Camillo - Il blog di Christian Rocca

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Gommalacca/46

Un pomeriggio di 9 anni fa, a New York, ero impegnato nella mia attività preferita di sempre: perdermi tra gli scaffali di Tower Records, il rimpianto mega-store di dischi nell’Upper West Side di Manhattan. A un certo punto, quel pomeriggio del 2002, l’occhio mi è caduto su un cd di una sconosciuta band newyorchese. GIANTfingers era il nome della band. GIANTfingers era anche il titolo del disco. Secondo il Village Voice, diceva un adesivo furbescamente attaccato sulla copertina, i GIANTfingers erano un gruppo di art-rock, una versione da camera dei Talking Heads.
L’ascolto lo confermava: i GIANTfingers erano una band di cowboy metafisici, suonavano un country newyorchese (ossimoro), una via di mezzo tra i Lambchop ancora più dolenti e gli Sparklehorse. Lenti, sì, ma con quel fuoco metropolitano che ha reso celebri i Talking Heads. Scrissi che il disco era tra i migliori del 2002. Qualche tempo dopo ricevetti un’email da un certo Mark Petracca from New York. Non avevo idea di chi fosse, ma nel messaggio mi ringraziava per ciò che avevo scritto sul suo disco. Io però non avevo dischi di Mark Petracca e nemmeno di un certo Dusty Wright, lo pseudonimo artistico del mittente. Ci è voluto poco a capire che Mark e Dusty in realtà erano la stessa persona, un ragazzone biondo nato ad Akron, Ohio, di origini abruzzesi da parte di padre. I GIANTfingers erano la sua creatura.
Siamo diventati grandi amici, ci siamo scambiati dischi, per anni abbiamo girato i locali di Manhattan in cerca di musica nuova e sempre a pancia piena di cupcake della Magnolia Bakery di cui sua moglie Bobby è socia. In tutto questo tempo ho visto nascere dal niente un disco che Mark, a nome Dusty Wright, ha appena pubblicato e che trovate su iTunes e Amazon. Si intitola If we never…, ed è come se fosse mio nipote. Avrò sentito le canzoni centinaia di volte, suonate da Mark/Dusty nei club di New York con le band più diverse, ma sempre con il fantastico violoncellista Matt Goeke. Destiny, Breathe, Swirl, I know, Uncertain sono una più bella dell’altra, così come Secret Window il cui video ha vinto il premio “best musical video” al Film & Script Festival di Los Angeles.
Christian Rocca

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