Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/35

Il più grande cantante di soul di cui non avete mai sentito parlare si chiama Charles Bradley. Sessantadue anni, Bradley è l’ultima grande scoperta della Daptone Records di Gabriel Roth, l’etichetta discografica protagonista del mini revival di musica soul in corso negli Stati Uniti. Prima di lui i ragazzi terribili del neosoul di Brooklyn hanno trovato la strepitosa Sharon Jones tra i secondini della prigione Rikers Island di New York e l’elegantissima cantante gospel Naomi Shelton tra le donne di servizio di qualche amico. Bradley l’hanno scovato mentre aggiustava l’impianto idraulico degli uffici della casa discografica, ma solo dopo aver saputo che la sera si esibiva con il nome di Black Velvet nei panni di un imitatore di James Brown in un piccolo club di Bushwick, a Brooklyn. Come i compagni di scuderia, Bradley ha coronato il sogno di registrare un disco a tempo quasi scaduto. Nel suo caso sono passati 48 anni da quando la sorella lo portò all’Apollo Theater di Harlem a vedere James Brown, the Godfather of Soul. Bradley ha lasciato casa ancora minorenne, ha dormito in metropolitana, da fermata a fermata sulla linea più lunga della subway di New York, fino a quando i poliziotti lo facevano alzare. Bastava percorrerla tre volte a notte ed era già mattina. S’è guadagnato da vivere facendo il cuoco, in Maine e in California.

Prima ancora di ascoltare la sua voce portentosa, il consiglio è di guardarlo in faccia sul sito (thecharlesbradley.com). La foto dice tutto. Capelli ricci semi-afro, volto scavato e sofferente, collo alla Adriano Pappalardo. No time for dreaming è, appunto, il suo primo disco. Suoni d’antan, confezione vintage, canzoni originali, vive e appassionate, che raccontano una vita vissuta non proprio meravigliosamente. Undici anni fa, tra le altre cose, suo fratello è stato ucciso. Nello stesso anno ha incontrato Roth. L’idea del disco è nata in quel momento, ma Bradley è entrato in depressione. Quattro anni fa è rientrato in sala di registrazione. Il disco, un po’ James Brown un po’ Otis Redding, è una meraviglia. Dodici canzoni una più bella e sofferta dell’altra. The World (Is Going Up In Flames) si può scaricare dal sito. Assieme a I Believe In Your Love e a No Time For Dreaming è la più bella.
Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web