Gommalacca/4
E’ difficile trovare uno più prolifico di Neil Young. Sforna dischi a getto continuo. Nuovi, ristampe, cofanetti. Pesca dal suo gigantesco archivio e pubblica in cd, dvd, blu-ray qualsiasi cosa abbia scritto, cantato e filmato. L’ultimo disco, “Fork in the road”, è uscito meno di un anno fa, ma non è dei suoi migliori. Anzi, forse è tra i meno riusciti. E’ un concept album sul tema delle automobili elettriche a emissione zero. Potete immaginare la noia. Malgrado l’argomento, ovviamente ci sono anche un paio di belle canzoni alla Neil Young (“Off the road” e “Light a candle”), con una melodia così tipicamente nilianghiana che sembra di averle già sentite mille volte.
Ora tutti aspettano il prossimo cd, di cui già si favoleggia. Il produttore è Daniel Lanois, co-autore di splendidi dischi di Bob Dylan (“Time Out of Mind”, “Oh Mercy”) e U2 (“Achtung Baby”, “The Joshua Tree”). A fine maggio, Neil Young ha presentato un paio di nuove canzoni durante un concerto a Washington. “Peaceful Valley” e “Love and war” (cercate i due video su camilloblog.it) dimostrano che Neil Young è ancora capacissimo di scrivere belle canzoni di Neil Young. L’uomo però non sa stare con le mani in mano e così ha deciso di pubblicare un libro, anzi un romanzo a fumetti, tratto da un suo fantastico disco del 2003. “Greendale”, visto dal vivo, è un’opera rock, con lui come unico cantante e gli attori che aprono e chiudono la bocca in sincrono. Neil Young aveva subito detto che “Greendale” era un romanzo musicale e, per sottolinearlo, aveva anche girato un film. Ma non bastava, evidentemente. Si è messo alla ricerca di uno scrittore adatto a trasformare i testi delle sue canzoni in un vero romanzo e un disegnatore capace di illustrare le storie dello sperduto villaggio fittizio di “Greendale”, in California, dove vivono, si drogano e muoiono padri e figli, veterani del Vietnam, militanti politici e artisti. Il libro è uscito in America in questi giorni per Vertigo con il titolo “Neil Young’s Greendale”, scritto da Joshua Dysart, illustrato da Cliff Chiang e colorato da Dave Stewart. Il disco e la graphic novel hanno il sapore dell’ambientalismo rurale caro al cantante canadese, denunciano l’invadenza dei media e combattono lo Stato che vuole controllare la vita dei cittadini. Non credo che Neil Young, nella sua pur ampia multimedialità, apporrebbe mai dei post-it ai suoi dischi.
Di Christian Rocca
