Camillo - Il blog di Christian Rocca

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L’insostenibile leggerezza di Internet

Ora che quel Killing Berlusconi invocato su altri mezzi di comunicazione si è concretizzato, è il caso di riflettere su Internet, capire se la rete sia diventata un problema serio e non più soltanto lo specchio della società. Non più uno strumento neutro come il telefono, buono o cattivo a seconda di chi lo usa, ma qualcosa di più, capace non solo di amplificare, ma anche di creare fenomeni nuovi e potenzialmente pericolosi. Qualcuno ora pensa di limitare l’uso della rete, proprio mentre il Parlamento europeo ha riconosciuto l’accesso al web come un “diritto fondamentale”. E’ un’idea che circolava anche ai tempi del centrosinistra, tecnicamente non impossibile, ma nella pratica irrealizzabile. Nei regimi dittatoriali Internet è l’arma dell’opposizione. Nelle società libere, tali perché vige il principio del free speech, è uno strumento di circolazione di idee, ma anche un veicolo di comunicazione per i propagandisti d’odio, oltre che il ricettacolo del ciarpame di queste ore: non solo i fan di Tartaglia, ma anche chi invoca giustizia sommaria per l’attentatore del Cav. Non è solo colpa di Internet. Tutti gli avanzamenti tecnologici, oltre a portare irrinunciabili vantaggi, fanno perdere autorevolezza alla parola scritta e avviano un’irreversibile tendenza alla leggerezza, ovvero a spararle grosse, maledette e subito. Anche prima del web c’era chi scriveva letteracce ai giornali. In redazione però c’era qualcuno che le cestinava. Non era censura, era selezione.

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