Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/12

Al quarto, quinto e sesto ascolto il nuovo disco degli Arcade Fire non migliora. The suburbs resta piatto, noioso, senza una canzone che rimanga in mente. Il disco però ha scalato la classifica americana degli album più venduti. All’uscita si è piazzato al primo posto. La seconda settimana è stato superato da Eminem, ma i giornali si chiedono se non sia in atto un cambiamento epocale, ora che la musica indie, come quella degli Arcade Fire, riesce a ottenere anche risultati commerciali oltre ai soliti e proverbiali consensi della critica.
L’indie rock e l’alt country sono diventati il nuovo rock classico? Chissà. Di certo c’è che quei ragazzi scapigliati nel frattempo sono cresciuti e non è escluso che abbiano iniziato a scalzare i grandi vecchi non solo nei cuori dei critici, ma anche nelle tasche dei produttori.
L’anno scorso è stato un anno straordinario per il genere che le riviste specializzate chiamano “Americana”. Solo l’incommensurabile Bob Dylan, con Together through life, ha retto il confronto con Felice Brothers (Yonder is the clock), Avett Brothers (I and love and you), Bill Callahan (Sometimes I wish we were an eagle), The Decemberists (The Hazards of Love), Conor Oberst (Conor Oberst), Micah P Hinson (All dressed up and smelling of strangers) e Ben Harper (White Lies for Dark Times). Felice, Avett, Oberst – assieme a Bon Iver, Lambchop e altri – hanno partecipato a un progetto in onore del cantautore folk John Prine. “Broken Hearts & Dirty Windows” è la dimostrazione di quanto radicata nel passato sia l’alt country.
Martedì è uscito uno dei dischi folk più belli dell’anno. God willin & the creek don’t rise del cantautore Ray LaMontagne. Nato in New Hampshire nel 1973, cresciuto nello Utah e fuggito in Massachusetts dove faceva l’operaio in una fabbrica di scarpe, LaMontagne ha deciso di diventare musicista dopo aver ascoltato una canzone di Stephen Stills, “Treetop Flyer”. Per un po’ ha fatto anche il falegname, poi i suoi dischi hanno cominciato a vendere. Questo è il quarto, il più intimo. Le canzoni sono quiete, melodiche, alla Neil Young acustico. Le canzoni parlano di amori andati a male. «Che cosa ti fa pensare che ti possa riprendere», canta amaro LaMontagne in Repo man. «Credo sia ora di chiudere la porta, non voglio piangere più, non vale più la pena combattere per questo amore. E’ finito… Questo amore è finito», è il finale della canzone più bella, This love is over.
Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web