Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

In Iraq, naturalmente

Ricordate tutti quelli che dicevano che la guerra in Iraq aveva distolto l’attenzione americana dalla caccia a Bin Laden? Ebbene, Hassan Ghul, cioè la persona che ha dato agli americani la pista per arrivare a Bin Laden, è stata arrestata nel 2004… indovinate dove? In Iraq, naturalmente.
Dall’Iraq Ghul è stato portato (extraordinary rendition) in una prigione segreta della Cia in Polonia e poi interrogato non si sa come. Agli agenti della Cia, Ghul ha fatto il nome (lo pseudonimo) di un messaggero di Bin Laden, Abu Al Kuwaiti, amico di Khalid Sheikh Mohammed e di Faraj al-Libi entrambi detenuti a Guantanamo. La conferma che la pista fosse giusta è arrivata proprio dagli interrogatori a Gitmo di Khalid Sheikh Mohammed e Faraj al-Libi. La Cia, grazie ad altri interrogatori e alle proprie analisi, ha individuato il vero nome del messaggero: Sheikh Abu Ahmed. Successivamente, grazie al programma di intercettazioni internazionali della National Security Agency, la Cia è arrivata ad Ahmed e da lì a poco al compound di Abbottabad dove si rifugiava Bin Laden.
Ecco, in sintesi, le parole chiave di cui si è servito Obama per arrivare a Osama:
Iraq, extraordinary rendition, prigioni segrete Cia, tecniche intensificate di interrogatorio, Guantanamo, programma segreto di intercettazioni estere della NSA.

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