Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/18

Qual è l’assolo di chitarra più bello della storia del rock? Quello dei Lynyrd Skynyrd in Freebird? O dei Led Zeppelin in Stairway to Heaven? Oppure i Pink Floyd in Comfortably Numb, i Dire Straits in Sultans of Swing, gli Eagles in Hotel California, i Police in So lonely? Magari un brano a caso di Robert Fripp dei King Crimson? Carlos Santana ci ha riflettuto. Il suo nuovo doppio album si intitola Guitar heaven: the greatest guitar classics of all time.
Santana ha scelto Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, Riders On the Storm dei Doors, While My Guitar Gently Weeps di George Harrison, Smoke on the Water dei Deep Purple, Back in Black degli Ac/Dc, Under the Bridge dei Red Hot Chili Peppers. Le canzoni suonano molto alla Santana, con quel sapore latinoamericano che a dosi elevate spesso risulta indigesto. Le rivisitazioni più riuscite sono Sunshine Of Your Love dei Cream di Eric Clapton e Little wing di Jimi Hendrix, cantata dall’immarcescibile  Joe Cocker.
Santana non ha scelto niente di Frank Zappa, leggendario chitarrista, compositore e autore nel 1981 di un album triplo (Shut Up ‘n Play Yer Guitar Some More, taci e suona ancora la chitarra) che si prendeva gioco dello stile di Santana con il brano Variations On The Carlos Santana Secret Chord Progression.
Assoli di Neil Young se ne potrebbero citare a dozzine. Non si fa mai a tempo, perché Neil è sempre pronto con un nuovo disco. Il 5 ottobre esce Le Noise. Un disco di chitarra. Voce e chitarra. Registrato nello studio di Daniel Lanois, di notte. Neil Young aspettava la luna piena. Poi prendeva la sua Gretsch White Falcon. La chitarra bianca degli anni 60 e dell’inizio dei 70. «Suona come Dio», ha detto. Sembra che ci sia un’orchestra,infatti. In realtà ci sono solo Neil e la sua chitarra. E Lanois. Assieme hanno creato una specie di folk-metal. Angry world e Rumblin’ sono i brani più belli.
C’è un altro disco, però. Imperdibile. Jamey Johnson probabilmente non vi dice niente, ma è l’ultimo fuorilegge di Nashville. Il nuovo Johnny Cash. Autore di ballate country, ma profondamente dark. Trentacinque anni, vaga somiglianza fisica con Jovanotti, una vita già dissipata. Sono 25 dolorose canzoni che parlano di divorzi, di dipendenza dall’alcol, di inadeguatezza al mondo. Il disco è doppio. Il primo black, l’altro white. Uno dei migliori dell’anno. Si intitola The guitar song.
Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web