Il Corriere intervista Obama
Gran colpo di Paolo Valentino del Corriere della Sera. Il corrispondente da Washington sta per tornare in Italia, ma in zona Cesarini è riuscito a ottenere un quarto d’ora one-on-one col presidente Obama nello Studio Ovale. Bravo. L’intervista non è un granché (non sono mai un granché queste interviste, servono solo ai giornali a dire «io ce l’ho, voi no»). Però Valentino è riuscito in due imprese: 1) ha intervistato il presidente, ma non in occasione del viaggio in Italia; 2) ha rotto il meccanismo di rotazione tra i grandi giornali, anche se in realtà era stato rotto dallo stesso Obama quando scelse di dare un’intervista ad Avvenire, anziché a Repubblica (Repubblica, alle prese con Naomi e i post-it è alla seconda botta in pochi mesi).
La prima domanda di Valentino era d’obbligo: l’Afghanistan. Non capisco perché come seconda gli abbia chiesto della Turchia (e il Corriere ci ha pure titolato, mah). La terza è la mia preferita: Valentino voleva far dire a Obama W Napolitano, abbasso Berlusconi. Ma Obama ha detto viva Napolitano e super viva Berlusconi.
