Gommalacca/7
E’ vero, «il rock and roll non morirà mai». Ma se negli anni Novanta non ci fossero stati i Radiohead a risollevarne le sorti non saremmo più così certi della profezia di Neil Young. Ok Computer, anno domini 1997, è il disco più importante dell’ultimo decennio perché ha creato il nuovo suono del rock, mescolando in un frullatore di suoni la libertà espressiva di Miles Davis, la psichedelia dei Pink Floyd e l’orchestrazione di Ennio Morricone. La band di Oxford ha raccontato le ossessioni personali, le ansie sociali e le frustrazioni politiche di una generazione sradicata, instabile, bombardata dalle nuove meraviglie tecnologiche. I testi sono da seminario no global di Noam Chomsky, ma è la musica ad aver fatto epoca. In attesa dell’ottavo disco, entro fine anno, sono tanti gli omaggi al gruppo di Thom Yorke.
I più belli sono del pianista jazz Brad Mehldau, capace di reinterpretare dal vivo e su disco Exit Music (for a movie), Paranoid Android, Knives Out, Everything in its right place (quest’ultima, fusa con Maiden Voyage di Herbie Hancock, si trova anche nel primo cd del pianista Robert Glasper). Fantastica la destrutturazione jazz di Karma Police dei Bad Plus. Il pianista classico Christopher O’Riley ha dedicato due dischi ai brani dei Radiohead, arrangiandoli come notturni di Chopin. Anche Vasco Rossi non s’è sottratto. La sua A ogni costo è Creep, di cui esiste una strepitosa versione live di Prince al festival di Coachella 2008. L’elenco è lunghissimo. Sulle musiche dei Radiohead sono stati costruiti tre dischi di ninne nanna per bambini Lullaby renditions of Radiohead è il meno peggio), vari tributi per archi (Strung out on Ok computer non è male), una maniacale rivisitazione per solo basso del Joe Bob’s upright bass trio, un omaggio da jazz club d’altri tempi cantato da Eliza Lumley (She talks in Maths). Peter Gabriel ha cantato Street Spirit (Fade out) nel suo imperdibile disco di cover. E i Radiohead ricambieranno interpretando Wallflower dell’ex leader dei Genesis. Il gruppo di new bluegrass, Punch Brothers, ha appena pubblicato un disco, Antifogmatic, che contiene una versione per banjo, violino, chitarra e basso di Pact like sardines in a crush’d tin box.
Il progetto più interessante è il mini cd per voce e ukulele, la chitarrina delle Hawaii, di Amanda Palmer (Amanda Palmer Performs the Popular Hits of Radiohead On Her Magical Ukulele). L’attesa è per The Social Network, il film di ottobre su Facebook scritto da Aaron Sorkin, l’autore di West Wing. La canzone scelta per il trailer è Creep, viscido, cantata da un coro di bambine belghe. Un manifesto per gli insicuri della nuova era tecnologica.
Christian Rocca
