Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Kiss my Haass

"Il troppo è troppo”, ha scritto Richard Haass sull’ultimo numero del settimanale Newsweek. L’argomento è l’Iran e le solite manfrine degli ayatollah islamici sul nucleare. Haas non è un personaggio qualsiasi. E’ il presidente del Council on Foreign Relations, il salotto buono della politica estera americana. Allievo di Brent Scowcroft, Haass è uno dei più importanti esponenti della scuola realista di politica estera, quella secondo cui l’America si deve occupare soltanto di ciò che gli stati fanno oltre i propri confini, non al loro interno. Haass è l’anti neocon per eccellenza, l’avversario ideologico dell’idea che ciò che conta, invece, è la natura dei regimi, ciò che succede dentro quei confini. Allievo di Brent Scowcroft, Haass è un repubblicano liberal a lungo sul punto di entrare nell’Amministrazione Obama proprio grazie alle sue posizioni favorevoli al dialogo con i mullah di Teheran.  
Ora Haass ha cambiato idea, riconoscendo pubblicamente che i famigerati neoconservatori su questo punto avevano ragione: “Dopo l’11 settembre – ha scritto Haass – Bush ha creduto, sbagliando, che l’Iran fosse sull’orlo di una rivoluzione e ha deciso che trattare direttamente con Teheran avrebbe fornito un’ancora di salvataggio a un governo malvagio pronto per essere spazzato via dal vento storico del cambiamento. Obama ha ribaltato questo approccio e si è espresso a favore di un dialogo con l’Iran senza precondizioni”. Haasss era molto favorevole al nuovo approccio obamiano, ma ora non più: “Ho cambiaato idea. I colloqui nucleari non vanno da nessuna parte. Gli iraniani sembrano intenzionati a sviluppare i mezzi per produrre un’arma nucleare, non c’è altra spiegazione alla struttura segreta per l’arricchimento dell’uranio scoperta vicino alla città santa di Qum”.
C’è di più: “L’Iran è vicino a un cambiamento politico profondo”, quindi la ricetta non può che essere il regime change, il cambio di regime, con da sanzioni economiche dure, aiuti politici all’opposizione e sostegno alle battaglie democratiche degli iraniani: “Anche un realista dovrebbe riconoscere che questa è un’opportunità da non perdere”.

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