Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Il Corriere intervista Obama

Gran colpo di Paolo Valentino del Corriere della Sera. Il corrispondente da Washington sta per tornare in Italia, ma in zona Cesarini è riuscito a ottenere un quarto d’ora one-on-one col presidente Obama nello Studio Ovale. Bravo. L’intervista non è un granché (non sono mai un granché queste interviste, servono solo ai giornali a dire «io ce l’ho, voi no»). Però Valentino è riuscito in due imprese: 1) ha intervistato il presidente, ma non in occasione del viaggio in Italia; 2) ha rotto il meccanismo di rotazione tra i grandi giornali, anche se in realtà era stato rotto dallo stesso Obama quando scelse di dare un’intervista ad Avvenire, anziché a Repubblica (Repubblica, alle prese con Naomi e i post-it è alla seconda botta in pochi mesi).
La prima domanda di Valentino era d’obbligo: l’Afghanistan. Non capisco perché come seconda gli abbia chiesto della Turchia (e il Corriere ci ha pure titolato, mah). La terza è la mia preferita: Valentino voleva far dire a Obama W Napolitano, abbasso Berlusconi. Ma Obama ha detto viva Napolitano e super viva Berlusconi.

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