Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/45

Qual è lo strumento più immediatamente associabile al jazz? Il sassofono, probabilmente. Anche il contrabbasso. La tromba, di sicuro. E allora ecco tre trombettisti, per quattro dischi. Il primo è Paolo Fresu, uno dei migliori jazzisti italiani. Forse il numero uno. Fresu è compositore, animatore di rassegne sperimentali, ora anche discografico. Contare i cd a suo nome è impossibile. Sono passati quindici anni da quando suonava per pochi amici al Tangram di Milano. Ora è una star. Un innovatore, ma anche un fedele custode della tradizione bop. Musicista globale, ma con solidi radici nella sua terra, la Sardegna. Di recente ha pubblicato due dischi. Un doppio del suo Quintetto, Songlines/Night & Blue, e un progetto speciale intitolato Mistico Mediterraneo per l’etichetta bavarese Ecm.
Il doppio cd di brani originali e standard del jazz è il primo di una nuova etichetta discografica, Tuk Music, da lui curata e già ricca di album molto belli (Ethos, del Quartetto Alborada, è tra i migliori). Il disco per Ecm con il fisarmonicista Daniele di Bonaventura e con le voci polifoniche del gruppo A Filetta è un piccolo gioiello di tradizione corsa e contaminazione jazz, una versione isolana e mediterranea del fortunato Officium di Jan Garbarek e dell’Hilliard Ensemble.
Il secondo trombettista è il norvegese Mathias Eick, già leader degli Jaga Jazzist, band di culto per pochi estimatori. Il suo secondo album, sempre per Ecm, si intitola Skala ed è una fantastica combinazione di pop e jazz. I puristi del jazz sono molto critici sul risultato, che è una via di mezzo tra Jan Garbarek e Pat Metheny. Ma Eick è riuscito a fare un disco di quelli che li metti nel lettore e scorrono che è un piacere, senza mai costringerti a cercare il telecomando per cambiare brano. Non è poco.
Il terzo trombettista è Wynton Marsalis, il custode della tradizione jazz degli anni 60. Un paio d’anni fa ha pubblicato un bel disco di musica tradizionale con il cantante e chitarrista country Willie Nelson. Ora, per celebrare il genio di Ray Charles, i due hanno pubblicato con Norah Jones Here we go again. Il progetto, stavolta, non è riuscito.
Christian Rocca

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