Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Il discorso di Obama non è piaciuto

Il discorso di Obama sull’Afghanistan (rientro di 10 mila soldati entro dicembre e di altri 23 mila entro settembre 2012) non è piaciuto ai grandi giornali americani. I tre principali editoriali del New York Times (super liberal), del Washington Post (liberal moderato) e del Wall Street Journal (super conservatore) sono unanimi nella critica alle parole e alle scelte del presidente. Scrivono tutti che la decisione sembra affrettata e dettata dalla politica interna, più che dalla situazione sul campo. Tutti credono che Obama sia stato fin troppo ottimista nel descrivere la situazione e molto parco di dettagli nell’annunciare il ritiro in 15 mesi del suo terzo surge (gli altri due restano). WP e WSJ addirittura paragonano il discorso al famigerato Mission Accomplished di Bush sull’Iraq. Non un grande successo di critica, quindi, per Obama. Il pressing dei repubblicani, intenzionati a candidarsi da pacifisti contro il presidente di guerra, assieme alla crescente disaffezione dei democratici, alle polemiche sui conti pubblici e ai sondaggi sempre più contrari alla guerra, hanno convinto Obama ad agire più da presidente già impegnato nella campagna di rielezione che da comandante in capo. Con questa decisione, Obama ha tolto agli avversari un argomento. Allo stesso tempo, lasciando in Afghanistan 68 mila soldati anche dopo il 2012, esattamente il doppio di quanti ne aveva lasciati Bush, non potrà essere accusato di disfattismo. La speranza è che i 68 mila siano sufficienti a non far deteriorare la situazione.

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