Camillo - Il blog di Christian Rocca

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The Spider Lies Down On Broadway

Un’università del Michigan ha inserito nella lista delle parole da non usare nel 2011 "wow factor". Eppure non c’è espressione migliore di questa, wow, per descrivere l’effetto di sbalordimento che il musical Spider-Man – Turn off the dark (Spiderman – Spegni il buio) provoca sugli spettatori del Foxwoods Theatre a Times Square, Manhattan. Fin dalla prima scena, con una breve apparizione dell’uomo ragno accompagnata dallo splendido jingle The boy falls from the Sky composto da Bono e The Edge degli U2, si resta a bocca aperta per la spettacolarità delle scene, delle coreografie e del palco. La regia di Julie Taymor è una gioia per gli occhi e i sensi. Immagini, colori, acrobazie come non se ne erano mai viste a Broadway.

La prima di Spider-Man è prevista per l’11 febbraio. Un anno dopo l’avvio preventivato e con una storia costellata da disastri finanziari e tragedie personali (il primo produttore è morto d’infarto pochi secondi dopo aver firmato i contratti). Lo spettacolo è nato da un’idea di Bono e The Edge, i quali hanno posto un’unica condizione: che a dirigerlo ci fosse Julie Taymor, la più visionaria delle registe di Broadway (Bono ha recitato nel suo film Across the Universe). In questi giorni, nel teatro sulla 42esima, vanno in scena le preview, le prove generali che servono a mettere a punto lo spettacolo e soprattutto a testare le acrobatiche scene aeree. Solitamente le preview si fanno in provincia, lontane dai riflettori, ma la maestosità dello show, la ridefinizione della struttura del palco e i costi esorbitanti dell’operazione non hanno consentito la trasferta e nemmeno le prove senza pubblico pagante. Spider-Man, infatti, è la più grande produzione di Broadway di sempre. Costa 65 milioni di dollari, quanto un kolossal di Hollywood. La Taymor è la stessa regista di Lion King, il mega spettacolo che prima di Spider-Man deteneva il record dei costi di produzione, ma che in sette anni ha incassato quasi 800 milioni di dollari. Taymor, regista cinematografica di Frida e della nuova riduzione della Tempesta di Shakespeare, in questi giorni è nei teatri di New York anche con una moderna versione del Flauto magico di Mozart. Le coreografie, comprese quelle aeree, sono di Daniel Ezralow, suo sodale e veterano di Le Cirque du Soleil. Le musiche degli U2 fanno di Spider-Man una specie di circo rock, più che un classico musical di Broadway.

Lo spettacolo inizia alle 7 in punto, con il produttore esecutivo che sale sul palco per leggere un burocratico comunicato dei vigili del fuoco che dà il nulla osta alle 27 scene aeree. Non ci sono pericoli, nonostante agli attori siano già capitati cinque infortuni, uno dei quali grave, e una delle protagoniste abbia intentato causa per danni. I giornali americani non parlano d’altro, anche perché un consolidato accordo tra critici e produzione impedisce di recensire uno spettacolo, ancora provvisorio, prima dell’inizio formale delle rappresentazioni (solo i critici del canale Bloomberg News e del quotidiano «Daily News» hanno rotto il patto). Le polemiche, in ogni caso, hanno creato un brusio eccitante e perverso in città. Gli spettatori corrono a spendere i 185 dollari del biglietto, sapendo bene che oltre ad assistere a uno spettacolo di qualità potrebbero vedere un attore che resta sospeso in aria o Spider-Man che non riesce a tornare a testa in su. Capita spesso, infatti, che lo spettacolo venga interrotto.

La sera del 2 gennaio è filato tutto liscio, facendo tirare un sospiro di sollievo ai produttori, alla regista e a Bono e a The Edge che seguono da vicino ogni replica delle prove generali. Lo spettacolo si compone di due parti. La prima è decisamente la migliore, quella capace di scatenare il "wow factor". La ricostruzione di Manhattan è formidabile, in particolare quando i complessi meccanismi di scena cambiano la prospettiva sul palco e gli spettatori hanno la sensazione di stare in cima ai grattacieli. Molto bella le scena in cui compare Aracne, la figura mitologica punita dagli dei e trasformata in ragno per la sua arroganza, ma anche quella che porta la storia dentro la redazione del giornale «Daily Bugle» con le stenografe che battono sulla macchina per scrivere e danzano sulle poltroncine a rotelle.

I momenti clou, i più attesi, sono i voli di Spider-Man sulla testa del pubblico e i combattimenti aerei lungo tutto il perimetro del teatro, grazie a un meccanismo simile a quello delle sky-cam, le telecamere degli stadi di calcio poste su speciali cavi d’acciaio che le guidano a volo d’uccello per tutto il campo di gioco.

Le musiche sono una spanna superiore rispetto alle tradizionali musiche di Broadway, anche se le canzoni non sono invece tutte all’altezza della migliore produzione degli U2. I cantanti sembrano imitare Bono, con risultati non sempre buoni. Molto bella la canzone Rise Above, che infatti torna nel finale, un classico inno epico e trascendente degli U2. Turn off the Dark, che accompagna la scena più poetica dello spettacolo (Aracne appare in sogno a Peter Parker), ricorda Miss Sarajevo.

Spider-Man non è perfetto. Il racconto è macchinoso, lungo, ingarbugliato. Non si sentiva il bisogno di una specie di coro greco, composto da quattro ragazzi armati di laptop Apple e linguaggio giovanile di strada per raccontare una storia che non ha bisogno di spiegazioni. Anche se l’idea di chiamarlo Geek Choir, invece di Greek (smanettoni di computer, invece di greci) è divertente.

Nel secondo atto l’incoerenza narrativa si nota di più, a volte manca la drammaticità nelle scelte dei protagonisti e il finale risulta banale, sbrigativo, non all’altezza della premessa. Le prove servono proprio a questo: a perfezionare un musical non ancora rifinito. Solo l’11 febbraio, quando aprirà ufficialmente, vedremo se Spider-Man sarà riuscito davvero a spegnere il buio. In ogni caso, lo spettacolo è assicurato.
Christian Rocca

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