Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Nota per Alexander Stille: Obama votò contro l’innalzamento del tetto del debito

Nella sua consueta collazione di insulti a chi non la pensa come lui, spacciata per analisi rigorosa della situazione politica americana, oggi Alexander Stille dimentica (o occulta) una cosa che se conosciuta (o svelata) farebbe crollare il suo ragionamento anche al netto dagli improperi. Secondo Stille i repubblicani sono trogloditi incapaci di pensare al bene del paese, perché non alzano il tetto al debito pubblico che consentirebbe a Obama di governare secondo i suoi programmi. Secondo Stille, i repubblicani preferiscono la bieca aderenza a un credo ideologico, al fine di mettere in difficoltà il presidente, piuttosto che accordarsi con i democratici per evitare il collasso degli Stati Uniti. A Stille ovviamente non viene in mente che lo stesso ragionamento potrebbe valere per l’altra parte, per la Casa Bianca di Obama. Ma non è questo il punto, così come non è il punto nemmeno la notizia che ora, per l’editorialista di Repubblica, il neoconservatore David Brooks è diventato moderato. Benvenuto.
La cosa che Stille non scrive (anzi scrive il contrario) è questa: quando nel marzo 2006 è capitato a Bush chiedere l’innalzamento del tetto per evitare il default, gli allora senatori Barack Obama e Joe Biden, assieme a tutti i senatori democratici, votarono NO. Almeno una volta, l’unità nazionale di cui scrive Stille non ci fu e, a seguire il suo ragionamento, non ci fu per colpa dei democratici e di Obama. Altro che “voti bipartisan ai tempi George W. Bush”, “senza controversie”, “atto dovuto” e “l’idea di far fallire il governo per costringere Bush a cambiare politica non è venuta in mente a nessuno” eccetera.
Disse, allora, Obama: “The fact that we are here today to debate raising America’s debt limit is a sign of leadership failure. It is a sign that the U.S. Government can’t pay its own bills.Instead of reducing the deficit, as some people claimed, the fiscal policies of this administration and its allies in Congress will add more than $600 million in debt for each of the next five years. Increasing America’s debt weakens us domestically and internationally. Leadership means that ‘the buck stops here’. Instead, Washington is shifting the burden of bad choices today onto the backs of our children and grandchildren. America has a debt problem and a failure of leadership. Americans deserve better“.
Non si ricordano, allora, indignazioni stilliane per le parole da Tea Party di Obama. Obama ha pure detto, ora, di aver commesso un errore a comportarsi nel modo orribile, immorale e antipatriottico che oggi Stille imputa ai Tea Party senza però raccontare tutta la storia.
I repubblicani allora erano favorevoli, ora no. I democratici allora erano contrari, ora favorevoli. Non c’è un partito antropologicamente migliore dell’altro, come da vulgata dei republicones. Ci sono solo interessi politici e convenienze elettorali, da una parte e dall’altra. Ci sono anche buone e cattive analisi.

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