Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/23

L’elezione di Barack Obama era scritta nel destino di un paese formidabile come gli Stati Uniti. Due anni e mezzo fa, l’allora senatore dell’Illinois tenne a Portland, in Oregon, il suo primo grande comizio politico con un numero di partecipanti da concerto rock. Settantacinquemila persone. Wow.

L’America capì che Obama faceva sul serio, che il senatore aveva un vero seguito popolare, che il candidato afroamericano aveva davvero una chance di farcela sull’onda dell’entusiasmo dei giovani affascinati dal messaggio di speranza e cambiamento. Gli strateghi della campagna obamiana avevano avuto un’idea eccezionale. Al Waterfront Park di Portland, dove avrebbe parlato Obama, avevano organizzato un concerto dei beniamini di casa, i Decemberists, una delle migliori band del pianeta.

La trovata fu eccezionale. Folla entusiasta, parco gremito, fotografie meravigliose sui giornali del giorno dopo. I Decemberists fecero la loro parte, evitando anche di suonare l’inno sovietico, come talvolta fanno. Malgrado le fumose influenze rivoluzionarie russe sui testi (si chiamano così in omaggio alla rivolta del  dicembre 1825 contro lo zar Nicola I), la musica dei Decemberists mescola indie-rock a folk e progressive britannico. Un loro brano del 2005, The engine driver, aveva spaccato le radio universitarie americane. I dischi successivi, The Crane Wife e The Hazards of Love, sono concept album che raccontano strampalate storie di donne di cui in realtà non ci frega niente.
Ci frega un’altra cosa: i Decemberists sono una versione hipster dei Pink Floyd, gli Smiths americani, i Coldplay meno melensi.

Il leader Colin Meloy ha trascorso la notte della batosta di midterm a scrivere su Twitter messaggi contro i nuovi senatori repubblicani Marco Rubio e Rand Paul («il vostro eccezionalismo sembra nazionalismo»), insulti a Christine O’Donnell («spregevole») e difese appassionate della filosofia liberal («Il vero progressismo è la forma più vigorosa di patriottismo americano»).

Tra una dichiarazione politica e l’altra ha  annunciato che il nuovo disco, The King is Dead, uscirà il 18 gennaio. Sul sito della band, intanto, si può scaricare un brano: Down by the Water, con l’inconfondibile chitarra di Peter Buck dei R.E.M. Meraviglioso.
Christian Rocca

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