Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Gay pride

Trovo incredibile l’ultima battaglia di Andrew Sullivan, ripresa in Italia da Ivan Scalfarotto (si parva licet), raccontata da Luca Sofri sul Post e volgarmente sintetizzata da un titolo del Riformista "Un’amica (gay) alla Corte".
Dunque. Ci sono voci sull’orientamento sessuale di Elena Kagan, fresca di nomina alla Corte Suprema da parte di Obama, e i paladini del libertarismo omosessuale dei due mondi anziché indignarsi per la circolazione dei pettegolezzi, per la limitazione della libertà comportamentale degli individui – come se l’orientamento sessuale di Kagan fosse rilevante per la sua dottrina giuridica – chiedono a gran voce che la Kagan dica la verità, perché la gaiezza va esposta, manifestata, ostentata. Se questi sono i libertari, chi ha bisogno di despoti?

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