Camillo - Il blog di Christian Rocca

Cose che non resteranno

Sul debito si sta sfaldando il fronte conservatore

La proposta del leader al Senato Mitch McConnell, sostenuta dalla pagina degli editoriali del Wall Street Journal, da numerose associazioni di business e da John McCain, sta spaccando il fronte conservatore. Tea Party e i potwnti conduttori radiofonici sono contrarissimi, così come buona parte dei candidati presidenziali e i deputati della Camera. McConnell, consapevole che se non si trova un accordo la colpa sarà data ai repubblicani, propone di approvare una legge dalla dubbia validità costituzionale che autorizza il presidente a innalzare sua sponte il tetto del debito pubblico, lasciando al Congresso limitazioni, vincoli e controllo (il Congresso voterebbe, nel caso, la contrarietà all’innalzamento del tetto deciso dal presidente). La mediazione di McConnell, ben vista dagli obamiani, risolve l’empasse, evita il default e cancella le impronte repubblicane. In campagna elettorale i repubblicani potrebbero attaccare liberamente il presidente, responsabile unico dell’aumento del debito e senza complicità imbarazzanti. Per l’ala intransigente dei repubblicani, la proposta McConnell invece è una capitolazione a Obama, perché il debito aumenterebbe e si concederebbe carta bianca al presidente, il quale potrebbe anche rimangiarsi le promesse di tagli alla spese avanzate in queste settimane di contrattazione. A me pare una proposta intelligente, che in fondo conviene a tutti. A Obama che può andare avanti e ai repubblicani che avranno un’arma in più a disposizione in vista di novembre 2012. Al momento, però, sta creando il caos dentro il variegato mondo repubblicano e conservatore.

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