Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Gianni Riotta, il Sole e io

Ho avuto la fortuna (e l’accortezza) di lavorare con due grandi direttori, Giuliano Ferrara e Gianni Riotta. Per Giuliano valgono i 14 anni insieme, l’amicizia e quanto gli ho scritto nella dedica di un libro. Con Gianni ho lavorato più o meno un anno. Sono entusiasta di lui. Sono felice di essergli compare.
Riotta ha lasciato il Sole 24 Ore e continuerà a fare altrove quello che sa fare. In Via Monterosa arriverà Roberto Napoletano. Gli faccio molti auguri, sinceri: sarebbe dura per chiunque fare un giornale altrettanto interessante, stimolante e aperto al mondo.
Gianni Riotta non è soltanto un grande direttore. E’ un fuoriclasse. Simpatico, perbene, leale, secondo me anche juventino. Gli invidio di avere tutti i nemici giusti, non ne sbaglia mai uno. A volte mi è capitato di pensare che forse con questo o con quello magari sbagliava, ma poi… zac… quello iniziava a scrivere sul Fatto. Adoro, poi, la sua capacità di far capire agli scemi quanto siano scemi, in un modo così efficace che anche gli scemi più scemi non possono fare a meno di capire quanto siano scemi. Anni fa, un amico comune mi ha spiegato che Gianni ha una bussola etica ben precisa: in qualsiasi situazione si trovi, si comporta sempre come se fosse in America. Alla Suburra non piace. A Camillo sì, immensamente.

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