Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Relazione speciale

Si dice che Stati Uniti e Gran Bretagna siano due paesi divisi dalla stessa lingua, ma nonostante le differenze sintattiche tra l’american english e l’inglese britannico le due nazioni restano comunque legate da una "special relationship", da una relazione speciale, che prescinde da chi risiede temporaneamente alla Casa Bianca e a Downing Street. Barack Obama e David Cameron non sono i campioni della rivoluzione conservatrice come Ronald Reagan e Margaret Thatcher negli anni Ottanta, né gli alfieri di una terza via di centrosinistra come Tony Blair e Bill Clinton nei Novanta e nemmeno i promotori delle libertà civili, sociali e democratiche dell’occidente come Blair e George W. Bush nel periodo post 11 settembre. Il liberal Obama e il conservatore Cameron, forse anche per una questione generazionale, non sono nemmeno così caratterialmente distanti come sono stati Obama e il predecessore di Cameron, il laburista Gordon Brown. Le differenze sono minime, ma ci sono. I punti di contrasto saranno al centro dell’incontro di oggi a Washington, a partire dalla contrarietà britannica a una data certa e ravvicinata per il ritiro dall’Afghanistan. Ma non si può dire che ci sia una vera frattura tra le due sponde dello stagno (nel gergo atlantico lo stagno, the pond, è l’Oceano Atlantico). Stati Uniti e Gran Bretagna hanno gli stessi interessi strategici, entrambi considerano l’Afghanistan la questione di politica estera più importante del momento, seconda soltanto alla minaccia nucleare iraniana. Se Washington ha 100mila uomini in Afghanistan, Londra ne ha 10mila ed entrambe sono convinte che la strategia del generale David Petraeus sia la strada giusta per il successo.
Di certo c’è un diverso atteggiamento di Obama nei confronti dei paesi amici, peraltro non riservato soltanto alla Gran Bretagna ma a quasi tutti gli storici alleati degli Stati Uniti, Israele in primis. La Casa Bianca mostra scarso interesse strategico nel rafforzare le già consolidate relazioni con gli alleati. Gli amici sono amici e tali resteranno, si pensa a Washington. C’è piuttosto da guardare alla Cina, alle tigri asiatiche, alle nazioni di lingua ispanica, al mondo islamico e semmai all’Europa come entità commerciale. Il presidente americano ha ribadito personalmente al neo premier inglese l’impegno a rinnovare la special relationship con la Gran Bretagna, ma per Cameron sarà difficile costruire con Obama un rapporto da pari a pari, come è successo nel passato. Le differenze ideologiche di base non aiutano, così come le diverse priorità interne e i difformi approcci alla crisi economica. Poi c’è il caso Bp. Nelle scorse settimane Obama ha accusato il colosso petrolifero britannico, usando toni insolitamente populisti che hanno scatenato i tabloid, e non solo, inglesi. A marzo la commissione esteri del parlamento inglese, a maggioranza progressista, aveva suggerito al governo Brown di cancellare la clausola di "relazione speciale" con gli Stati Uniti. Ma non succederà.

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