Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

«C’è del marcio»


No, in questo caso non parlo di finte onestà sportive, ma del titolo durissimo, populista, anche se scespiriano, dato dal New York Magazine alla copertina d’esordio di Frank Rich sul più bel settimanale americano. La tesi dell’ex columnist del New York Times è che Obama abbia tradito, si sia fatto catturare dai poteri forti, non sia in sintonia con l’americano medio.
Anche se esposta in modo colto, la tesi di Rich è simile a quella dei Tea Party o di un Beppe Grillo locale: Obama, per Rich e per gli oppositori di estrema destra e sinistra, è un elitario, uno strumento dei poteri forti, un prodotto delle università per ricchi, uno che mette in galera gli immigrati e non i banchieri:
«A tool of the very fat-cat elite that despises him»
«He is an elitist»
«He falls hard for the best and the brightest white guys».

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