Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Pisapia e l’assessore al bon ton

Conosco solo quattro o cinque degli assessori di Pisapia, e ne dirò dopo. Gli altri non so chi siano. Non averli mai sentiti nominare non so se sia una cosa buona o una cosa brutta. Il fatto che non li conosca mi dà l’idea di cambiamento e rinnovamento. Una cosa buona, dunque. Ma il fatto che siano così sconosciuti mi fa temere che non siano all’altezza. Vedremo.

Poi ci sono i conosciuti. Boeri è certamente un ottimo assessore, anche se ha la delega al design che non vuol dire niente. Ci sarà da divertirsi sull’Expo. La direttrice del carcere ha fama di persona tosta e forse è la scelta più Pisapia di tutte. Bruno Tabacci era presidente DC della Regione Lombardia nel 1987, 24 anni fa. D’accordo che per il Bilancio serve uno bravo e non comunista, ma non averne trovato uno più contemporaneo mi pare incredibile.

La Benelli ha sempre fatto bene benino alla Provincia, con il PCI e poi con gli altri. Majorino è l’ex pidiessino che si è più impegnato nel partito in questi anni, se lo merita. La vicesindachessa direttrice della Casa della Carità è tra quelli che non conosco.

In generale non mi pare che Pisapia abbia creato una squadra frizzante e moderna e innovativa. A leggere i curriculum, Boeri a parte, non sembra nemmeno di eccellenza, da grande città europea. Non che i predecessori fossero geni, ma com’è possibile che la sinistra liberatrice e la grande Milano dei talenti, della modernità abbia partorito una giunta così low profile?

E poi che vuol dire "delega all’Educazione"? A meno che l’assessore non voglia insegnarci a comportarci bene, cosa possibile in ambienti favorevoli idealmente allo stato etico, in italiano si dice "Istruzione".

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