Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Le sei bugie di Travaglio su Facchettopoli

Massimo Zampini, avvocato ed eroe di Er go’ de Turone, destruttura la versione di Marco Travaglio:

«Bugia numero 1: Secondo Travaglio, Palazzi avrebbe sostenuto che, "telefonando ai designatori", Moratti e Facchetti hanno violato gli articoli 1 e 6.

Invece no, secondo Palazzi il problema non è che si telefonassero, ma che vi fossero condotte "certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società INTERNAZIONALE F.C., mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale». Palazzi, tra l’altro, aggiunge che «assume una portata decisiva la circostanza che le conversazioni citate intervengono spesso in prossimità delle gare che dovrà disputare l’INTER e che oggetto delle stesse sono proprio gli arbitri e gli assistenti impegnati con tale squadra».

Il problema non è telefonare (anche se nel 2006 sembrava fosse un problema anche quello), ma fare pressioni per ottenere dei vantaggi. E l’Inter, per Palazzi (idolo nel 2006, oggi mero accusatore giustizialista), lo ha fatto più volte.

Bugia numero 2: "il pm sportivo ricorda che la sua tesi accusatoria già è stata sconfessata dalla Corte Federale, secondo cui non basta telefonare ai designatori per commettere illecito: occorre che le pressioni arrivino agli arbitri e li condizionino".

Ribadito che il problema non erano le telefonate di per sè, ma il loro contenuto (Travaglio insiste nell’equivoco), ecco la seconda clamorosa bugia: sono 5 anni, caro Travaglio mio, che ogni volta che portiamo dati che smentiscono le tesi dell’accusa (ammonizioni preventive mai esistite, medie punti degli arbitri di cui si è ipotizzato il possesso di schede svizzere, ecc) tutta Italia ci dice che per la giustizia sportiva basta il tentativo, non va provato il condizionamento effettivo, quindi meritavate la C, ecc ecc, e ora invece ci fate sapere che serve provare che le pressioni arrivino agli arbitri e li condizionino?
E quali condizionamenti sarebbero stati provati, caro Travaglio? Quali pressioni sarebbero certamente arrivate agli arbitri? Non stiamo nella pelle dalla curiosità.

Bugia numero 3: "Dunque è verosimile che, anche se l’Inter rinunciasse alla prescrizione, verrebbe assolta o priata di qualche punto".

Assolta? Ma sbaglio o non è stato assolto nessuno? Ma sbaglio o il Milan si è salvato dalla B solo perchè Meani non aveva responsabilità diretta, mentre peraltro Facchetti dell’Inter era il presidente?
Palazzi con l’Inter è durissimo: certamente avrebbe ricevuto perlomeno una forte penalizzazione (lo ha detto addirittura Palombo, un noto filomoggiano), probabilmente non avrebbe preso Ibrahimovic, sicurissimamente non avrebbe mai indossato lo smoking bianco.

Bugia numero 4: "siccome le pressioni interiste non sortirono effetti e ai tempi della Triade bianconera l’Inter perdeva campionati truccati, nessuno scudetto deve passare di mano"

Rieccoci, quindi contano gli effetti, non il tentativo. Possiamo ritirare fuori le nostre statistiche, allora. Ciò detto, la domanda andrebbe fatta ai tifosi del Cagliari, che dopo la famosa chiamata su Bertini dal deludente score 4-4-4, si lamentano dell’arbitraggio, che condurrà l’Inter in finale. Per noi sono solo lamentele che non contano niente, perchè per noi juventini conta il risultato del campo, ma se proprio vogliamo verificare gli eventuali effetti, andiamoci a rivedere la partita.

Bugia numero 5: "gli inquirenti napoletani hanno già ritenuto che non c’è nulla di rilevante".

Non è vero. Dopo il mitico "piaccia o non piaccia non esistono intercettazioni di Moratti…" di narducciana memoria, oggi anche l’altro PM Beatrice ha detto che molte telefonate non gli erano proprio state passate. Altro che non rilevanti, mai viste.

Bugia numero 6: "finora hanno parlato solo Palazzi e Moggi con la sua corte di avvocati e giornalisti à la carte".

Sì, su radio e televisioni private viste da diecimila persone. Ma su tutti i media nazionali, quelli visti e letti da milioni di persone, da 5 anni, parlano solo i giornalisti à la carte. Di Moratti».

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