Referendum sul nucleare
Nel 1987 ho trascorso numerosi pomeriggi e 12 weekend a raccogliere le firme sui referendum radicali (e socialisti) contro il nucleare. Penso di non aver mai compiuto un errore politico così grave (con l’eccezione di aver creduto in Max D’Alema). Quella scelta antinucleare, dettata dalla tragedia di Chernobyl, è stata un disastro per l’Italia perché ci ha impedito di costruire un’alternativa energetica credibile, mentre i nostri vicini Francia e Germania si muovevano nel modo opposto. Col risultato che Francia e Germania esportano energia, noi la compriamo e i rischi sono naturalmente comuni. Questa volta voterei senz’altro No, ma non mi convincono tempi, costi e percentuale del fabbisogno energetico che le nuove centrali creerebbero. In sintesi: troppi anni, molti soldi, poca energia.
Altro dubbio: il governo ha deciso di sospendere il progetto nucleare, a causa di Fukushima, quindi al di là delle sentenze della Cassazione e della Consulta rispondere al quesito mi pare inutile.
In ogni caso, l’alternativa al nucleare è una maggiore emissione di carbonio nell’atmosfera, come sa benissimo l’atomico Obama. Siamo sicuri che ambientalisticamente parlando esista una soluzione migliore del nucleare?
