Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Cariatidi’s Hall of Fame


Non ho perso un frammento, ieri sera, delle quattro ore di concerto trasmesse da Hbo. C’erano tutti, tranne sua maestà Dylan naturalmente, in questo meraviglioso carrozzone della Rock ‘n roll Hall of fame. Sembrava una puntata di Anima mia, con dei settantenni che facevano la mossa e signori spelacchiati che facevano i coretti. Gli U2 con Springsteen e Mick Jagger. Stevie Wonder con chiunque. Crosby, Still, Nash & James Taylor. Paul Simon e Art Garfunkel. Lou Reed con i Metallica. Sting non mi ricordo più con chi, e così via. Nessuno, nemmeno per sbaglio, sotto i quaranta.
Tre, però, le cose di  grande livello: U2 più Springsteen più Patti Smith che cantano Because the Night (anche se  è stata più emozionante la sola Patti Smith quest’estate davanti ai faraglioni di Capri); Jeff Beck che ha fatto una fantastica versione blues di "A Day In The Life" e, soprattutto una meravigliosa versione elettrica di The ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen, una delle sue più belle canzoni di sempre, accompagnato da Tom Morello, lo straordinario chitarrista dei Rage against the machine.

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