La loro storia
Ora saranno loro a parlare, anzi a scrivere, a raccontare la loro versione dei fatti, a ribattere punto per punto, o magari soltanto indirettamente, alle accuse, alle insinuazioni, alle indiscrezioni sulle decisioni più importanti di politica estera e di sicurezza globale prese negli ultimi anni. Tony Blair e George W. Bush, leader di sinistra e di destra di qua e di là dell’Atlantico, sono stati gli ideatori e gli esecutori della strategia occidentale post 11 settembre, i leader capaci almeno per una stagione di unire mondo liberal e galassia conservatrice.
Assieme ai collaboratori – da Alistair Campbell a Peter Mandelson, da Dick Cheney a Donald Rumsfeld fino a Condoleezza Rice – Blair e Bush sono stati al centro della più feconda produzione saggistica degli ultimi decenni. E’ impossibile tenere conto del numero di libri sui due leader, sui consiglieri e sulle ragioni della loro ascesa e della loro caduta. Secondo Wikipedia sono 75 i libri americani su Bush, la gran parte dei quali molto critici.
Ora tocca a loro. Hanno cominciato gli inglesi, poi verrà il turno degli americani. Il primo settembre usciranno in Gran Bretagna le memorie di Tony Blair, dal titolo "The Journey". A giugno il suo stratega elettorale Alistair Campbell, mago della manipolazione mediatica degli anni a Downing Street, ha pubblicato il primo volume di "Diari": 800 pagine col sottotitolo "Prelude to Power".
Il 15 luglio sarà il più intellettuale del ristretto circolo blairiano, Peter Mandelson, a pubblicare un saggio verità dal titolo "The Third Man: Life at the Heart of New Labour". Anche Gordon Brown, prima sodale, poi nemico-amico e infine successore di Blair al numero 10 di Downing Street, pubblicherà le sue memorie. Le sta scrivendo in queste settimane nel suo buen retiro in Scozia.
La memorialistica dei bushiani è cominciata a fine gennaio con il libro dell’ex segretario al Tesoro Hank Paulson, "On the Brink: Inside the Race to Stop the Collapse of the Global Financial System". A marzo è arrivato Karl Rove, l’architetto delle vittorie elettorali di Bush, con "Courage and Consequence: My Life as a Conservative in the Fight". Poi sono arrivate le memorie dell’ex First Lady Laura Bush, "Spoken from the Heart".
Il 9 novembre, subito dopo le elezioni di metà mandato che potrebbero assestare un duro colpo a Barack Obama, arriverà nelle librerie americane il libro di George W. Bush, "Decision Points". Non sarà un libro polemico, non racconterà nel dettaglio la sua parabola politica, ma descriverà le decisioni più importanti della presidenza e della sua vita personale. I capitoli sull’Iraq e su Katrina potrebbero fare luce sui due momenti chiave del suo doppio mandato. Il 12 ottobre toccherà a Condoleezza Rice. L’ex segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale di Bush ha deciso di non scrivere, per ora, un libro sulla sua esperienza politica nel ruolo più delicato dell’Amministrazione. Per quello c’è tempo. Il suo libro si intitola invece "A Memoir of My Extraordinary, Ordinary Family and Me" ed è una biografia personale. A fine anno si aspetta il libro di Donald Rumsfeld, ex capo del Pentagono, che uscirà in America per Penguin.
Il libro più atteso è quello di Dick Cheney, vicepresidente ed eminenza grigia di Bush. Il libro, scritto nelle sue case in Maryland, in Virginia e in Wyoming, uscirà a primavera del 2011 e sarà certamente il più politico, il più polemico, il più battagliero del gruppo. Prima o poi saranno anche i generali americani a raccontare la loro storia. In questo momento David Petraeus è troppo impegnato a sconfiggere al-Qaeda e i talebani in Afghanistan per trovare il tempo di scrivere. Il generale Stan McChrystal, costretto alle dimissioni dopo un’intervista alla rivista Rolling Stone, avrebbe tutto il tempo a disposizione. Intanto, però, ad aver firmato un lauto contratto per un libro sulla guerra è proprio Michael Hastings, il giornalista di Rolling Stones che ha costretto McChrystal alle dimissioni.
Christian Rocca
Sul Sole24.Ore.com
