Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

La Pravda rosa

La Pravda rosa che si trova sui banconi dei gelati nei bar dello sport, invece che scusarsi e occuparsi d’altro, tipo ippica, per il resto del decennio, ha già assolto l’Inter.
Ecco cosa si legge nell’editoriale del direttore, che pure chiede la revoca dello scudetto 2006:

«Se le intercettazioni emerse grazie ai legali di Moggi dalla farraginosa istruttoria di Napoli fossero state in suo possesso nel 2006, l’Inter sarebbe stata sicuramente deferita e probabilmente condannata alle stesse pene del Milan. Non a quelle della Juve, al centro "di un vero e proprio sistema organizzato"».

Riordiniamo i fatti, visto che la Gazzetta non li ha mai raccontati e ora fischietta guardando altrove:
La Juve è stata condannata per aver violato più volte l’articolo 1 sulla lealtà sportiva, giurisprudenzialmente trasformato dalla procura di Francesco Saverio Borrelli e dai giudici scelti da Guido Rossi in nome del "sentimento popolare" in unillecito sportivo "strutturale". Cioè, non c’è stata nessuna partita truccata. Nessun arbitro è stato comprato. Nessun sorteggio è stato manipolato. Epperò Moggi era molto cattivo e quindi qualcosa certamente aveva fatto. Non una cosa specifica, ma una cosa strutturale. Risultato: illecito strutturale, reato sportivo che non esisteva, ma inventato sul momento.
L’Inter, invece, è accusata da Palazzi di aver violato più volte l’articolo 1 sulla slealtà sportiva, esattamente come la Juve. Già questo potrebbe, di per sé, configurare lo stesso reato strutturale appioppato alla Juventus. Ma non è finita qui. Palazzi accusa l’Inter anche di aver commesso illeciti sportivi (diretti, non strutturali) ex articolo 6.

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