Eccolo, mancava solo Noam Chomsky
L’assassinio di Bin Laden, dice Noam Chomsky, «viola numerose ed elementari norme del diritto internazionale». Bin Laden, poi, è un «sospettato» perché non ha subito un giusto processo (chiamate Ghedini) e chissenefrega se è reo confesso (quella non è confessione, dice il professorone antiamericano). Chomsky è fatto così. Chi invece non è un semplice «sospettato», secondo il fascistone rosso, è George W. Bush, colpevole secondo Chomsky – in modo «incontrovertibile» – di «crimini enormemente maggiori» di quelli di cui è sospettato Bin Laden, un povero e indifeso e ingiustamente perseguitato dall’America cattiva.
Domandone finale: chi pubblicherà in Italia, con annesso frisson, questa spazzatura?
Il Manifesto o Internazionale?
