Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Ahia

Non sono d’accordo con Peggy Noonan, sua elettrice conservatrice, che non vede come Obama possa sopravvivere politicamente al disastro petrolifero del Golfo («Lui doveva essere quello competente»), ma la notizia che è fallita anche la procedura "top kill" per fermare la falla comincia a dare sul serio ragione a chi sostiene che l’incompetenza mostrata dal governo federale di Obama non è molto diversa da quella mostrata dall’Amministrazione Bush durante Katrina.
Io tendo sempre a esonerare i capi di governo da responsabilità in caso di cataclismi di questo tipo (non sono Sabina Guzzanti), ma in questo caso non solo Obama era finalmente quello bravo, capace ed efficiente, come dice Noonan, ma era anche l’autorità competente (il disastro petrolifero è stato in acque federali, mentre nel caso di cataclismi nel territorio americano il governo federale per legge non può intervenire nelle prime 48 ore ed è al servizio di governatore e sindaco). Soprattutto, Obama è il politico che più di ogni altro crede nel potere benevolo dell’intervento dello Stato. Perché non ci sta riuscendo?
PS
Che sia un momento delicato e pericoloso lo dimostrano i due articoloni domenicali di Frank Rich e Maureen Dowd, sul New York Times. Rich, pur dedicando tre quarti delle argomentazioni a dire Bush maiale, sostiene che Obama sia rimasto incomprensibilmente passivo e che per lui la cosa può diventare addirittura peggiore di quanto sia stato l’uragano Katrina per Bush, proprio perché Bush era uno che non credeva nello stato (non è vero, ma fa niente), mentre Obama è quello che porta la bandiera dell’intervento dello stato.
Maureen Dowd, al suo modo, gliene ammolla parecchie e rimpiange Clinton.

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