Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/30

Tre giorni prima di Natale è uscito, soltanto su iTunes, un disco dei Duran Duran. Accidenti. Un colpo al cuore. Nostalgia canaglia. Ok, è vero. A un certo punto i Duran Duran sono diventati una macchietta, una caricatura, wild boys!, ma chi li ha ascoltati in real time nei primissini anni Ottanta sa che i dischi d’esordio del gruppo inglese erano pieni di gran belle canzoni new wave e new romantic. Anche ad ascoltarle adesso, peraltro. Nonostante la vergogna di fronte agli amici della rubrica di Skype che grazie al software intelligente sono sempre al corrente su che cosa stai ascoltando su iTunes.
Successivamente soltanto Skin Trade (1987) e Ordinary day (1993) sono state all’altezza di Rio, Save a prayer, Hungry like a wolf, New moon on monday.
Come ai tempi di Coppi e Bartali, l’Italia era divisa tra i fan dei Duran Duran e chi invece preferiva i più glamorous e gai Spandau Ballet. Gommalacca stava saldamente con i Duran. L’impazzimento era evidente. Le loro esibizioni a San Remo diventavano l’evento musicale dell’anno. C’era gente convinta che i Duran fossero i Fab 5, una reincarnazione effimera dei Beatles. Simon Le Bon era il Brad Pitt della sua epoca, nonostante la pancetta. Sua moglie Jasmine era una delle persone più odiate del pianeta perché l’aveva tolto dal mercato. In Italia, siamo pure riusciti a pubblicare un libro e a girare un film intitolati Sposerò Simon Le Bon. Le ragazze che la sapevano lunga, però, spiegavano per ore che il Duran veramente figo in realtà era il bassista John Taylor.
L’alternativa ai Duran Duran e agli Spandau erano i musicalmente più consistenti Talk Talk, il gruppo inglese che al confronto erano una specie, ahem, di Pink Floyd o di Radiohead degli anni del disimpegno.
Il nuovo disco dei Duran Duran si intitola All the need is now. Esce nei negozi a febbraio. E’ perfettamente inutile, ma allo stesso tempo piacevole. Fa venire voglia di riascoltare le vecchie canzoni, che poi è la stessa cosa che capita ogni volta che esce un nuovo disco degli U2. La canzone più bella di All the need is now è la title track. Ricorda Hungry like a wolf. O forse New moon on monday.
Christian Rocca

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