Camillo - Il blog di Christian Rocca

archivio

Gommalacca/41

Non so suonare. Non so leggere la musica. Tantomeno scriverla. Addirittura fatico a scrivere di musica perché, come diceva Frank Zappa, scrivere di musica è come ballare di architettura, un’impresa impossibile e senza senso. Senonché ho comprato l’app Garage Band per iPad, un software per musicisti che consente di registrare su più piste le proprie composizioni e di arricchirle con ritmi, armonie, voci e belletti pre-registrati (loop) da Apple. Innovazione tecnologica al servizio della creatività. Super computer e garage underground. Magia e tradizione.
Venti minuti dopo ho composto il mio primo brano. Un miracolo. Qualche ora dopo ne ho creato un secondo, già più maturo. Prima di andare a dormire anche il terzo, un capolavoro. Con un clic, i tre brani sono entrati nella libreria di iTunes. Si intitolano It ain’t over until is over, It’s over, Arab unrest, idealmente raccolti nel primo EP dal titolo Via Monterosa 91.
La cosa meravigliosa è che non ho suonato nemmeno una nota (non so suonare!), con l’eccezione di una strimpellata al finto pianoforte a coda fornito dal software e un maldestro colpo di una batteria che l’iPad assicura essere vintage anni 70. Solo loop. Il brano dal titolo dylaniano ha ritmo funky, schitarrate al posto giusto, poderoso sax baritono, assoli del blues del Delta. Il lamento gospel che apre It’s over dà il tono al pezzo, ma l’ossessività degli archi e la malinconia del flauto, assieme al tappeto sonoro di una tastiera elettrica e di una chitarra country, sono un caleidoscopio di emozioni. Arab unrest è costruita intorno a due oud (liuto islamico) e a vari contrappunti orchestrali. Un chiaro omaggio alle masse arabe redente, sostenute dal salvifico intervento occidentale.
Questo delirio ha coinvolto amici e colleghi. I più superficiali hanno liquidato le composizioni come «musica per matrimoni». Altri hanno detto che i pezzi non sono mica male. Un temerario ha trascorso la notte a comporre una ciofeca ispirata alle colonne sonore dei porno anni 70 e dei polizieschi con l’indimenticato Maurizio Merli. Mancava soltanto lo sciòn sciòn morriconiano. Epperò che gran divertimento con Garage Band.
Christian Rocca

ricerca

archivi

testata
periodo
feed rss
 

Christian Rocca – © 2002-2011

Credits: Graphic Design & Web Development to Area Web