Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

L’Opera, Barney, Sufjan e io

L’altro giorno ho pubblicato un post sulla stroncatura che mi ha riservato su Avvenire un tizio che non avevo mai sentito nominare. La recensione del mio libretto era talmente stupida da essermi veramente rallegrato di ricevere una stroncatura di questo tipo. Una stroncatura peraltro in comune con Mordecai Richler. Il recensore, ho scoperto, era uno dell’Opus Dei, curatore di riviste e collane d’area. Doppio rallegramento. Così ho titolato "L‘Opus Dei contro le strade di Barney", così come ho titolato le recensioni favorevoli "questo o quello sulle strade di Barney". Oggi ho ricevuto 3 mail di lettori affezionati di Camillo, tra le meglio argomentate e cortesi che abbia mai avuto. I 3 lettori di Camillo sono dell’Opus Dei. Mi hanno detto molte cose carine, di cui li ringrazio, ma hanno tenuto a precisare che il mio titolo era troppo generico: l’Opera non è contro Barney, non è contro il mio libro. La stroncatura era il parere personale del recensore. Per me era ovvio che l’Opus Dei, l’istituzione Opus Dei, non potesse schierarsi contro il mio libretto. Il mio titolo era una battuta, ma se ai gentili lettori (di Camillo, di Barney, di Sulle strade di Barney) serve la precisazione, eccola. Ma non chiedetemi di precisare il titolo a cui sto pensando, dopo aver saputo che a uno dei 3 lettori piace infinitamente il nuovo disco di Sufjan Stevens: "ALL’OPUS DEI PIACE SUFJAN STEVENS"

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