Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/2

La Ecm è la Apple della musica. Stessa nicchia d’elite, medesima spocchia di chi si sente antropologicamente superiore agli altri, simile attenzione maniacale alla qualità del prodotto. I dischi Ecm sono esteticamente più belli dei concorrenti, così come il design dei Mac non può essere paragonato a quegli ammassi di ferraglia (hardware) molto diffusi tra le masse. Le foto di copertina della Ecm sono opere d’arte, così come le immagini che impreziosiscono gli austeri ed essenziali libretti interni (frequenti quelle del fotografo italiano Roberto Masotti). Il patron dell’etichetta bavarese, Manfred Eicher, è un guru ascetico che incute timore e suscita amore o odio. Come Steve Jobs.
L’algida e ciliosa Ecm è da trent’anni all’avanguardia nel jazz contemporaneo e in quella strana musica di frontiera che con il jazz ha in comune soltanto l’arte dell’improvvisazione e della composizione istantanea. Il disco simbolo della Ecm è il celeberrimo Koln Concert di Keith Jarrett, l’improvvisazione melodica più famosa e venduta del mondo. Il concerto di Colonia è un disco che piace alla gente che piace, sia al popolo degli aperitivi che ne ha sentito qualche frammento in una vecchia pubblicità Bmw, sia agli intellettuali impegnati che non si sono mai più ripresi dopo averlo sentito accompagnare un Nanni Moretti in Vespa errante per la Garbatella.
Il resto del catalogo Ecm è più ostico del concerto solistico di Jarrett, ma da qualche tempo la casa discografica di Eicher sta cercando di aprirsi al mondo esterno. I risultati non sono ancora paragonabili al trionfo di Apple, nato dopo la scelta strategica di Jobs di concedere i suoi tesori agli infedeli e di vendergli milioni e milioni di iPod, di iPhone e di iPad come strumenti di proselitismo evangelico. Ecm ci prova. Ha cominciato con il pianista norvegese Tord Gustavsen, di cui è consigliata l’intera discografia a cominciare dal debutto in trio Changing Places (2003) fino al recente (2010) Restored, Returned, con ensemble. La musica di Gustavsen è lenta, notturna, malinconica. Punta dritto alla melodia, e stende. Tra le ultime uscite c’è anche Remenbrance del pianista Ketil Bjørnstad, anch’egli norvegese, assieme al veterano batterista Jon Christensen e al sassofonista Tore Brunborg (che suona anche nell’esemble di Gustavsen). La suite in undici brani del trio di Bjørnstad è un distillato di atmosfere nordiche, ma accessibili a tutti grazie al sassofono di scuola Jan Garbarek.
Ma il colpo da ko della rinnovata stagione Ecm è Jasmine, il nuovo disco di assoluta purezza melodica di Keith Jarrett in coppia con il contrabbassista Charlie Haden.
Jasmine è l’iPad di Ecm.
Christian Rocca

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