Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Sufjan Stevens, un po’ Pink Floyd un po’ Lady Gaga

Emanuele Riccardi, giornalista dell’Ansa e grande esperto di musica rock, recensisce (invidia, invidia, invidia) il concerto di Sufjan Stevens al Beacon Theater nell’Upper West Side di New York:

ANSA/MUSICA: SUFJAN STEVENS, META’ HIPPY, META’ LADY GAGA
NUOVA STAR DELLA MUSICA INDIPENDENTE IN EUROPA NEL 2011
    (di Emanuele Riccardi)
   (ANSA) – NEW YORK, 16 nov – ”Sul palcoscenico ho diverse
personalita’, e ne sono consapevole. In parte rappresento il
futuro, ma sono anche hippy, anni ottanta, e in parte Lady
Gaga”.
Sufjan Stevens, la nuova star della musica indipendente
americana, si presenta cosi’ al Beacon Theater di New York,
ultima tappa del suo trionfale tour nordamericano, prima di
attraversare gli oceani l’anno prossimo, prima in Nuova
Zelanda ed Australia, poi in Europa.
   Tra gli ori neobarocchi del piu’ bel teatro della Grande
Mela, attorno al giovane cantante di Detroit sono in 13, tra cui
cinque fiati, tre ballerine coriste, e ben due batteristi.
   Sufjan fa il suo ingresso vestito da angelo alato in un
tripudio di suoni elettronici, con una atmosfera decisamente
astratta, accompagnato da suoni ricchi e pieni che ricordano
ogni tanto i Pink Floyd o i King Crimson, ovviamente rivisitati,
o talvolta anche Steve Reich, uno dei piu’ famosi compositori
contemporanei americani, l’uomo dei rumori urbani.
   Poi alternando dolci ballate acustiche a lunghi brani piu’
psichedelici (ma sempre strizzando l’occhio a Lady Gaga),
Stevens canta, balla, cambia costume e gioca addirittura con i
palloni disseminati sul palcoscenico, quelli colorati da
spiaggia, che poi finiranno tra il pubblico, come centinaia di
altri palloncini di tutti i colori.
   Giocando come un supereroe dei fumetti della Marvel,
affascinato dalla pittura dell’artista schizofrenico Royal
Robinson – la sua ultima ispirazione – con i suoi suoni colorati
Sufjan offre un viaggio quasi pittorico nell’inconscio e nella
follia, proponendo la totalita’ del suo ultimo album, The Age of
Adz, con perle come I Walked, Vesuvius o l’infinita Impossible
Soul.
   Un album che ad ottobre aveva raggiunto il 7.mo posto della
hit parade di Billboard entrando nella prestigiosa top ten del
magazine (grazie anche alle vendite digitali su Amazon), mentre
la sua tournee americana, che si e’ conclusa proprio in queste
ore a New York dopo aver toccato 20 citta’, ha registrato il
tutto esaurito.
   Sicuramente il piu’ originale tra i giovani cantanti
americani attuali, Stevens finisce il concerto offrendo, nel
lungo bis, i suoi piu’ vecchi successi, come la canzone Chicago.
E’ il suo primo vero hit di cinque anni fa, dal suo album
Illinoise, il secondo dei cinquanta che  Sufjan intende dedicare
a tutto gli Stati americani. E’ un finale molto tranquillo ed
intimista, ed il cantante, jeans, t shirt e chitarra acustica,
se ne va discretamente tra gli applausi.(ANSA).
16-NOV-10 13:41
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