembre perché Obama l’ha nominato secretary of the Army, ministro dell’Esercito. Qui, al confine con il Canada, è possibile che si giochi il futuro prossimo non solo del Partito repubblicano, ma anche del più ampio mondo conservatore, con la possibilità molto concreta che a sorridere, alla fine, siano i democratici di Obama.
E’ successo, infatti, che i repubblicani locali abbiano scelto come candidata di partito Dede Scozzafava, rappresentante dell’ala moderata, nota nella zona per le sue posizioni a favore dell’aborto e dei diritti gay, ma anche dell’intervento pubblico anticrisi deciso dalla Casa Bianca. I leader del partito di Washington hanno condiviso la scelta e sostenuto la candidatura di Scozzafava, felici di poter contare su una candidata capace di intercettare nell’era Obama voti moderati e indipendenti. Senonché è spuntato un altro candidato: il repubblicano Doug Hoffman in corsa sotto la bandiera del Partito conservatore. Hoffman è un conservatore sociale, rappresentante dell’ala destra della Right Nation che in questi mesi di insofferenza popolare ha polarizzato l’attenzione dei media e della politica. Alcuni big del partito, come i possibili candidati alla presidenza nel 2012, Sarah Palin e Tim Pawlenty, si sono schierati con Hoffman. A poco a poco altri grandi nomi repubblicani hanno cominciato a sostenere il candidato conservatore, così come i popolarissimi conduttori radiofonici e gli opinionisti della Fox News non hanno nascosto un certo disprezzo  per la candidata moderata. L’establishment del partito ha iniziato a vacillare e a rompere i ranghi quando sono cominciati a circolare i sondaggi con la candidata moderata al terzo posto e decisamente dietro sia al conservatore sia al candidato democratico.
Il rischio assai probabile dello scontro nel collegio 23 è che la lotta tra le due anime della Right Nation possa favorire il partito di Obama non solo in questa occasione, ma anche alle prossime e ben più importanti elezioni di metà mandato del 2012. Comunque vada a finire, in particolar modo se il collegio dovesse andare al candidato democratico, il giorno successivo il voto si scatenerà una guerra civile conservatrice per la conquista dell’anima e della leadership del partito, col rischio di radicalizzare ancora di più il mondo repubblicano. Lo scontro, in realtà, nasce con le presidenziali dell’anno scorso, quando l’ala moderata ha accusato il fronte conservatore di aver trascinato il partito al disastro e i filo Palin a dire che, semmai, è stato l’aver puntato su un moderato come John McCain a produrre la più devastante sconfitta repubblicana degli ultimi 40 anni.

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Breaking News. La candidata s’è ritirata, questa mattina

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