Il colonnello Auricchio
Come in tutte le farse all’italiana, anche ini Calciopoli spunta un carabieniere, il colonnello Auricchio che curò indagini e intercettazioni sulla base delle cronache farlocche della Pravda Rosa (lo dice proprio lui al processo di Napoli, senza che i giornali ovviamente ne parlino). Si coprono coe fantastiche: che la cricca romana non era, ripeto non era, una cricca di arbitri a favore della Juve (come del resto si evinceva già dalle sentenze sportive), ma un gruppo di arbitri, solo arbitri, amici tra loro, Si scopre, inoltre, che De Santis (parola di Auricchio) nel momento decisivo del campionato, contro Parma e Palermo, ha arbitratto "contro" la Juve, non a favore. Quanto alle telefonate di Moratti e Facchetti ad arbitri e designatori, mai trascritte o mai inercettate, il colonnello ammette che forse in questa occasione gli indossatori di scudetti altrui hanno usato altri telefoni, altri numeri: ovvero esattamene l’accusa fatta alla Juventus (le schede svizzere non intercettate sulla base delle quali è arrivata la condanna sportiva).
Qui la cronava di Er go’ de Turone.
