Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Ah Eco’, spostate!

Non ho ancora letto con attenzione il dossier dell’Economist contro Berlusconi. A caldo, ieri, ho scritto «yawn», cioè ho sbadigliato alla notizia di un’ennesima bordata del miglior settimanale del mondo sul Cav. A leggere i giornali di questa mattina, oltre al solito eccellente spunto di Giuliano Ferrara sul Foglio, noto che lo sbadiglio ha coinvolto anche Repubblica e Corriere, i quali hanno dedicato al dossier Italia dell’Economist uno spazio inferiore rispetto alle puntate precedenti. Malgrado il dossier sia decisamente più corposo di alcuni articoli del passato. Insomma, l’Economist contro Berlusconi rischia di essere come il marziano a Roma di Flaiano.
A questo si aggiunga l’editoriale di Bill Emmott sulla Stampa. Bill Emmott era il direttore dell’Economist ai tempi dell’avvio della campagna anti Berlusconi. Fu lui a fare la famosa copertina "Why Berlusconi is unfit to lead Italy". Ebbene, oggi Emmott sulla Stampa quasi prende le distanze dall’ennesima copertina del suo ex giornale. Ovviamente non è diventato filo berlusconiano, figuriamoci, ma da attento analista di cose italiane quale è diventato riflette sul fatto che non è tutto nero o bianco e che quelle copertine, quei dossier, quelle campagne sono «usate come strumenti in una disputa essenzialmente interna, come armi politiche per aiutare una parte o l’altra». E ai commentatori e agli analisti stranieri, quasi sempre utilizzati da una politica parrocchiale, dice che sarebbe meglio «se si accantonasse la parzialità politica».

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