Renzi for everything
Ieri sera sono stato da Matteo Renzi. E’ l’unico leader italiano che voterei a occhi chiusi. Post partisan, anticomunista e antifascista, antipost-comunista e antipost-fascista, come le persone serie. E’ brillante, dice cose sensate, parla in italiano e non è un poeta. Renzi non è Berlusconi e non è Veltroni. O forse è sia Berlusconi sia Veltroni, senza le loro inadeguatezze. Soprattutto non è D’Alema, non rincorre Fini ed è distante da Vendola. Renzi non vuole mettere le persone in galera e non è un conservatore. E’ una persona normale. Il simbolo di quello che dovrebbe essere il PD – un partito liberale di sinistra, riformista, moderno, europeo – un partito che non è mai stato tale. Ora naturalmente dice che non si candida, anche perché non ci sono elezioni né primarie né nazionali a cui candidarsi. Ma se solo si aprirà la partita delle primarie, state certi che correrà. Due problemi: non ha nessuno dietro e non parla esattamente come un articolo di Repubblica, meno che mai del Fatto. Parla però per poter vincere le elezioni nazionali. Vai, Matteo.
