Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Facchetti neri dell’Abissinia

Io trovo semplicemente straordinario che gli indossatori di scudetti altrui non riescano mai a vincere in modo serio e non possano mai gioire in modo pieno. Vincono, ma rosicano. Stanno già litigando, ora. C’è sempre un che di amaro nella loro bocca, anche se fanno finta di niente, anche se urlano forte e si abbracciano molto. Ma noi sappiamo che loro sanno. Noi sappiamo che loro sanno di non aver vinto niente in modo lineare. Come diceva quel grande filosofo contemporaneo, loro stesso allenatore, una volta vincono in segreteria, un’altra senza avversari, un’altra all’ultimo minuto (e sempre senza avversari) oppure con il giocatore sottratto con scasso alla Juventus (o con i 5 giocatori che hanno acquistato con i soldi della refurtiva).
Ora c’era l’occasione della coppa intercontinentale, già declassata a mundialito a Dubai con arabi e coreani. Avrebbero vinto contro chiunque, i triplete boys. Sarebbe stato sufficiente comprare un biglietto d’aereo, preparare la valigia e vidimare un passaporto. Sono bravi, come si sa. Ma, in finale, si sono trovati di fronte una squadra non so se del Congo belga o di quello Brazzaville. Non so se tutsi o hutu. I campioni del Kilimangiaro. E’ finita 3 hully-golli a 0 per i Facchetti neri dell’Abissinia.

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